Lavoro, Alessandrini (Pd): "Il governo provveda a stanziare ulteriori risorse"

Il governo deve stanziare al più presto le risorse per gli ammortizzatori in deroga per tutto il 2013, altrimenti il rischio è lasciare i lavoratori meno tutelati senza reddito

Il governo deve stanziare al più presto le risorse per gli ammortizzatori in deroga per tutto il 2013, altrimenti il rischio è lasciare i lavoratori meno tutelati senza reddito. A lanciare l’allarme i consiglieri del Gruppo Pd della Regione Emilia-Romagna in una risoluzione approvata oggi in Aula (primo firmatario, il consigliere Tiziano Alessandrini). «La cassa in deroga non è solo un mezzo per dare un salario dignitoso a chi non lavora, ma è anche pensata per non disperdere i lavoratori e la loro esperienza – commenta Alessandrini -. Abbiamo tante aziende e lavoratori in condizioni critiche, non possiamo lasciarli soli».

Negli ultimi cinque anni, “la cassa integrazione in deroga è passata da 773 milioni di euro del 2009 ai 1.500 milioni del 2010, fino ai 1.600 milioni di euro del 2011, mentre nel 2012 si presuppone di raggiungere una spesa complessiva superiore ai 2.400 milioni di euro – si legge nella risoluzione -. Dall’inizio del 2013, inoltre, sono stati messi in cassa integrazione 500mila lavoratori, con un aumento della cassa integrazione in deroga del 40-60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

La conseguenza è «l’insufficienza dei fondi stanziati per coprire il 2013, tanto che la nostra Regione, insieme a Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto hanno già esaurito le risorse destinate – continua Alessandrini -; nessuna regione riuscirà a coprire oltre al primo semestre dell’anno». Con l’ultimo accordo sugli ammortizzatori in deroga del novembre scorso le risorse assegnate all’Emilia-Romagna ammontano a 37 milioni di euro, necessarie a coprire le domande pervenute a gennaio di quest’anno; il successivo stanziamento di 18 milioni consentirà di coprire quelle di febbraio.

«Ad oggi sono state inoltrate dalle aziende oltre 7mila domande che riguardano 60mila lavoratori, con una previsione di spesa di circa 243 milioni di euro – conclude Alessandrini -. Se il governo non provvederà al reperimento di ulteriori risorse, così come richiesto dalla Conferenza delle Regioni, si rischia di non riuscire a tutelare i lavoratori più esposti agli effetti di questa lunghissima crisi».

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