Propaganda fascista, ok della Camera: multe per chi vende gadget e souvenir

"Con questo provvedimento si sanziona come forma di propaganda anche la diffusione e la vendita di oggetti, gadget e souvenir fascisti

Martedì la Camera dei Deputati ha approvato la legge che introduce il reato di propaganda fascista. Si tratta, spiega il parlamentare cesenate Enzo Lattuca, di "una legge di cui, per conto della prima Commissione, mi ero occupato di redigere il parere di costituzionalità. Come già avevo avuto modo di sottolineare nei mesi scorsi, non possiamo permetterci di sottovalutare i fenomeni di neonazismo e neofascismo che si stanno diffondendo sempre di più nel nostro paese e nel nostro territorio. Dalla spiaggia di Chioggia alle manifestazioni di Forza Nuova in occasione delle prime unioni civili a Cesena, dalla parata nera del 29 aprile al cimitero maggiore di Milano agli immancabili raduni di Predappio, credo che sia compito di tutti coloro che si riconoscono nella Costituzione repubblicana e democratica di smascherare i falsi valori, dimostrando quanto sono ingannevoli le loro lusinghe, soprattutto ai giovani più facilmente suggestionabili".

La nascita della legge

"Questi fenomeni devono essere contrastati prima di tutto sul piano culturale - prosegue l'esponente democratico -. Poi cercando di capire perché questi movimenti riscuotono un certo successo proprio tra i giovani; da ultimo tutte quelle manifestazioni, apparentemente solo nostalgiche, ma che in realtà costituiscono una vera e propria propaganda dell'ideologia fascista o nazionalsocialista, vanno perseguite così come lo sono già nel nostro ordinamento le condotte di apologia del fascismo (legge “Scelba” del 1952) e di incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi, nazionali (legge “Mancino” del 1993). Per queste ragioni, insieme al collega Emanuele Fiano e a tanti colleghi del Partito Democratico, ci siamo impegnati in questi mesi perché si arrivasse a questa legge".

Il provvedimento

"Con questo provvedimento si sanziona come forma di propaganda anche la diffusione e la vendita di oggetti, gadget e souvenir fascisti, non perché si intenda giungere ad una damnatio memoriae della nostra storia, ma perché si vuole impedire la mitizzazione e soprattutto il business attorno al nazi-fascismo - conclude Lattuca -. L’attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la ricostituzione in ogni forma del disciolto partito fascista, necessita di questo ulteriore strumento. Chi non se ne rende conto e si nasconde dietro al principio della libertà di pensiero dimostra la propria ambiguità (se non continuità) con quei movimenti di estrema destra che rifiutano i valori democratici. La propaganda che si intende punire infatti non è la semplice espressione di un pensiero ma la specifica condotta di chi, in maniera metodica e pianificata, diffonde idee con lo scopo di fare proselitismo".
 

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