"Ladro razzista", Salvini cinguetta su Twitter: "Complimenti alla signora". Insorge anche Forza Italia

Il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, ha utilizzato Twitter per replicare alle parole di Garbuglia che ha il leader del Carroccio "ladro razzista"

Un cinguettio per lanciare una stoccate al primo cittadino Luciana Garbuglia. Il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, ha utilizzato Twitter per replicare alle parole di Garbuglia che ha il leader del Carroccio "ladro razzista". Poche righe quelle che dedica Salvini al caso: "Il sindaco Pd di San Mauro Pascoli in Romagna mi definisce “ladro razzista”. Complimenti alla signora, che fa anche l’insegnante". Un'affermazione che è stata fatta da Garbuglia in una conversazione pubblica su Facebook. E' lo stesso sindaco sammaurese a chiarire e sminuire i contorni della vicenda. "E' stata semplicemente una battuta, qualcuno ha scritto che si è passati dall'anti-berlusconismo all'anti-salvinismo. A me è venuto spontaneo scrivere che era meglio un 'puttan..... che un ladro razzista. Per Berlusconi si può facilmente immaginare a cosa mi riferisco, per Salvini alle vicende e le accuse giudiziarie che hanno riguardato la Lega". Il sindaco si è poi scusato rimuovendo il post che ha creato la bufera social.

Morrone

Garbuglia "non ha semplicemente urtato la sensibilità di qualcuno, ma ha offeso le Istituzioni in quanto tali. - afferma il segretario della Lega Romagna e sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone -. Per questo ho già interessato il Prefetto perché venga valutata e verificata questa incresciosa vicenda che coinvolge un amministratore pubblico. Quella di Garbuglia non è stata una battuta di spirito, come ella stessa ha affermato cercando di sminuire le proprie responsabilità, ma un attacco politico di livello infimo. Una vicenda, quella innescata dal sindaco di San Mauro Pascoli, che seguirò di persona e che non finirà qui. Un amministratore pubblico non può permettersi di ingiuriare senza motivi e solo per odio ideologico un rappresentante del Governo. Se neppure i rappresentanti delle Istituzioni, come i sindaci, sanno stare al loro posto e essere d’esempio a tutti i cittadini, non possiamo poi lamentarci se il senso civico della comunità crolla. Non contenta, la signora Garbuglia ha aggravato l’offesa diffondendo per l’ennesima volta la bufala dei 49 milioni. A questo punto siamo convinti che il sindaco di San Mauro Pascoli non sia la persona più idonea a ricoprire quella carica. La popolazione di quella località merita certamente amministratori di ben altra caratura".

Pompignoli

La vicenda rimbalza nei palazzi di viale Aldo Moro dove il consigliere della Lega, Massimiliano Pompignoli, denuncia “l’imbarazzante silenzio dei vertici regionali del partito democratico.” “Mi riferisco in particolare al segretario Calvano che è sempre prodigo di condanne e pregiudizi nei confronti degli avversari politici ma che sulla vicenda non ha battuto ciglio - afferma l'esponente del Carroccio -. E pensare che la sinistra ci ha abituato ad arringhe infuocate in difesa delle Istituzioni, salvo poi declinarle solo quando le conviene. Come si è visto nel caso della Garbuglia, dove a ‘bucare lo schermo’ non è soltanto la demonizzazione dell’avversario da parte di un Sindaco accecato dall’odio e dalla consapevolezza di aver vinto per una manciata di voti (53 per l’appunto), ma anche e soprattutto il silenzio assordante del suo partito che così facendo non soltanto la giustifica, ma pare assecondarla. Perché se è vero che il rispetto per le Istituzioni viene prima di tutto, è anche vero che queste non hanno colore e che se si vuole difenderle lo si deve fare a prescindere dalla simpatia per questo o quel Ministro. Cosa che invece il Pd regionale dimentica a dimostrazione del fatto che se l’offesa interessa il titolare del Viminale e Segretario della Lega, allora è tollerabile. E non importa se a pronunciarla è stato un Sindaco della Repubblica che è pure insegnante. Per questa gente tutto è lecito, compresa la diffamazione di un Ministro. Peccato che quel senso di impunità che scorre nelle vene della sinistra romagnola sia prossimo alla pensione. E non per ‘colpa’ della Lega ma per merito dei cittadini, che da questo Pd, arrogante e aggressivo, ha preso le distanze. Non sarebbe male se lo facesse lo stesso Calvano, magari sfiduciando la stessa Garbuglia".

Vietina

“Quanto espresso da Garbuglia è inammissibile - afferma Simona Vietina, sindaco di Tredozio e parlamentare di Forza Italia a commento delle dichiarazioni di Garbuglia sulla propria pagina Facebook -. Riferirsi in questi termini, che certo non ho bisogno di ripetere, al Ministro dell’Interno, una delle massime cariche dello Stato, e a un ex Presidente del Consiglio ora eletto in Europa, è un atto grave a prescindere, ma che a scrivere certe cose sia stata una figura di rilevanza istituzionale come un Sindaco della Repubblica Italiana è semplicemente inaccettabile. Se fossi al suo posto, troverei opportuno un dignitoso passo indietro e la restituzione della fascia da Primo Cittadino”.

“Come primo cittadino di Tredozio, stigmatizzo quanto fatto da Luciana Garbuglia: noi sindaci siamo tenuti non solo al decoro e alla correttezza ma, soprattutto, al rispetto di tutte le cariche dello Stato, a prescindere dal ‘colore’ politico di appartenenza - continua l'esponente azzurra -. Nel nostro ruolo rappresentiamo tutti i cittadini, non solo quelli che hanno espresso una preferenza mettendo una croce sul nostro nome: riferirsi in certi termini a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini è offensivo per tutti gli abitanti di San Mauro Pascoli che il 26 maggio scorso hanno scelto di sostenere Nicola Rossi, battuto dalla Garbuglia, vale la pena di ricordarlo, per appena una cinquantina di voti”.

“Ad aggravare il tutto poi - prosegue Vietina - c’è anche il fatto cheGarbuglia è un’insegnante, una persona che avrebbe il compito di educare gli adulti di domani al confronto civile e corretto, all’ascolto e al rispetto per le Istituzioni. Come docente a mia volta, trovo altrettanto inopportune le dichiarazioni del sindaco di San Mauro Pascoli: con quale autorità si potrebbe permettere di riprendere un alunno maleducato se è lei stessa a dare massimo sfoggio di poca educazione e nessun rispetto?”.

“Credo che quanto accaduto ferisca profondamente l’intera comunità di San Mauro Pascoli - conclude -. Sono certa che la maggioranza dei cittadini non si riconosce né in queste dichiarazioni né nell’atteggiamento tenuto dal Sindaco. Sono già a conoscenza di iniziative popolari per chiedere ufficialmente un passo indietro a Luciana Garbuglia: le suggerisco caldamente di mantenere un ultimo barlume di dignità e restituire la fascia Tricolore che non credo sia giusto che continui a indossare".

Bartolini

"Non è ironia, non è uno scivolone, molto più semplicemente è il vero Dna della sinistra: denigrare e offendere l'avversario - commenta Luca Bartolini, commissario provinciale di Forza Italia -. Da tanti anni lo fanno con il presidente Silvio Berlusconi e ora tocca anche a Matteo Salvini. Ma quando è una donna delle istituzioni a cadere così in basso, come ha fatto il sindaco di San Mauro Pascoli, dovrebbe assumersi le sue responsabilità e fare un passo indietro".

"Bollare come puttaniere l'ex presidente del consiglio e come ladro l'attuale vicepremier non è una leggerezza, soprattutto se l'uscita è di una politica navigata come la Garbuglia   che in tutti questi anni da amministratore pubblico dovrebbe aver maturato un po' di rispetto per le istituzioni - prosegue Bartolini -. Ma lo conosciamo tutto il rispetto delle istituzioni della sinistra: funziona a senso alternato, quando alla guida del Paese non ci sono loro, allora tutto è lecito, tutto è permesso, anche mancare di rispetto alle più alte cariche dello Stato".

"Eppure, dopo essere stata rieletta in Comune per una manciata di voti, la Garbuglia aveva assicurato di voler essere il sindaco di tutti: le solite parole di facciata e prive di significato, visto poi cosa ha scritto su Facebook, offendendo di fatto metà dell'elettorato di San Mauro Pascoli. Il vero furto politico, a dirla tutta, lo ha fatto lei - conclude Bartolini - patrocinando la terza lista che si è presentata alle amministrative e che non ha permesso a Nicola Rossi, il vero vincitore morale di queste elezioni dove è stato azzoppato a soli 10 metri dal traguardo dalla terza lista Made in Garbuglia,  di vincere e dare al paese quel cambiamento che meritava".

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