Caso marò, Ricci (Fdi-An): "Via gli indiani dal Festival del Cibo di Strada"

Sta per iniziare il Festival del Cibo di Strada e si accende la scintilla della polemica. Patrizia Ricci, esponente di Fratelli d'Italia-AN del gruppo Libera Cesena contesta la scelta di aver accolto stand gastronomici provenienti dall'India

Sta per iniziare il Festival del Cibo di Strada e si accende la scintilla della polemica. Patrizia Ricci, esponente di Fratelli d'Italia-AN del gruppo Libera Cesena contesta la scelta di aver accolto stand gastronomici provenienti dall'India, da colpire invece per il trattamento riservato dal paese asiatico ai due soldati italiani.

Dice Ricci: “Il mese di ottobre vedrà ,anche quest’anno, il centro storico piacevolmente invaso da stand multietnici, che faranno conoscere e assaporare i piatti tipici delle zone di provenienza. Ospite d’onore , dal rilievo sulla stampa,pare sia lo stand dell’India. Non si ha nulla di personale contro lo chef indiano ed i suoi collaboratori, ma ci preme sottolineare una discrepanza di atteggiamento che divide noi da loro. Se qui gli Indiani dal vago aspetto esotico, forieri di un’antica cultura, sono ospiti graditi ,di contro , dopo l’increscioso episodio dei nostri Marò, noi Italiani siamo costantemente oggetto di scherno e derisione, sentimenti peggiori dell’odio, da parte loro”.

Ed ancora: “Non sfugge, infatti, la massiccia campagna anti-italiana,attuata dai loro media supportati da partiti politici ed organizzazioni religiose Indù. Ed in tutto questo Cesena cosa c’entra? In tutto questo c’entra perché, a nostro avviso, sarebbe stato meglio ringraziare l’India per la disponibilità a partecipare e rimandare l’invito a tempi più sereni, anche e, soprattutto, per rispetto ai nostri soldati che da troppo tempo attendono che la magistratura indiana si degni di formalizzare i capi di accusa e, nel contempo, che il nostro Governo decida di far decadere ogni compromesso con loro e attui, una volta per tutte, una manovra decisiva per il loro rientro in Patria.

Ci dispiace prendere atto dell’insensibilità di Confesercenti e di Slowfood , organizzatori dell’evento , nei confronti di un fatto così importante a livello nazionale, come il trattamento inaccettabile riservato ai nostri Marò”.

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