"Prima di investire milioni di euro in opere non strettamente necessarie, miglioriamo ciò che esiste"

"Per mesi dal sindaco di Cesena, nonché presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna, ci è stata raccontata una storia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"La centralità del paziente e la possibilità di arrivare velocemente e concretamente a servire tutti i territori sono per noi pilastri irrinunciabili di una sanità di qualità. Per mesi dal sindaco di Cesena,  nonché presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna, ci è stata raccontata una storia: 156 milioni di euro nella disponibilità di Regione Emilia Romagna e Ausl della Romagna per realizzare in tempi rapidi il nuovo ospedale di Cesena. Nessun confronto con i cittadini, nessun coinvolgimento della città, o con i territori che compongono la nuova Ausl romagnola.
Nulla sul dove, sul come e sul quando, ne tantomeno sul quanto, in termini di investimenti previsti e realistici. Ma il sasso è lanciato, in perfetto stile Renziano".

Poi all'improvviso viene costituito un Comitato cittadino ad hoc, chiaramente presieduto dal Sindaco e dove i cittadini vengono relegati al ruolo di "uditori". Alla fine il confronto è ben poco partecipato e si riduce tutto nell'inserire un bollino sul Piano Regolatore Generale. La scelta del dove è facile, l'area a disposizione dell'Ausl è una. La presentazione delle conclusioni nei 12 quartieri della città, è la ciliegina sulla torta: "partecipazione zero". Il progetto non decolla, e allora un anno dopo il Regionale e l'Ausl Romagna, finanzieranno 150 milioni per realizzare il nuovo ospedale.

Noi da oltre un anno chiediamo e proponiamo, non solo di coinvolgere i cittadini, ma di affidare la progettazione ad "un concorso di architettura" per avere il miglior professionista possibile. La cosa interessante è i 100 milioni che la Regione potrebbe svincolare per tutta la sanità romagnola. Però i dubbi non mancano, perchè quello dell'ospedale sembrava un investimento straordinario di cui si avevano ben poche certezze. La priorità per noi sarebbero mantenere in efficienza la sanità dell'area vasta romagnola, le sue eccellenze, la centralità del paziente, le professionalità e le nuove tecnologie. Investire nelle strutture nella logistica e predisporre un nuovo piano straordinario di stabilizzazioni dei lavoratori precari a tutti i livelli, estendendo e superando l'accordo siglato per il triennio 2018-2020, e l'internalizzazione dei servizi.

Invece sembra che il massimo che queste giunte riescano a fare per risolvere i problemi veri dei cittadini mettere un timer per limitare l’attesa del pronto soccorso di Forlí a 6 ore!!! Solitamente chi va al “Pronto” soccorso si aspetta “prontezza e velocità. Prima di investire milioni di euro in opere non strettamente necessarie, miglioriamo ciò che esiste già e sosteniamo i lavoratori e lavoratrici sempre più soli e stanchi dei nostri ospedali! Ci sarebbe da fare tanto e tanto di più e chissà se a questa storia riusciremo a dare un lieto fine".

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