Oltre duemila persone per Salvini, il "Capitano" con la maglia bianconera: "Il treno passa una volta sola"

Aspettando l'arrivo del leader nazionale del Carroccio, Rossi, insieme al segretario romagnolo della Lega, Jacopo Morrone, ha intrattenuto i presenti con chiacchiere e selfie

Foto Dalmo

Cesena è stata la penultima tappa della maratona elettorale emiliano-romagnola di Matteo Salvini in vista del ballottaggio di domenica prossima. Il vicepremier e ministero dell'Interno dopo Castelfranco Emilia, Mirandola, Ferrara e Argenta si è fatto attendere con quasi un'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia per l'appuntamento di Piazza Almerici a sostegno di Andrea Rossi, candidato sindaco della coalizione del centrodestra che se la vedrà contro Enzo Lattuca.

Qui Piazza Amendola: la contromanifestazione - FOTO

Aspettando l'arrivo del leader nazionale del Carroccio, Rossi, insieme al segretario romagnolo della Lega e sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ha intrattenuto i presenti con chiacchiere e selfie. Oltre duemila persone hanno sfidato il primo caldo estivo sotto il palco, tra palloncini blu, slogan ed i cartelli pro Lega "Prima gli italiani".

Rossi è quindi salito sul palco, prendendo il microfono: "Mamma mia che piazza - ha esclamato -. Non avrei immaginato di parlare davanti ad una piazza del genere. Ringrazio i milianti che mi hanno aiutato in questi mesi. Ed i 18mila che mi hanno portato ad uno storico ballottaggio". In fondo alla piazza anche un gruppo di contestatori, che non ha lesinato qualche fischio. Rossi ha quindi ripreso la parola, ripetendo per tre volte: "Dobbiamo farcela". Quindi la stoccata al rivale Lattuca: "E' un vecchio trapiantato in un corpo da giovane".

VIDEO - Le parole di Matteo Salvini sul palco di Cesena
VIDEO - Pasquaroli anti-fascisti per la contromanifestazione

Le scuse per il ritardo

Intorno alle 19.50 Salvini è finalmente salito sul palco affiancato da Morrone, che gli ha consegnato una maglia del Cesena calcio personalizzata col numero 10. Un regalo che ha scaldato il pubblico, che ha lanciato il coro "C'è un solo Capitano". "Scusatemi per il ritardo - ha esordito -, ma non ci lasciavano andare via perchè in tutte le Piazze c'è voglia di cambiamento e di mandare a casa in compagni". Allo "scemo, scemo" di un nutrito gruppo di contestatori, Salvini ha replicato: "Avete capito perchè hanno già perso? Gli è rimasto solo l'insulto e due canne al centro sociale. Non hanno più clandestini per fare i quattrini".

Lavoro

"A Ferrara in tanti mi hanno confessato che votavano a sinistra, ma che ora stanno con noi perchè stiamo smontando la legge Fornero. A me si apre il cuore parlare di lavoro, di operai, di fabbriche, di fatica e artigiani - ha quindi proseguito -. La Lega, col vostro coraggio, è diventato il primo partito in Romagna, dell'Italia e dell'intera Unione Europea per guardaare avanti. Qua non ci sono ne razzisti ne fascisti. Ci sono italiani orgogliosi di essere italiani. Punto. Andiamo in Europa per difendere il diritto al lavoro, vita e salute. Quanti ospedali la sinistra ha chiuso? Sul diritto alla salute non si scherza. Dopo Cesena libereremo la Regione Emilia Romagna, perchè la sinistra ne ha fatte di ogni".

La piadina

"E' il bello della democrazia avere la Lega davanti al Pd in Romagna. Sono andato a letto abbracciando una piadina e cantando "Romagna Mia" e l'impegno è continuare a lavorare", ha continua il leader della Lega. Capitolo Bolkestein: "Le spiagge della Romagna sono dei romagnoli. Detto, fatto". Legittima difesa e quota 100 sono tra gli altri argomenti che ha trattato Salvini, ricordando che tra gli obiettivi ci sono quelli di "azzerare la legge Fornero e dare lavoro a ventenni e gente che vuole fare fatica. Ho conosciuto tanti comunisti col Rolex. Compagno, compagno, tu lavora che io magno. Ma la festa è finita".

"Più insultano e più si sorride"

Il vicepremier ha scaldato il pubblico anche sulla questione immigrati ("sono diminuiti del 90%"), poi si è focalizzato sull'elezioni a Cesena: "Ti hanno insultato Andrea? A più insulti rispondi con più sorrisi e lavoro". E Salvini non ha mancato di lanciare frecciate ai contestatori che l'hanno bollato con "scemo, scemo" e fisch: "Siete rancorosi e brutti". "Noi vogliamo una Cesena normale, sicura, pulita con meno tasse comunali ed un principio: se c'è una casa popolare, quella va prima ad un cesenate. E quel che avanza va al resto del mondo. Mi sembra equo, giusto e normale. Chi la pensa in modo diverso di solito non fanno gli operai o i precari, ma hanno il papà e la mamma che gli dà la paghetta perchè non fanno nulla da mattina alla sera. C'è da ricostruire un tessuto sociale e premiare chi lavora bene".

Salvini con la maglia del Cesena, il club non gradisce

"Con Andrea sindaco lavorerà chi merita di lavorare"

"Con Andrea sindaco lavorerà chi merita di lavorare, non i raccomandati - ha aggiunto -. E sulla sicurezza potete contare su un ministro dell'Interno che ha delle idee abbastanza chiare. Con i 400 milioni di euro risparmiati grazie al calo degli sbarchi, arriveranno più forze dell'ordine e Vigili del Fuoco, assumendo oltre 8mila persone. Meno clandestini e più carabinieri. E non dimentichiamoci dell'operazione "Mare Sicuro", con meno abusivi. E da settembre rifinanziamo le operazioni "Scuole sicure", inaugurata quest'anno, contro lo spaccio". "La droga fa male", indicando i contestatori: "E' meglio un bicchiere di Sangiovese, altrimenti alla lunga il cervello ne risente". Tra gli obiettivi indicati da Salvini, anche il benessere degli animali e telecamere negli asili nido e case di riposo.

La contestazione

Mentre l'esponente della Lega parlava, Polizia e Carabinieri hanno costruito un cordone davanti a circa 200 contestatori che gridavano "Assassino. Porti aperti. Cesena è anti-fascista". Il gruppo è stato transennato ad una ventina di metri dalla Piazza e non ci sono stati problemi d'ordine pubblico. "Riporteremo l'educazione civica nelle scuole, ma gli farebbe bene un annetto di servizio militare", ha continuato il vicepremier rispondendo alle contestazioni. Poi l'appello: "Il treno passa una volta sola: chi non vota è complice. Chi domenica non sceglie ha perso. Io chiedo a Cesena di tirar fuori l'orgoglio. Conto di tornare a Cesena da ministro nell'ufficio di Andrea Rossi". Il comizio si è concluso tra le urla "Matteo, Matteo!". "Un abbraccio anche quelli la che in fin dei conti sono dei bravi ragazzi", ha detto Salvini guardando i contestatori. Prima di lasciare la città malatestiana, il vicepremier si è concesso a strette di mano e selfie.

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