Il Psi verso il congresso nazionale: "Abbiamo ben rappresentato la storia della sinistra"

Sabato 23 marzo si svolgeranno le assemblee congressuali provinciali del Psi cesenate che ricorda alcuni momenti storici del partito

Il Partito Socialista è proiettato verso il congresso nazionale a Roma previsto per fine marzo; due le mozioni in campo e due i candidati alla  segreteria nell'ottica di un rinnovamento. Sabato 23 marzo si svolgeranno le assemblee congressuali provinciali del Psi cesenate che ricorda alcuni momenti storici importanti del partito.

"Siamo figli di Filippo Turati che fondò il partito assieme ad Anna Kuliscioff, quel socialismo che osteggio la guerra del 1915/18, proponendo un neutralismo attivo, ma poi, dopo Caporetto, invitò a combattere per difendere il suolo patrio. Siamo il riformismo che si insediò nel sindacato, che formò case del popolo, cooperative,scuole , università popolari. Quel socialismo nel 1921 volle la collaborazione coi popolari per salvare l'Italia in preda alla guerra civile e all'esaltazione fascista; che con il martirio di Giacomo Matteotti denunciò le violenze e i brogli delle elezioni truffa del 1924"

"Quel socialismo lottò contro la dittatura, senza cedere al mito della rivoluzione sovietica e al sopruso della dittatura del proletariato. Siamo quelli che nel 1938 condannarono i processi stalinisti a Mosca e che nel 1939 presero le distanze dal patto sovietico-nazista che i comunisti italiani accettarono. Siamo quelli che combatterono il fascismo con le brigate Matteotti e con tutte le forze disponibili, senza trucidare nessuno durante e dopo la Resistenza. Siamo quelli, con Nenni, all'avanguardia nel 1946 della battaglia per la Repubblica. Siamo ancora quelli che non votarono l'articolo 7 della Costituzione che includeva i patti lateranensi al contrario del PCI che lo votò".

"Nel 1948 siamo con Placido Rizzotto, socialista sindacalista, ucciso dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino. Siamo con Nenni che nel 1956 si schierò con gli insorti di Budapest e non coi carri armati, come invece fecero il Pci e L'Unità. Nel 1962 siamo con il primo centro-sinistra che diede all'Italia una grande stagione di riforme tra cui la scuola media unica, il piano casa, la riforma agraria il servizio sanitario nazionale, la nazionalizzazione dell'energia elettrica. Nel 1970 siamo con il Ministro Socialista Giacomo Brodolini che volle lo Statuto dei Lavoratori, il Pci non lo votò ma preferì l'astensione".

Siamo con Fortuna che ci regalò le conquiste dei diritti civili insieme ai radicali. Siamo ancora con Craxi che volle il PSI nell'eurosocialismo, nel riformismo, nella più completa autonomia politica, che si battè inascoltato per la salvezza di Aldo Moro, che anticipò nel 1979 il tema della grande riforma, che assunse la bussola del Socialismo Liberale. Il suo governo sfidò i sovietici coi missili a Comiso e gli americani con Sigonella. Siamo con Martelli e i suoi referendum e i suoi “meriti e bisogni” che schierò il Partito contro il nucleare nel primo referendum vinto, con il Pci molto titubante".

"A cominciare dalle municipalità, - conclude il Psi cesenate - che hanno sempre visto l'impegno degli amministratori socialisti, siamo pronti a portare il nostro contributo senza nasconderci nella politica liquida che sembra aver preso campo in questo momento. Crediamo che la storia della sinistra sia stata ben rappresentata dal Psi e ciò dovrebbe far riflette tutti".

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