Fusioni di Comuni, Di Maio: "Il momento giusto per affrontarle è adesso"

Lo afferma Marco Di Maio, parlamentare che tra i primi ha lanciato il tema delle fusioni, una battaglia che porta avanti da prima di essere eletto in parlamento

"Il tema della fusioni è un argomento che lo si può eludere, far finta che non esista, aggirare: ma prima o poi anche il nostro territorio ci si dovrà misurare. Meglio farle prima, cioè oggi, che ci sono condizioni di irripetibile convenienza, piuttosto che rimandare il tema. Le fusioni, soprattutto e in particolare per i Comuni più piccoli, sono l'antidoto per mantenere servizi e qualità". Lo afferma Marco Di Maio, parlamentare che tra i primi ha lanciato il tema delle fusioni, una battaglia che porta avanti da prima di essere eletto in parlamento. 

"Le fusioni per i piccoli comuni sono comunque convenienti - spiega il parlamentare - perchè consentono di produrre risparmi, eliminare sovrapposizioni, rafforzare i bilanci come attestano anche molti studi che indicano come sconveniente il modello di gestione al di sotto dei 10mila abitanti; ma ci sono una serie di agevolazioni e incentivi che oggi rendono davvero difficile argomentare una totale opposizione alle fusioni tra piccoli comuni". 

L'obiezione che spesso viene fatta è che fondere due o più Comuni significa perdere l'identità di un territorio. "Non è così - fa notare Di Maio - perchè l'identità di un territorio non è data dal suo confine amministrativo; è qualcosa di più profondo, che ha a che fare con la storia, le tradizioni, le peculiarità di un paese. Già oggi abbiamo Comuni che storicamente sono nati da fusioni di altri comuni, fette di territorio che hanno mantenuto la loro identità pur facendo parte di un'Amministrazione più grande". 

"Sarebbe opportuno - aggiunge il parlamentare - affrontare il tema delle fusioni con coraggio e lungimiranza anche sul nostro territorio, partendo dalle realtà più piccole e non avendo paura di affrontare il tema anche con comuni al di fuori della stessa provincia: la riforma costituzionale che la prossima settimana sarà approvata alla Camera e sottoposta poi a referendum, eliminando definitivamente le Province come enti della della Repubblica, elimina ogni barriera di sorta, anche dal punto di vista geografico". 

PERCHE' CONVENGONO LE FUSIONI DI COMUNI - "Al di là della maggiore efficienza legata ad economie di scala ed eliminazione di doppioni che si potrebbero ottenere - spiega Di Maio - va considerata la possibilità di ottenere contributi regionali e statali (per un decennio): la legge di stabilità 2016  ha stabilizzato gli stanziamenti statali per incentivare le  fusioni (30 milioni annui), raddoppiando la misura dell'incentivo rispetto al passato".  

Non sono solo queste le misure messe a disposizione. "Con il superamento del patto di stabilità e l'introduzione del principio di equilibrio di bilancio per i nuovi enti - illustra ancora il deputato, componente delle commissioni Finanze e della Affari costituzionali della Camera -, la legge di stabilità 2016 ha stabilito l'assegnazione prioritaria, ai Comuni nati da fusione dal 2011 in avanti, degli spazi finanziari concessi dalle Regioni". 

Vantaggi sono previsti anche sotto il profilo della gestione del personale. "Abbiamo approvato norme che ha dato alle realtà nate da fusioni - spiega ancora il parlamentare - la facoltà di assumere personale a tempo indeterminato per coprire il "turn over" al 100 % della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio l’anno precedente".  Fatto non secondario, poi, "viene riconosciuta ai nuovi Comuni unici la priorità nei programmi e nei provvedimenti regionali che prevedono contributi a favore degli enti locali. Insomma, se non parlare oggi di fusioni, quando dovremmo farlo?". 

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