Cultura, il deputato Lattuca: "Più risorse ed equità per i conservatori"

L’interrogazione era nata dopo un incontro avvenuto nel mese di ottobre con i vertici del Conservatorio Bruno Maderna di Cesena

"Il settore dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica del nostro Paese presenta numerose disfunzioni che stanno minando l’attività quotidiana di numerosi Istituti". E' quanto afferma il parlamentare democratico Enzo Lattuca, che tra le principali criticità segnala "una mancanza di comunicazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca), una sempre più preoccupante mancanza di risorse per gli investimenti nell’edilizia e nella strumentazione didattica oltre ad una ripartizione delle competenze poco chiara tra Afam e Miur".

"A tutto ciò si aggiunge il permanere di lacune all’attuazione della legge di riforma (508/99) e infine le riduzioni delle spesa previste della Legge di Stabilità 2015 rischiano di compromettere l’attività ordinaria di numerosi e autorevoli Istituti di Alta Formazione, aggiunge Lattuca. “Per questo motivo - afferma il deputato democratico - ho presentato giovedì in Commissione Cultura un'interrogazione per chiedere al Governo quali interventi intenda adottare per garantire la prosecuzione dell’attività dei 52 Istituti statali, dei venti istituti parificati e quattro istituti privati accreditati; a quanto ammonta il contributo erogato a ciascun istituto; come si intenda procedere per il 2015 vista la riduzione del fondo nazionale; e quali interventi normativi si intenda adottare per garantire l’attività ordinaria di questi istituti.”

“La risposta è arrivata in Commissione Cultura – afferma Lattuca - ma ritengo non sia soddisfacente, in quanto non sono  stati chiariti i miei quesiti.” L’interrogazione era nata dopo un incontro avvenuto nel mese di ottobre con i vertici del Conservatorio Bruno Maderna di Cesena.
La situazione rimane quindi preoccupante, il fondo nazionale, infatti, è stato ridotto da 10 milioni di euro a 9 milioni per i conservatori statali mente quelli parificati (20 in totale) potranno godere di un fondo ad hoc di 5 milioni di euro con rischio di disparità di trattamento inaccettabili.
La situazione è aggravata dal fatto che le spese per le utenze - che fino al 2013/2014 erano a carico delle province - da quest'anno dovranno rientrare nel bilancio già striminzito dei singoli istituti.

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“La restrizione delle risorse – spiega Lattuca - a mio avviso si può affrontare solamente avendo il quadro preciso di come viene distribuito il fondo nazionale. Tuttavia sui criteri e sugli importi della distribuzione di tale fondo non c' è stata trasparenza e quindi non vi può essere né controllo né una correzione nel senso dell'equità che potrebbe aiutare i piccoli ma virtuosi istituti come il “Maderna” di Cesena.” Poi conclude: “Invierò il testo della risposta al Presidente Prof. Luciano Margara affinché prenda visione di alcuni elementi interessanti e di alcuni intendimenti positivi (anche se generici) del Ministero sull'intero comparto Afam.”

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