Fusione Bagno-Verghereto, Pompignoli attacca Baccini: "Mostra debolezza e pregiudizio"

“Dignità e autonomia dei piccoli Comuni non vanno sempre di pari passo con fusioni calate dall’alto", attacca Pompignoli

"Debolezza e pregiudizio. Sono gli elementi che emergono dalla risposta piccata che il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, ha voluto dare alla mia legittima richiesta di’approfondire in Regione, anche dal punto di vista finanziario, la fattibilità della fusione fra i Comuni di Bagno e Verghereto". Questa la replica di Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord, al commento di Baccini sull’interrogazione presentata in Regione dall’esponente del Carroccio.

"Durante l’incontro che si è tenuto il 5 aprile scorso, nella sala consiliare di Bagno, sul futuro del comune, sono emersi, almeno da ciò che riporta la stampa, diversi elementi di critica - commenta Pompignoli -. In particolare, sull’attuale ‘caos organizzativo e istituzionale’ in cui si trovano i piccoli comuni montani. È quindi proprio Baccini che punta criticamente il dito sulla cosiddetta riorganizzazione del sistema delle autonomie locali, fortemente voluta dal Pd in Emilia e Romagna, che è risultata in molti casi fallimentare, tanto da condurre a riflessioni più approfondite sull’effettivo beneficio, per esempio, delle Unioni dei Comuni e delle fusioni. C’è il recente esempio, eclatante, del Comune di Longiano che, dopo aver riflettuto e nonostante la promessa di contributi milionari, ha rifiutato la fusione con Gambettola per il timore di essere ‘fagocitato’ dal comune più grande. Dunque, avere dubbi sulla bontà delle fusioni è legittimo".

"Dall’incontro del 5 aprile, emergono poi chiare anche le perplessità sull’Unione dei Comuni della Valle Savio, dove sono confluite molte risorse umane e materiali prima appannaggio dei singoli Comuni. Unione su cui la Lega ha espresso più volte critiche motivate, perchè non ha ingenerato effettivi risparmi, ha peggiorato servizi e organizzazione, né ha prodotto concreti benefici alle amministrazioni comunali che la compongono e alla loro popolazione, con Cesena che fa la parte del leone - prosegue -. E i dubbi di Baccini, in questo caso, non sono neppure tanto velati, quando parla di rivendicare dignità e autonomia dei piccoli comuni montani. Noi siamo d’accordo. Ma, a nostro avviso, dignità e autonomia non vanno sempre di pari passo con fusioni calate dall’alto, accettate dagli amministratori solo per fare cassa e imposte ai cittadini con la promessa, questa sì populista, di ipotetiche future diminuzioni della tassazione locale o di assunzioni di personale in Comune. Bisogna vederci chiaro. E questo è l’obiettivo della mia interrogazione in Regione".

"Se Baccini vuole invece confondere e oscurare, se ne assuma la responsabilità pubblicamente - continua -. Noi non siamo contro qualunque fusione. Alcune hanno avuto il nostro benestare, quando i Comuni erano omogenei in tutto e i cittadini, debitamente informati e resi parteci dell’istruttoria, erano d’accordo. Ma nella maggioranza dei casi saremmo più favorevoli alla gestione comune, tra piccole realtà, di determinati servizi, da cui si possa recedere se non si dimostra funzionale ai bisogni di ciascuna realtà. Su questo piano siamo disponibili a tutti i confronti possibili. Di qui, l’invito a Baccini a maggiori riflessioni e a considerare con più attenzione il fatto che l’ipotesi di vantaggi futuri, soprattutto per i Comuni più piccoli, potrebbe scontrarsi con una realtà diversa dalle aspettative e più penalizzante”.

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