Primarie Pd, Baccini risponde alle polemiche: "Non parteciperò, ma Renzi punta sul cambiamento"

"Mi sento di poter esprimere come cittadino che il programma di Matteo Renzi sia quello che meglio rappresenta il cammino per il cambiamento che questo Paese attende da tempo", afferma Baccini

Il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, interviene per chiarire la propria posizione in merito alle primarie nazionali del Pd di domenica, cogliendo l’occasione per tracciare uno sguardo anche al panorama politico locale. "Sinceramente non pensavo di smuovere tutto questo interesse verso le prossime primarie del Pd Nazionale - esordisce il primo cittadino - soprattutto considerando il contenuto “vero e proprio” delle riflessioni che mi ero sentito di esternare. Addirittura apprendo che queste esternazioni sono oggetto di un’interrogazione del consigliere David Camagni. Di ciò non mi stupisco, ma mi pare eccessivo se non addirittura fuori luogo".

"Prima di tutto, occorre chiarire che le mie riflessioni si limitavano a confermare l’interesse “a seguire il percorso programmatico di Matteo Renzi”, che trova le basi nel progetto di riforma costituzionale poi naufragato, che avevo, questo sì, sostenuto tra i sindaci sottoscrittori della proposta di referendum costituzionale. Questo è il perimetro che delimita le mie considerazioni e questo è il punto del discorso. Certamente, altro aspetto che merita di essere messo in chiaro è la distinzione tra il mio ruolo istituzionale di sindaco e quello di cittadino".

Osserva Baccini: "Per quanto riguarda il primo, che più mi interessa, ho già confermato e ribadisco la mia posizione civica e trasversale, in ragione della quale continuo quotidianamente nel mio impegno a rappresentare tutti i cittadini, senza distinzione alcuna tra parti politiche o schieramenti elettorali, nella convinzione che soprattutto a livello locale sia sempre più necessario concentrarsi sull’amministrazione delle esigenze e degli interessi espressione della comunità nel suo complesso e di ciascun cittadino, in modo aderente ai principi di uguaglianza e pari dignità. Questo è un impegno che sento in modo forte e gravoso e che ho deciso di affrontare con il massimo impegno quotidiano, rinunciando anche alla mia professione, proprio in virtù del rapporto civico, diretto e aperto che mi lega alla comunità dei cittadini, senza vincoli o tutele di appartenenza partitica".

"L’essere rappresentante di una coalizione civica, poi, non significa essere contro la politica o contro i partiti, ma invece è un grande elemento di trasversalità e apertura, che consente la libertà di dialogare apertamente con le varie forze politiche, senza vincoli né obblighi, ma con la possibilità di approfondire e partecipare a quei temi di interesse generale che si ritengono importanti e penso che le prossime primarie possano rappresentare un momento di riflessione per tutti, così come se fossero indette primarie anche da altre forze politiche - chiosa il sindaco -. E’ chiaro che all’interno di una lista civica, se da una parte esiste il pregio del confronto fondato sulla totale libertà di pensiero ed esperienza personale, dall’altra è più difficoltoso trovare un indirizzo immediato perché ciascun aderente ha e deve avere la libertà di portare avanti le proprie convinzioni".

"Un problema da considerare, poi, è quello della scarsa partecipazione attiva, che è un dato ormai costante in tutte le piccole realtà comunali e che non riguarda solo le liste civiche ma anche gli schieramenti partitici - continua Baccini -. Mi pare di notare che a livello comunale gli aderenti alle parti politiche si siano ridotti a numeri di scarso rilievo, per di più con spaccature interne evidenti. Proprio alla luce di questa situazione, allora, ritengo che un orientamento che dovrebbe guidare le forze politiche in campo sia oggi più che mai quello dell’apertura e del dialogo. Non a caso, uno dei punti programmatici su cui Visione Comune ha fondato il proprio impegno è rappresentato dal muoversi non in modo antitetico alla politica ed ai partiti, ma nel rispetto degli uni e degli altri e in un atteggiamento di apertura e dialogo".

"Allora, in un momento come questo, in cui ci si riempie la bocca in tutte le direzioni della parola “apertura”, perché non aprire appunto un dialogo e riflessioni ampie - prosegue il Baccini pensiero -. Ciò dovrebbe essere ancor più facile per temi di politica nazionale come le primarie del Pd. E in egual misura a temi analoghi promossi da altri partiti quando e se vorranno farlo. Rinunciarvi vorrebbe dire essere miopi rispetto al contesto generale che sta evolvendo e non coerenti con il metodo che si vuole portare avanti. La distinzione sta proprio nella coerenza tra le parole e i fatti. Tutto qui. A livello locale, ritengo che ogni parte politica debba dare concretezza ad un atteggiamento di apertura, ciò che con le minoranze consiliari stiamo cercando di portare avanti, pur se non mancano momenti di critica e dibattito, che però fanno parte della vita politica".

"Ho visto in questi giorni elevarsi critiche anche nei confronti dei consiglieri comunali e dei rappresentanti le forze politiche locali, per non creare momenti di confronto politico o per una mancanza di dialogo con i cittadini. Al netto delle problematiche di partecipazione a cui facevo riferimento, penso invece che sia doveroso rispettare i consiglieri e coloro che si impegnano attivamente, in primo luogo per l’impegno che forniscono all’amministrazione della comunità e in secondo luogo in virtù della responsabilità e del ruolo per il quale sono stati eletti - aggiunge il sindaco -. In questo senso, il vero rinnovamento che auspico, al di là dei nomi e cognomi, sta proprio nell’avvio di un percorso di apertura e confronto, in grado di trattare con franchezza e lealtà i temi di interesse nazionale e locale. Chiaramente serve la disponibilità di tutti e su questo terreno sarebbe anche possibile costruire dei percorsi condivisi, che potrebbe distinguersi per mettere al primo posto gli interessi concreti della comunità rappresentata piuttosto che schemi e rapporti prettamente politici".

"Gli articoli di questi ultimi giorni sul “sindaco civico di Renzi” mi convincono invece di quanto ancora oggi sia stantio e superato il mondo della politica e della comunicazione - osserva Baccini -. Un sindaco civico è anche un cittadino che per il suo paese pensa servano riforme sostanziali, modifiche costituzionali, che vede proposte – nel bene o nel male – solo da Renzi. Se le stesse visioni di un’Italia meno impastata di burocrazia, con un sistema elettorale che dia la possibilità di governare, le facesse un esponente “credibile” di un altro schieramento politico, sarei invece un civico che lo sostiene (?). In questo mio ruolo istituzionale di sindaco e in ragione dell’impegno civico assunto, rassicuro il consigliere Camagni che "non" parteciperò al voto delle primarie, ma mi sento di poter esprimere come cittadino che il programma di Matteo Renzi sia quello che meglio rappresenta il cammino per il cambiamento che questo Paese attende da tempo".

"Non sono peraltro iscritto al Pd - ricorda - che soprattutto a livello locale è un partito ben strano se al suo interno, caro Claudio, ci sono esponenti che criticano chi si espone in prima persona per lo stesso partito, pur non facendone parte. O forse siete divisi in casa? Inoltre sa veramente di vecchio il criticare che esponenti regionali o provinciali del Pd studino progetti con un sindaco civico. I progetti si fanno per il bene dei cittadini, con persone che condividono le stesse prospettive di bene comune. O siamo ancora alla logica: io parlo solo coi miei e demonizzo anche quello che c’è di buono negli avversari. Mi pare che questo atteggiamento di chiusura sia rimasto solo a livello locale, laddove paradossalmente sarebbe auspicabile che le forze politiche lavorassero, ancor più strategicamente e prime delle altre, per il bene comune. Per questo mi sento veramente un “civico trasversale”: apprezzo tutto ciò che di buono la politica sia in grado si esprimere". 

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"Quindi, anche per rispondere a Valbruzzi, che mi interroga in modo universitario sulla mia posizione, rispondo che la mia posizione è sempre la stessa e la conosce bene. Non sono un politico di professione, ma un cittadino che vuol fare il bene delle persone che gli hanno dato fiducia e che non mira a salire sul cavallo vincente o sul carro buono, ma che il carro "lo tira" con abnegazione e umiltà e tanto sacrificio. La stessa abnegazione con la quale mi sto battendo tutti i giorni sin dall’elezione del 2014 per portare a concretezza il programma di Visione Comune. Forse, sarebbe buono per tutti ogni tanto scendere dal davanzale della finestra o dai banchi degli esami universitari per capire meglio cosa significa realmente amministrare una comunità. In questo modo si eviterebbe anche di ragionare in teoria o di prendere abbagli, come è avvenuto sul tema del personale o di alcune inconsistenti interrogazioni consiliari", conclude.

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