Enzo Lattuca è il nuovo presidente dell'Unione dei Comuni Valle Savio

Lattuca ha ottenuto 21 voti (l’apparente discrepanza fra numero di consiglieri e voti espressi è dovuta al fatto che i rappresentanti del Comune di Cesena dispongono di 5 voti ciascuno).

A poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative, si è svolta venerdì pomeriggio, nella Sala del Consiglio Comunale di Cesena, la prima riunione del rinnovato Consiglio dell’Unione dei Comuni Valle del Savio. L’articolo 11, comma 4, dello Statuto dell’Unione, prevede infatti che il Consiglio duri in carica sino al suo rinnovo, che avviene a seguito del rinnovo della maggioranza dei Consigli dei Comuni che costituiscono l’Unione (il 26 maggio si sono svolte le consultazioni elettorali per i Comuni di Bagno di Romagna, Cesena – ballottaggio 9 giugno –, Montiano e Mercato Saraceno).

All'interno del Consiglio ogni Comune è rappresentato dal sindaco (membro di diritto) e da due consiglieri (uno di maggioranza e uno di minoranza) eletti dai rispettivi Consigli Comunali, per un totale di 18 componenti. Insieme dunque ai sindaci dei Comuni di Bagno di Romagna, Marco Baccini, di Cesena, Enzo Lattuca, di Mercato Saraceno, Monica Rossi, di Montiano, Fabio Molari, di Sarsina, Enrico Cangini e di Verghereto, Enrico Salvi, ne fanno parte: Paolo Camillini ed Enzo Montalti per il Comune di Bagno di Romagna, Amedeo Magnani e Fabio Biguzzi per Cesena, Francesco Tappi e Cristina Santucci per Mercato Saraceno, Vincenzo Pollini e Simona Faedi per Montiano, Michele Mengaccini e Francesco Romagnoli per Sarsina e infine, per il Comune di Verghereto, Fedele Camillini e Federico Sensi.

Subito dopo la convalida dell’elezione dei propri componenti, il Consiglio stesso – presieduto, a norma dell’art. 15 dello Statuto, dal Sindaco di Verghereto Enrico Salvi, in quanto più anziano di età – ha proceduto ad eleggere il presidente dell’Unione. A tale incarico è stato eletto il sindaco di Cesena Enzo Lattuca con 21 voti (l’apparente discrepanza fra numero di consiglieri e voti espressi è dovuta al fatto che i rappresentanti del Comune di Cesena dispongono di 5 voti ciascuno).

“Come ho sottolineato nel documento programmatico presentato insieme alla mia candidatura - spiega il presidente Lattuca -, ora ci poniamo l’obiettivo di rafforzare l’identità e il senso di appartenenza a questo ente e di costruire una visione di sviluppo più chiara e definita per l’Unione e per le sue comunità. Questa seconda fase dell’Unione dovrà prendere le mosse dall’elaborazione di un Piano Strategico, un documento di indirizzi che individui una programmazione strategica e condivisa per i prossimi cinque anni, che rafforzi il senso di appartenenza ad una comunità che va oltre i confini comunali”.

"Per questo motivo - prosegue Lattuca - se finora è stata costituita la base organizzativa per rendere efficace l’erogazione dei servizi su un territorio più ampio, ora si apre una nuova prospettiva di sviluppo che presuppone il coinvolgimento dell’Unione in nuove sfide. Innanzitutto andrà valutata da parte dei Comuni appartenenti all’Unione Valle Savio la possibilità di trasferire eventuali ulteriori funzioni oltre a quelle attualmente gestite dall’Unione in forma associata per conto di tutti i Comuni (Servizi sociali e socio-sanitari; Sistemi informativi e tecnologie dell’informazione; Protezione civile; Contratti e gare – Stazione Unica Appaltante; Suap e imprese), quali ad esempio il Controllo di gestione e la Gestione del personale. È infatti del tutto evidente come la gestione di queste ulteriori funzioni in un ambito di tipo coordinato e condiviso possa conferire maggiore organicità al sistema gestionale ed organizzativo della stessa Unione, in raccordo e coerenza con i Comuni che la costituiscono".

“Inoltre – conclude Lattuca – è importante avere presente come, se da un lato il Comune di Cesena, quale ente di maggiori dimensioni, ha ricoperto nel momento d’avvio dell’Unione un ruolo strategico, è ora necessario passare ad una seconda fase di crescita e sviluppo che tenga conto anche della potenziale efficacia che alcune attività potrebbero conseguire in una gestione incentrata a livello di sub ambito montano. Dalla ciclabile del Savio all’azione istituzionale e politica per ottenere l’abbattimento della tariffa idrica nelle zone montane per uso residenziale o agricolo; dall’azione per il rafforzamento e il controllo della gestione del trasporto pubblico nelle aree montane all’istituzione di un tavolo territoriale permanente per il controllo e la pianificazione delle manutenzioni della E45 e delle vie alternative, fino alle azioni per il popolamento delle zone montane (con interventi volti a garantire un alto livello qualitativo dei servizi e l’approntamento di misure per favorire la permanenza dei residenti nell’ambito di riferimento), con un’Unione in uno stadio più maturo quale è quello attuale, credo si possa e si debba ragionare anche in un’ottica di sub ambito montano”.

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