Elezioni regionali 2020, Rossi sulla sanità: "Siamo orgogliosi, ma possiamo fare ancora meglio"

Nicola Rossi, 26enne, candidato di Forza Italia per le imminenti elezioni regionali interviene sul tema della sanità

Nicola Rossi, 26enne, candidato di Forza Italia per le imminenti elezioni regionali interviene sul tema della sanità. "Due o tre cose sulla sanità nella nostra regione vanno dette - spiega Rossi - La sanità in Emilia e in Romagna funziona, e non è mia intenzione fare del catastrofismo inutile, anzi ci tengo a ringraziare e riconoscere il merito ai medici, agli infermieri, agli OSS, agli OTA e a tutto il personale sanitario e tecnico che collaborano assieme per prestarci un ottimo servizio, ai cittadini in generale, che lavorano tanto, producono tanto, e pagando le tasse forniscono le risorse con cui l’SSN è finanziato - parzialmente - nella nostra regione, e poco importa se poi Bonaccini si attribuisce il merito di ogni euro speso. Si può fare ancora meglio, e non si deve aver paura di prendere spunto dalle buone idee realizzate altrove, ad esempio, in Veneto sono state abbattute le liste d’attesa facendo lavorare di notte le strutture non solo per le emergenze ma anche per gli esami su prenotazione; quest’idea ha la doppia efficacia di accorciare i tempi d’attesa per il cittadino, migliorando dunque il servizio e di sfruttare al massimo gli impianti e le macchine, che oggi sono impiegate a tassi troppo modesti (ad esempio la saturazione media degli ecografi in Romagna è sotto il 20%). Su questo punto preciso il Pd ha portato avanti una forte disinformazione deridendo la proposta e facendoci sapere che gli ospedali sono già aperti di notte, ma gli ospedali in Emilia e in Romagna sono sempre aperti per le emergenze, mentre allargare i turni per la diagnostica, eventualmente anche di notte, per smaltire più rapidamente le prenotazioni del CUP è tutta un’altra questione!"

"L’azienda sanitaria di questo territorio, l’Ausl Romagna, ha una posizione molto stringente sulla professione dei medici, e vieta loro l’attività come liberi professionisti in intra-moenia allargata; il 31 dicembre 2018 - spiega Rossi - quando questo vincolo è scattato molti medici, anche primari, si sono licenziati e/o prepensionati; noi dobbiamo cambiare completamente logica, passare dal controllo assoluto al dare la possibilità a chi vuol lavorare di farlo, ma per questo passaggio culturale serve un cambiamento politico. Diventare eccellenti non solo nella gestione degli acuti, ma anche nell’assistere i cittadini con i casi di malattie croniche e persone non autosufficienti: citando Romano Colozzi “in Emilia-Romagna i posti in Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) sono circa 16.000 (uno ogni 278 abitanti) e quelli per malati di Alzheimer 187 (uno ogni 23.800 abitanti); in Lombardia i posti in Rsa sono circa 54.700 (1 ogni 182 abitanti) e quelli per malati di Alzheimer 2.926 (1 ogni 3.417 abitanti). Per quanto riguarda invece il sostegno alle famiglie vi sono modelli abbastanza diversi, con assegni o voucher proporzionati alla gravità dell’assistito, con un massimo di 45 euro al giorno in Emilia-Romagna e di 54 in Lombardia dove, però, per i disabili gravi il contributo non è legato al reddito Isee”. A questi seguiranno ovviamente altri spunti e interventi, ma ricordiamoci di questo, che si può fare sempre meglio, e che come diceva Winston Churchill “Non sempre cambiare significa migliorare, ma non si può migliorare senza cambiare!”.

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