Piazza della Libertà, il Comune 'ringhia': "L'area giochi? Ritardi del produttore. I chioschi? Chiedete ai privati"

Castorri fa chiarezza dopo l'attacco della Lega: "Sono ritardi che ci imbarazzano ma non dipendono dall'amministrazione comunale"

"Si vede che è un tema che interessa, siete in molti". Inizia stemperando un po' la tensione con una battuta Christian Castorri, si parla ovviamente dei ritardi nei lavori in Piazza della Libertà, dopo l'interrogazione della Lega, che ha riaperto la questione annosa. Il Comune è sul 'banco degli imputati' per il molo urbano (l'area giochi per bambini) e i due chioschi che dovranno sorgere nella Piazza.

VIDEO: "Volevamo realizzare la Piazza più in fretta"

Lattuca: "Piazza della Libertà non è un problema"

"Bisogna in primis fare chiarezza- esordisce Castorri - il percorso di un'opera pubblica inizia se c'è la copertura finanziaria, non è che le risorse spariscono all'improvviso. Ci sono due appalti distinti, uno che riguarda la piazza di 3,1 milioni di euro e uno che riguarda il  molo urbano, l'area giochi per bambini, di 300mila euro. Il primo è già stato chiuso e contabilizzato, per quanto riguarda l'area giochi, ci sono dei ritardi che ci imbarazzano, ma non dipendono dall'amministrazione, ed è inutile ricordarlo ogni settimana".

L'assessore ai lavori pubblici entra nel dettaglio: "Ci sono dei ritardi nei lavori da parte dell'azienda produttrice, che è di Villa Verucchio. Noi più di sollecitare e mettere fretta non possiamo fare. I tempi? Speriamo di farcela entro fine ottobre. Abbiamo spiegato loro che ulteriori ritardi non sono più ammissibili, ovvimente il contratto prevede anche delle penali".

Lega: "Da Lattuca e Castorri risposte confuse"

Capitolo chioschi. Dovranno animare Piazza della Libertà, uno alimentare e uno non alimentare. "Ci sono dei  privati che hanno ottenuto la concessione, rispettiamo il loro percorso e i loro tempi visto che hanno fatto un investimento. Anche qui l'amministrazione non può accellerare i tempi, ma non ce ne stiamo di certo lavando le mani". "Bisogna però - conclude Castorri - iniziare a cambiare punto di vista, e guardare la piazza in un'ottica positiva".

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