Migranti, Italia in Comune: "Abbandonato un sistema che funzionava"

"Siamo stupiti della decisione da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’ASP Cesena Valle Savio di non occuparsi più della prima accoglienza dei richiedenti asilo a Cesena"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Da quanto comparso negli ultimi giorni su giornali e TV locali, mentre il PD di Cesena dichiara che idealmente prende posto sulla Sea Watch, in sorprendente discontinuità il Comune di Cesena abbandona la gestione delle accoglienze dei richiedenti asilo.

Siamo stupiti della decisione da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’ASP Cesena Valle Savio di non occuparsi più della prima accoglienza dei richiedenti asilo a Cesena.  In un intervista a Teleromagna il direttore dell’ASP ha dichiarato che il finanziamento governativo non permette la sostenibilità economica dell’operazione e che il Comune di Cesena non intende aggiungere denaro per una possibile riformulazione del modello di accoglienza.

Il 31/03/2019, data di scadenza della convenzione con la Prefettura di Forlì - Cesena, terminerà la gestione dell’accoglienza diretta e pubblica da parte dell’ASP, gestione che ha garantito finora l’impiego di operatori qualificati e l’erogazione di servizi di eccellenza . Quel giorno gli attuali ospiti delle accoglienze verranno trasferiti presso gestori ai quali il decreto Salvini non chiede particolari qualifiche, dovranno garantire il vitto e l’alloggio e garantire l’accompagnamento alle cure mediche urgenti.

La differenza tra la gestione diretta pubblica e quella di numerosi gestori privati ha evitato alla maggior parte degli ospiti di finire in strada senza conoscenze linguistiche e senza strumenti di orientamento che in molte occasioni gli ha permesso di trovare sicurezza ed autonomia nel lavoro. La gestione pubblica di ASP ha garantito finora assistenza medica, assistenza psicologica, corsi di italiano, formazione al lavoro, tirocini, informazione ed accompagnamento ai servizi del territorio, incontri conoscitivi nelle scuole e numerose altre attività. Ricordiamo invece quale impatto abbiano avuto sul territorio gestioni di privati come quelle di San Carlo e Macerone che hanno provocato delle ispezioni da parte di parlamentari e un dossier impressionante da parte degli Avvocati dell’Associazione Studi Giuridici dell’Immigrazione che si può ancora oggi leggere su internet: Cesena, dal Cas all’Hub al Mini-Hub:  la malaccoglienza genera odio. Oggi con la deresponsabilizzazione del Comune di Cesena rischiamo di vedere gestori improvvisati con le stesse caratteristiche prendere in carico l’intera gestione dei richiedenti asilo.

Come è già successo in passato l’accoglienza potrà finire nelle mani di persone senza scrupoli che non si preoccupano della salute dei loro ospiti della loro corretta alimentazione e soprattutto di fornirgli un supporto all’ inserimento sociale. Italia in Comune ritiene che serva un progetto di accoglienza diretta anche se il finanziamento oggi è ridotto, perché si tratta di garantire una accoglienza dignitosa ed efficace anche se il Decreto Salvini nega la necessità di percorsi di integrazione.

A nostro avviso l’amministrazione comunale deve assumersi la responsabilità della sicurezza di tutti i cittadini riprendendo la gestione delle accoglienze e deve riaffidarla all’ASP garantendo i migliori standard di integrazione possibili attraverso l’impiego di operatori qualificati. Inoltre deve coinvolgere, le associazioni, gli operatori del terzo settore e i giovani volontari che si sono spesi in questi anni per tamponare la mancata erogazione di servizi da parte di diversi gestori privati. Laddove i finanziamenti del governo risultino insufficienti, l’Amministrazione deve impegnarsi ad integrare la spesa che riteniamo comunque un investimento adeguato e necessario alla prevenzione di situazioni di degrado sociale fuori controllo che il Governo sembra non rendersi conto di avere innescato. La gestione pubblica garantisce inoltre certezza di trasparenza della spesa.

Per questo insistiamo affinché ogni cittadino, di qualsiasi provenienza, che sia tenuto a rimanere sul territorio abbia garantita a Cesena una accoglienza dignitosa ed il diritto ad una buona integrazione che comprende sempre l’educazione al rispetto delle regole di comportamento e delle leggi. Qualsiasi decisione di senso contrario, di carattere xenofobo e reattiva, può solo portare ad una maggiore insicurezza sociale per tutti ed a farci perdere anche la dignità morale.

Questo impegno va accompagnato dalla promozione di attività di repressione del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione di azioni che favoriscano in generale l’uscita dallo sfruttamento umano. Va combattuto anche l’accattonaggio organizzato perché i cittadini devono sapere che dietro la presenza degli stessi ragazzi africani agli stessi angoli della strada ci sono reti criminali di sfruttamento. Questo si può fare solo se si affrontano realisticamente e per il bene comune sfide difficili come queste nelle quali l’Amministrazione Comunale deve essere capace di coinvolgere tutti i cittadini, promuovendo e garantendo un clima di convivenza civile, rispettoso delle regole, forti del senso di appartenenza alla comunità cesenate.

Gianluca Amadio - Coordinatore Italia in Comune Cesena

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