Plastic tax, Sirotti Gaudenzi (Lega): "Più tasse e meno posti di lavoro non sono la soluzione"

"Al governatore uscente e ricandidato Stefano Bonaccini la plastic tax deve aver provocato i sudori freddi. La tassa comporterà, infatti, secondo le previsioni degli addetti ai lavori, aggravi di costi a tutta la filiera e tagli di posti di lavoro"

“Sembra evidente che la plastic tax, introdotta dal Governo PD/M5s con la recente manovra, serve a fare cassa e che la questione ambientale è solo un paravento. L’Emilia e la Romagna vantano un comparto del packaging di importanza nazionale". Lo afferma il candidato della Lega alle elezioni regionali, Enrico Sirotti Gaudenzi.

"Al governatore uscente e ricandidato Stefano Bonaccini la plastic tax deve aver provocato i sudori freddi. La tassa comporterà, infatti, secondo le previsioni degli addetti ai lavori, aggravi di costi a tutta la filiera e tagli di posti di lavoro. E di certo la nostra regione non ha bisogno di altre situazioni di crisi aziendali irrisolte a fronte delle molteplici imprese in difficoltà registrare negli ultimi anni con centinaia di posti di lavoro a rischio o cancellati. L’introduzione della plastic tax induce, quindi, due riflessioni che riguardano entrambi il partito di Bonaccini. In primo luogo, il PD si sta rivelando sempre più il ‘partito delle tasse’, come la stessa ex Elena Boschi ha paradossalmente riconosciuto. E noi, in Emilia-Romagna, ne sappiamo qualcosa visto il peso insopportabile della tassazione. In secondo luogo, la classe dirigente dem emiliano-romagnola conta poco o nulla a Roma, come dimostrano, oltre alla plastic tax, anche i tanti Tavoli bloccati e le promesse rimaste inevase. La tutela ambientale è ovviamente ai primi posti di ogni politica che si rispetti. Ma senza i fondamentalismi dell’ambientalismo ideologico e, soprattutto, supportata da dati scientifici obiettivi. Mettendo a confronto due tipi di materiali, carta e plastica, secondo recenti ricerche, emergono dati positivi e negativi. La carta, come si legge, trae origine da fonti rinnovabili e ha un’alta percentuale di riciclo, ma per la sua produzione servono alti consumi di energia e ‘emissioni elevate’. La plastica avrebbe meno impatto sul piano dei consumi e delle emissioni, sarebbe invece problematica la ‘cattiva gestione del suo fine vita’. E’ in questa fase, quella del fine vita, che emerge il problema da risolvere per evitare che la plastica sia dispersa nell’ambiente. Può essere una soluzione la plastic tax? Noi non lo crediamo. Pensiamo invece che si debba stare con i piedi per terra e trovare strade percorribili coinvolgendo le aziende di settore e la ricerca. Non basta sproloquiare di ‘economia circolare’ come fanno Bonaccini e i dem, imponendo provvedimenti aleatori e non risolutivi, che si traducono in più tasse, meno posti di lavoro e più difficoltà per i cittadini. E’ noto infatti che le politiche ambientali della Regione hanno prodotto risultati non certo gratificanti. Servono, al contrario, soluzioni condivise, credibili e concrete: meno propaganda, insomma, e più fatti”.

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