Il ricordo di Nino Andreatta: "Un politico competente e ancora attuale"

Il ricordo di Beniamino Andreatta, economista illustre e politico anomalo, è ancora ben vivo a cinque anni dalla morte e a più di dodici anni dall'inizio del suo coma.

Il ricordo di Beniamino Andreatta, economista illustre e politico anomalo, è ancora ben vivo a cinque anni dalla morte e a più di dodici anni dall’inizio del suo coma. A testimoniarlo, la grande partecipazione dei cesenati, lo scorso lunedì sera, in una sala della Cassa di Risparmio che ha rapidamente esaurito i posti a sedere.

Dopo i saluti del figlio Filippo Andreatta, docente universitario, del presidente della Provincia Massimo Bulbi e del vicesindaco di Cesena Carlo Battistini, la figura di Nino Andreatta è stata ricordata dall’ex viceministro all’Economia e Finanze Roberto Pinza e dal vicesegretario nazionale del Pd Enrico Letta.

“Ancora oggi le riflessioni di Andreatta – ha sottolineato Pinza – sono di estrema attualità. In un periodo nelquale la fiducia nei partiti è ai minimi storici, la sua figura si pone come esempio di una classe dirigente non appiattita alla ricerca del consenso a tutti i costi”.

Principale artefice della discesa in campo di Romano Prodi, Andreatta è stato ricordato non solo per la lucida visione politica, ma per aver inquadrato prima di altri l’evoluzione della società e del Paese: “Già all’inizio degli anni ’90 – ha ricordato Letta – Nino Andreatta invitava tutti a ripensare il ruolo dell’Italia paragonandola all’Olanda, passata da un impero ad un ruolo di media potenza regionale”.

Riguardo alle peculiarità italiane, Andreatta era convinto che il welfare, da solo, non fosse l’unico modello da difendere: “Lo stato sociale nella sua visione – ha aggiunto Letta – si legava all’economia sociale di mercato, che vede lo Stato regolare e riequilibrare all’occorrenza il mercato”.

Un’attenzione allo stato sociale che, in ogni caso, doveva fare il paio con la sostenibilità dei conti pubblici: “Riferendosi alla crescita esponenziale del debito pubblico avvenuta negli anni ’80 – ha concluso Letta – Andreatta ammoniva i politici di allora, accusandoli di scaricare i problemi sui bambini di allora e su chi non era ancora nato. Aveva visto giusto. Nino Andreatta era la bandiera di una politica diversa, quella per la quale la scelta non è tra populismo e tecnocrazia, ma impegno per l’affermazione di una classe di politici competenti”.

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