"Mettere l'Ausl Romagna e il Bufalini al centro del dibattito pubblico"

E' l'opinione di Elena Baredi, segretaria di Articolo Uno di Cesena

La delibera regionale che ha istituito l’Ausl della Romagna è del 19 novembre 2013. Da oltre 6 anni dunque poniamo, come sinistra cesenate, la questione di come l’azienda unica romagnola e in particolare l’ospedale Bufalini, debba essere posta al centro del dibattito pubblico". E' l'opinione di Elena Baredi, segretaria di Articolo Uno di Cesena. "Non abbiamo mai messo in discussione le capacità dei professionisti e dei lavoratori sanitari nella nostra città, ma a questa non è corrisposta una altrettanto qualificata direzione generale delle politiche sanitarie - dice Baredi -. L’azienda vacilla nella sua organizzazione strutturale, manca ancora di sistemi organizzativi comuni tra le diverse aziende che la compongono e troppo spesso il personale si trova in condizione di non avere chiari i propri compiti e i propri referenti. A questo aggiungiamo un vuoto drammatico della politica, dei sindaci e dei consigli comunali che hanno abdicato al proprio ruolo. Perciò la prima domanda che bisogna porre con determinazione è a chi competa la direzione, il governo della sanità in Romagna. 

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"Noi continuiamo a pensare che spetti alla politica; ai sindaci e alla conferenza socio sanitaria che non può continuare – come in passato – a rivolgersi ai vari direttori generali con il cappello in mano - prosegue Baredi -. La recente vicenda della senologia al Bufalini, insieme alla questione della terapia intensiva neonatale, alla diabetologia senza primario, al pronto soccorso che vede un continuo via vai dei primari, a quella di tutti i primariati a scavalco che fanno del Bufalini la cenerentola tra i diversi presidi ospedalieri, passando per le liste d’attesa, fino ad arrivare alla cardiologia che ancora non ha risolto il tema incivile dell’H 24, denunciano un urgente bisogno di direzione politica e pubblica. Un intervento che abbia finalmente alle spalle una visione complessiva e di insieme. Questo vuoto non può essere colmato, di volta in volta, dal protagonismo dei manager che, a seconda dei casi, spostano equilibri e competenze a favore dell’una o dell’altra città. Siamo forza di governo a Cesena e ora anche nel Paese, esprimendo tra l’altro proprio il Ministro della Salute. Chiediamo con decisione alla giunta e al Pd, il principale partito di questa alleanza, che il cambiamento e la discontinuità rispetto al passato siano soprattutto su questi temi, dai quali dipende la vita delle persone".

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