Gozi usa l'ironia: "Io come i primi calciatori all'estero". Di Maio: "Togliergli la cittadinanza"

Continuano ad infuriare le polemiche, a livello nazionale, per il caso del politico cesenate, entrato nel governo francese

Non si placa il caso che coinvolge Sandro Gozi, il 51enne politico cesenate, entrato a far parte del governo francese, dopo la nomina di responsabile per gli affari esteri, ricevuta dal primo ministro transalpino Edouard Philippe. Un ruolo analogo a quello che l'ex sottosegretario Pd svolgeva nei governi Renzi e Gentiloni,  già nella giornata di martedì si è scatenato un mare di polemiche.

L'attacco odierno arriva dal vice premier e leader del M5S Luigi Di Maio, che si accoda (un po' singolarmente) a Giorgia Meloni, chiedendo di valutare se togliere a Gozi la cittadinanza italiana. "Se tu lavori per il governo italiano, rappresenti e servi lo Stato italiano e poi a un certo punto lo tradisci e ti vai ad arruolare nelle fila di un altro governo come responsabile della politica europea del governo Macron, allora bisogna valutare se togliere la cittadinanza, perché siamo di fronte a una cosa inquietante. Un nostro sottosegretario, anche se era del Pd, adesso diventa esponente di un altro governo con cui abbiamo molte cose in comune, ma anche interessi confliggenti".

L'attacco di Calenda: "Non si entra in un governo straniero"

Intanto per difendersi dagli attacchi, Gozi, intervenendo a Radio Cusano Campus, usa l'ironia: "Quelle contro di me sono le stesse polemiche che investirono i primi calciatori, come Zola, che andarono a giocare all'estero". "Sono consigliere per gli Affari europei del primo ministro, non è - ha precisato a Radio Cusano Campus  - che sono ministro del governo francese. Mi aspettavo delle critiche, ma sono rimasto sorpreso da tutto questo scalpore".

Al di là delle polemiche politiche roventi, quella della revoca della cittadinanza sembra un'ipotesi davvero lontana per il politico cesenate. La legge 91/1992 stabilisce infatti che se un cittadino italiano assume un incarico in un governo straniero, l'esecutivo italiano può revocargli la cittadinanza se l'interesato non accetta di rinunciare all’incarico. Ci sarebbe insomma un presupposto per ora mancante, prima di poter procedere ad una misura così drastica.

Ma a far scudo a Gozi c'è anche e soprattutto l’articolo 22 della Costituzione che stabilisce: "nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome".

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