Pronto soccorso, Ausl Romagna: "Primari via? Turn-over c'è in tutti gli ospedali"

L'azienda replica ai consiglieri della Lega: "Lasciano perplessi le considerazioni secondo le quali sei ore di attesa massima dei pazienti in pronto soccorso sarebbero troppe"

L'Ausl Romagna prende posizione e replica ai consiglieri comunali della Lega, che avevano espresso delle critiche che riguardano presunti disservizi al Pronto soccorso di Cesena.

"In riferimento all’intervento dei consiglieri comunali della Lega sul Pronto Soccorso dell’Ospedale Bufalini di Cesena - spiega la nota di Ausl Romagna - la Direzione Aziendale ritiene doveroso precisare quanto segue. Quanto ai professionisti che, per scelte personali, hanno deciso di lasciare il reparto, fermo restando che il turn-over è presente in tutti gli ospedali  va precisato che sono stati tutti immediatamente sostituiti. Lasciano perplessi, poi, le considerazioni secondo le quali sei ore di attesa massima dei pazienti in pronto soccorso sarebbero comunque troppe poiché questo è la standard previsto dalla Regione e le linee guida del Ministero della Salute raccomandano per una corretta gestione del percorso diagnostico terapeutico dei pazienti che accedono in pronto Soccorso un tempo ottimale di 6 ore e comunque non superiore alle 8 ore. Il fatto di perseguire già tale risultato nel 94 per cento di casi è un risultato straordinario, specie con l'ormai palese difficoltà a reperire sul mercato del lavoro medici, in particolar modo con specialità di pronto soccorso e medicina d'urgenza. E, va precisato, si tratta di un risultato che riguarda tutti i codici colore, fermo restando ovviamente la trattazione immediata per i pazienti gravi".

"Per quanto attiene infine, - prosegue la nota - all’intervento di ristrutturazione del Pronto soccorso, va ricordato che la consegna dei lavori è avvenuta a gennaio 2019 a causa del ricorso, presentato da una delle ditte partecipanti al bando, cosa che, nonostante il TAR abbia poi confermato l’aggiudicazione fatta all’Azienda, ha ovviamente provocato un rallentamento. L’intervento (per un importo di circa 2 milioni e 350mila euro finanziati da fondi regionali e statali) sta comunque procedendo come da programma. Si è appena conclusa la costruzione al grezzo della nuova ala di circa 300 metri quadrati destinata all’attesa dei pazienti e attualmente sono in procinto di partire i lavori per realizzare i muri esterni, le pareti divisorie, gli impianti e gli infissi esterni.  Una volta completata la costruzione del nuovo edificio, si passerà a ristrutturare anche la ‘vecchia’ area d’attesa e la zona dedicata all’osservazione breve intensiva.  L’intervento porterà maggiori spazi a disposizione, migliorando la situazione sia per i pazienti sia per i sanitari e l’attività stessa del Pronto Soccorso, elementi fondamentali fino a quando la struttura sarà operativa, ed in attesa della costruzione del nuovo ospedale di Cesena".

Lega: "Sulla sanità Emilia Romagna non garantisce standard accettabili"

“Il turn over è presente in tutti gli ospedali, ne siamo certi, non altrettanto la fuga di medici. Nessuna smentita, poi, sul fatto che i sostituti siano giovani professionisti con partita Iva. Quanto ai tempi di attesa, si continua a presentare una media generica e non i tempi di processo dei singoli codici. Per i vertici della sanità romagnola e regionale, insomma, sei ore e passa trascorse al Pronto soccorso sono una bazzecola. Non siamo d’accordo”. I consiglieri del gruppo della Lega in consiglio comunale a Cesena replicano alle dichiarazioni dell’Asl.

“Sei ore al Pronto soccorso, spesso in situazioni di sovraffollamento e di grande disagio, sono un lasso di tempo troppo lungo, ma il dato più grave è che, il più delle volte, l’attesa si dilata. Ci chiediamo quindi chi possa ancora affermare che la sanità emiliano-romagnola mette al centro le persone. Al contrario, mette al centro numeri e percentuali che, come ben sappiamo, possono essere tirati come un elastico a seconda delle necessità. Organizzazione carente, organico scarso, troppi ritardi nella ristrutturazione? Un mix di ragioni? In ogni caso, qualcuno deve assumersi la responsabilità delle carenze del Pronto soccorso al Bufalini. Carenze che non si fermano qui. Prendiamo in considerazione le liste di attesa per prestazioni specialistiche. C’è da mettersi le mani nei capelli. Solo per fare tre esempi tra tanti, al Bufalini non prendono prenotazioni per una visita oculistica, i primi posti liberi ci saranno solo in piena estate. Per una visita urologica c’è posto solo dopo il 20 marzo e per una dermatologica in ospedale si va fino all’11 giugno. Per non parlare delle richieste di radiografie, per cui si propongono appuntamenti a distanza di settimane oppure prestazioni in strutture lontane da Cesena, da San Piero in Bagno a Santarcangelo, con gravi difficoltà soprattutto per le persone più anziane o con qualche disabilità, sia che vivano sole che in famiglia. Citiamo poi altre segnalazioni che ci sono arrivate rispetto ai mesi di attesa per alcuni interventi considerati non urgenti dall’Asl (vedi la Turp o la cataratta), ma che, per i pazienti, significano vivere normalmente o con notevoli limitazioni della propria libertà. Ovvio che le stesse prestazioni, a pagamento, hanno tempistiche molto più veloci. Ma allora ha ragione la Lega quando parla di pazienti di serie A e di serie B. Potremmo, infatti, andare avanti con un lungo elenco di disfunzioni, per le quali certamente non ha alcuna responsabilità il personale che si prodiga per i pazienti. Questa sanità non è l’eccellenza propagandata dall’Asl Unica Romagna e dei supporter di Stefano Bonaccini. Il modello di sanità emiliano-romagnolo ha raggiunto in passato buoni livelli, ma oggi non garantisce più gli stessi standard. E’ evidente la necessità di un cambiamento”.

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