Il teatro "Verdi" prende lo spettacolo "politicamente sgradito" al Pd rifiutato da Forlì

In ogni campagna elettorale una delle insidie più ricorrenti per una parte politica è quella di essere accusati di censura e bavaglio

In ogni campagna elettorale una delle insidie più ricorrenti per una parte politica è quella di essere accusati di censura e bavaglio. Per le elezioni 2018 il primato nazionale è toccato a Forlì ed in particolare al Teatro Diego Fabbri, una struttura pubblica del Comune di Forlì che ha rifiutato gli introiti per l'affitto di uno spettacolo a pagamento in quanto politicamente sgradito. Per questo lo spettacolo approderà a Cesena, al teatro 'Verdi', come annunciato dagli stessi organizzatori, il 6 febbraio. 

A denunciare la vicenda è l'autore dello spettacolo, Andrea Scanzi, sulla sua pagina Facebook: “Quando siamo partiti con lo spettacolo 'Renzusconi', ci siamo detti: "Chi saranno i primi a boicottarci?" The winner is: il Pd di Forlì. Adducendo motivazioni ogni volta fantasiose, tale consesso di scienziati si è rifiutato di dare il Teatro Fabbri agli organizzatori per il 29 gennaio. Attenzione: il Pd di Forlì (ma in verità è il Comune di Forlì  assieme al gestore della struttura, ndr) doveva limitarsi a dare in affitto per una serata il teatro, pagato lautamente dagli organizzatori, e basta. E gli organizzatori, i soldi, li avevano tutti. Ma non è bastato. In quel teatro sono pure stato un anno fa e l'ho riempito con 'Il sogno di un'Italia', ma niente.  Vi racconto questa notizia, che è finita in prima pagina sul Fatto e che già sta rimbalzando ovunque, per farvi capire che tempi stiamo vivendo, quanto stiamo penando per fare il tour e quanto certi potenti siano intelligenti  perché così facendo, ci regalano pubblicità”.

Andrea Scanzi è giornalista del Fatto Quotidiano, il giornale che ha denunciato giovedì mattina il 'niet' di Forlì e la cui società editrice è proprietaria dello spettacolo stesso. Il contenuto di 'Renzusconi', sotto forma di monologo teatrale intervallato da immagini filmate di uscite pubbliche e interviste a Matteo Renzi, segretario del Pd, è di forte ed esplicito contenuto politico e  nasce dal libro di successo che porta lo stesso nome, scritto dall’autore e giunto alla quarta edizione. “C’è un grande schermo, su cui scorrono le gesta dell’allievo (ripetente) Matteo e del maestro (luciferino) Silvio”, spiega la presentazione dello spettacolo, che – come in molti casi prima di questo – contamina teatro, spettacolo e messaggio politico. Il nostro stesso territorio vede per esempio sul palco della discoteca 'Vidia' di Cesena lo spettacolo “Fake” di Beppe Grillo.

Scanzi, su Facebook ha chiesto un e-mail bombing agli indirizzi istituzionali del Pd di Forlì. Ma soprattutto invita i forlivesi alla data alternativa, quella di Cesena, il 6 febbraio. “Gli organizzatori si sono rivelati molto testardi e, dopo il no di Forlì, hanno spostato lo spettacolo a Cesena il 6 febbraio”. Ad ospitare lo spettacolo sarà il 'Verdi', che è una struttura privata. “Ancora grazie al Pd di Forlì: più fanno così e più al Fatto ci incaponiamo. Infatti, grazie al vostro entusiasmo, le date stanno crescendo a dismisura”.

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L'organizzatore Luca Coralli segnala sempre su Facebook che “ci sono stati svariati incontri e litigate con gli assessori” di Forlì e che “ci sono state varie scuse: che siamo in campagna elettorale (ma non è un comizio), che siamo nel mese prima della campagna elettorale (ma è il 29 gennaio) e che non c'è la disponibilità (ma ho domandato e c'era). Tutto registrato e documentato”.

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