Peep di Sant'Egidio, le perplessità del M5S: "Perché non destinarlo al co-housing?"

Nel testo di risposta alla interrogazione l'assessore Moretti, dice Natascia Guiduzzi, "non dichiara se quel progetto è definitivamente abbandonato"

Nei giorni scorsi il M5S ha presentato un'interpellanza per avere chiarimenti in merito allo stato di attuazione del PEEP di Sant'Egidio. Nel testo di risposta alla interrogazione l'assessore Moretti, dice Natascia Guiduzzi, “non dichiara se quel progetto è definitivamente abbandonato ma si limita a dirci che “l'unica occasione per fare queste valutazioni sarà durante la redazione del Piano Strutturale il cui avvio è previsto nel 2016”".

IL RIEPILOGO DEI FATTI - “Piano approvato nel 1994 - dice ancora Guiduzzi - le linee guida furono stabilite dalla giunta nel 2001, con delibera dirigenziale nel 2002 fu approvata la graduatoria dei concorrenti e nel settembre 2002 venne approvato in Consiglio Comunale il progetto del PEEP. Da quel giorno prese il via un lungo contenzioso fatto di ricorsi e sentenze di stato conclusesi nel luglio 2010. Nel 2012 il Consiglio Comunale approva l'adeguamento del progetto alle nuove leggi. La ditta vincitrice avrebbe dovuto iniziare i lavori entro il giungo 2014, ma non essendo avvenuto il PEEP è scaduto. Il costo del terreno sostenuto dal comune per gli espropri è stato di 2.875.000 euro (a cui vanno aggiunti oltre 160.000 euro sostenuti dal comune per i contenziosi) di cui 1.331.000 euro già anticipati dalla ditta aggiudicataria”.

“SIAMO PERPLESSI” - “Inutile dire - prosegue ancora Natascia Guiduzzi, consigliere comunale per il Movimento 5 Stelle a Cesena - che la risposta ci ha lasciati perplessi. L'area non è fra quelle messe in salvaguardia e quindi è ragionevole pensare che l'amministrazione prevede che lì sorgeranno nuovi edifici. Scontato dire che preferiremmo non venisse edificato alcun terreno vergine o che per l'edificazione di nuovi edifici corrisponda l'abbattimento di vecchi, ma se questo è lo sviluppo che viene previsto per quell'area, vogliamo lanciare un appello alla giunta e al sindaco. Sono tante in città le famiglie che in quell'area potrebbero veder realizzato il sogno di avere una casa su misura a prezzi modici magari edificata in autocostruzione e in cohousing per diminuire i costi, aumentare i risparmi energetici e ridurre l'impatto ambientale. I nuovi appartamenti del Novello si presentano già in fase di progettazione con prezzi non accessibili o accessibili a pochi (si ipotizza il costo di 1.850 euro/metro quadro), con una progettazione effettuata dalla SGR e non personalizzata per le famiglie che andranno ad abitarvi e quindi incapace a dare risposte a chi vuole un alloggio su misura. Allora perchè non destinare l'area PEEP di Sant'Egidio al cohousing e all'autocostruzione? Il terreno è già disponibile ed è costato tanto ai cesenati. Perchè non agevolare attraverso ogni procedimento amministrativo necessario, la nascita in quell'area di nuovi piccoli comparti a bassissimo costo e cedere i terreni a chi con calma e determinazione vuole costruirsela da solo o insieme ad altri? I pochi esempi di autocostruzione avvenuti in città (uno su tutti, quello di Case Missiroli) sono stati positivi con lotti subito ceduti e cittadini che hanno progettato e realizzato i loro alloggi in autonomia. Perchè non ripetere questa esperienza?”

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Commenti (3)

  • Sarebbe bello se si potesse costruire in autogestione , visto che il terreno gia' esiste ,ma dove sta la convenienza per il Comune ? come fanno a guadagnare le imprese di costruzioni , anche se arrivano da fuori citta' ! Non vi insegna niente il " grande progetto Novello " molto pubblicizzato ? Mettetevi il cuore in pace , 5 stelle , la strada e' gia' tracciata e gli interessi sono molti , moltissimi direi . Natale

  • In altri tempi avrebbero fatto a botte per costruire. Bastava piazzare la gru e tutti gli appartamenti venivano venduti. Tempi andati con la speculazione e il relativo fallimento delle grosse imprese. Come morire per indigestione....

    • giusto per rincarar la dose, vorrei far notare come prima del 2009 cesena (sindaco lucchi compreso) si vantavano di tanto cemento simbolo di prosperità (secondo i canoni del tempo) e che i prezzi esorbitanti (detti oggi "bolla";) e crescenti consistevano in un vanto per le amministrazioni locali (poiché secondo loro era un indice economico importante) tanto da insinuare una concorrenza al rialzo con milano marittima o altre città ben più grandi esibendo il prezzo/mq come un prestigioso apprezzamento della cosiddetta "qualità della vita" e/o "buon governo". la storia poi ha calato la maschera e ora si ricorre al social-housing, alla speculazione indiscriminata.

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