M5S: "Mascherina obbligatoria per tutti durante le uscite consentite"

Capponcini: "Chi è positivo ma non lo sà perchè asintomatico, proteggerebbe chi è negativo al Covid19"

Claudio Capponcini, consigliere comunale del M5S ma anche medico, fa una riflessione sull'emergenza Coronavirus. "Molti dichiarano che adesso bisogna pensare in primis all’emergenza sanitaria, ma strizzando l’occhio già ora ad altri problemi che nel loro intimo sentire, sono comunque sempre più importanti: l’economia, i settori merceologici, l’organizzazione produttiva. Non siamo d’accordo. L’emergenza sanitaria, così com’è oggi, sul piano generale, ha preso questa connotazione planetaria e per ora inarrestabile, perché il nostro modello di società prende prioritariamente a schema dominante il potere dell’economia, il potere produttivo, il potere del denaro, il potere del consumo".

"Ma quando e appena questi “capisaldi” sociali vengono disturbati da elementi esterni, imprevedibili (o quasi) ci accorgiamo nostro malgrado quanto essi siano fragili, effimeri. Basta un virus, un nemico antico e apparentemente ormai debellato (in forza della mastodontica macchina di ricerca scientifica, orientata però e sempre da interessi economici smisurati), a mettere in crisi, in gravissima crisi tutta l’impalcatura sociale ed economica dell’occidente o meglio mondiale.  Pensare al dopo è una partita che si gioca a livelli ben più alti del governo locale, guardiamo “all’oggi”  ancora così nebuloso, mutevole e pericoloso; c’è ancora molto da fare e non crediamo che piccoli segni di miglioramento del quadro diffusivo del contagio ci consentano di pensare che il peggio è passato Anche qui da noi è tutto fermo; ma non a causa di un crollo primitivo della nostra economia, bensì per una crisi sanitaria globale e profondissima. E la situazione sanitaria oggi a Cesena non si discosta da questo quadro; è critica, e puntare l’attenzione su altri problemi è prematuro e dannoso. Dopo tutti i tagli, i rimpasti, le riorganizzazioni fatte al nostro Servizio Sanitario Regionale in questi anni, con la connivenza di tutti, nessuno escluso, adesso ci si accorge che le strutture e il personale sono carenti; adesso ci si ricorda dell’importanza dei medici, infermieri e altri Operatori Sanitari; dell’importanza della loro vita, perchè la rischiano per proteggerci".

"E allora li chiamiamo eroi, ma guardando già da un’altra parte. Non è eroismo; è il lavoro che fanno da sempre tutti i giorni, a cui si affianca il non meno valoroso lavoro di chi non si nasconde e si spende per offrire garanzia dei servizi basilari. E allora cosa possiamo fare per aiutarci e aiutarli? E come? Non è con lamenti ed alti lai che provengono da più parti, che possiamo farlo; non con l’opportunismo propagandistico; sono armi molto pericolose di questi tempi, pensando ad un futuro uguale al passato, che forse non potrà più tornare. E dovremo far presto a capirlo perchè non siamo di fronte alla crisi del prime time; alla crisi petrolifera; alla crisi mediorientale".

"Qui il nemico se ne frega delle borse, dei mercati, delle imprese e delle aziende; lui va per la sua strada e infetta proprio attraverso le azioni della nostra vita quotidiana, e quindi produttiva, lavorativa. Pensare che il blocco dell’attività economica sia il problema è sbagliato, oltre che fuorviante. E guardare già adesso alla ripartenza è allarmante. Quindi cosa fare? Intanto oltre che seguire comportamenti di protezione individuale (rispetto delle distanze, lavaggio delle mani, ecc), non sarebbe sbagliato proporre da parte dell’Amministrazione comunale, la mascherina obbligatoria per tutti durante le uscite consentite (chi è positivo ma non lo sà perchè asintomatico, proteggerebbe chi è negativo al Covid19) anche se trovarle non è facile, nonostante lo sforzo di molte imprese per riconvertirsi verso questa produzione solidaristica, che non è semplice ma a cui dovrebbe essere dato il via libera (anche questo lo può fare il Comune, che può e deve assumere ruolo attivo sul territorio). Ma il massimo sforzo adesso va fatto per proteggere i custodi della nostra salute e metterli nelle condizioni migliori di poter lavorare, anche con rimedi semplici perchè quelli complessi, tipo il difficilissimo approvvigionamento dei DPI, dei camici; il reperimento dei letti per TI, dei respiratori, o peggio delle strutture di ricovero, hanno già fatto capire la drammatica impreparazione dei governi, di tutti i governi, e la loro colpevole distrazione, e localmente lì si può incidere poco".

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"Bene mettere le strutture ricettive come hotel, B&B, ecc, a disposizione di medici e infermieri che lavorano qua da noi ma risiedono in altra sede, e in questo il Comune può fare la sua parte con opportuni accordi in convenzione. Ma può fare ancora di più, mettendo queste strutture a disposizione cioè “trasformandole” in locali di accoglienza per pazienti in via di guarigione ma che non possono essere dimessi dall’ospedale perchè ancora in quarantena, in attesa di 2° tampone, liberando così posti letto utili per malati più gravi; è un’azione che il Comune può sfruttare positivamente (azioni che si fecero in tempi di altre grandi necessità). Così come il Comune e l’AUSL Romagna devono aiutare i cittadini a collaborare fornendo un’informazione completa su quella che è la situazione reale, senza allarmismi, ma spiegando il meccanismo di contagio ed anche le misure che si intendono mettere in campo, cioè un protocollo dettagliato, in caso di scoppio di focolaio, per evitare ciò che è successo e succede in Lombardia".

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