Elezioni, primo faccia a faccia Lattuca Rossi, le ricette su centro, sicurezza e commercio

In una sala strapiena si è svolto il primo confronto pubblico organizzato da Confesercenti tra due dei candidati sindaci in gara per amministrare Cesena per i prossimi 5 anni

In una sala strapiena si è svolto il primo confronto pubblico organizzato da Confesercenti tra due dei candidati sindaci in gara per amministrare Cesena per i prossimi 5 anni: da una parte Enzo Lattuca per il Pd, sostenuto dal centrosinistra e dall'altra Andrea Rossi della lista civica #Cambiamo, sostenuta dal centrodestra. Tra il pubblico erano presenti anche altri due candidati sindaci: Davide Fabbri dell'omonima lista e Vittorio Valletta per Cesena SiAmo Noi, molti rappresentanti politici di Cesena, da Casa Pound a Christian Castorri di "Cesena 2024", da Maria Elena Baredi di Articolo 1 a Luca Ferrini (parte del Pri) ed Enrico Sirotti Gaudenzi, ex Forza Italia. Presente anche parte dell'attuale amministrazione comunale e del mondo economico locale.

La prima domanda è andata inevitabilmente alla polemica che ha animato la vigilia dell'incontro, con Vittorio Valletta e Davide Fabbri, entrambi candidati sindaci, che hanno protestato per il mancato invito tra i relatori. Per Davide Fabbri questo dipende dal fatto che sia Rossi che Lattuca sarebbero entrambi esponenti di centri di potere.

LATTUCA "Non sono un uomo di affari e mi sento contrapposto a Rossi per valori. Ho una partita Iva e collaboro con studi legali della città, ho un contratto con l'Università di Bologna per un incarico esterno. Io non ho rapporti commerciali con la città. Ho fatto l'esperienza da deputato e mi sono confrontato con le pressioni che esercitano (in modo lecito) le lobby economiche e, posso dire con orgoglio, che non sono cambiato. Sono rimasto sempre io. Mi si può dire che sono un uomo di partito,  ma non uomo di potere". 

ROSSI "Io non mi sento un uomo in affari. Io semplicemente lavoro in questa città. Se, però, lavorare è diventato un disvalore è preoccupante. Lattuca ha la sua storia, io la mia. Tocca ai cesenati decidere chi è più affidabile".

VIDEO - Interessi in affari privati? La risposta dei candidati sindaci

Come rilanciare il commercio in città, commercio che da anni, per vari motivi anche di ordine strutturale e nazionale, sta soffrendo? 

ROSSI: "Un tema importante in questi anni è stata l'enogastronomia, un settore che dà identità a un territorio. Noi proponiamo sviluppo per incentivare l'apertura di ristoranti importanti in città, il nostro avversario propone una mensa dei poveri. La differenza è chiara. Tra l'altro una mensa dove dovrebbero andare sia i cittadini più in difficoltà che chi è meno in difficoltà, impoverendo magari i ristoranti già aperti dagli imprenditori cesenati e creando sì nuove povertà. Mi sembra che finora chi ha governato, ovvero la sinistra, non abbia avuto una gran visione d'insieme. Anche sul centro storico ha fatto bandi su bandi per avere, alla fine, un risultato poco gradito alla città. Servirebbe un city manager, una figura capace di occuparsi in maniera strutturale e completa del rilancio del commercio in tutta la città, quartieri compresi".

LATTUCA "Intanto quella che propongo io non è la mensa dei poveri (con la distanza con cui ne parlate voi...), ma una mensa sociale. Eppoi di ristoranti mi sembra che in centro ce ne siano già molti, anzi, il problema semmai è quello dell'altro commercio. Comunque nel nostro programma noi portiamo avanti progetti sulle frazioni e sui quartieri perchè pensiamo che in questi anni si è parlato troppo spesso di centro storico e poco del resto. Un altro problema che vogliamo affrontare è quello della sosta in centro, problema che va risolto. Bisogna assolutamente lavorare su aree a ridosso della città. C'è il parcheggio Mattarella, il Sacro Cuore e l'Osservanza che vanno ampliati e messi a servizio di chi vuole entrare in centro. Per i negozi vogliamo lavorare in stretto contatto con le associazioni di categoria per fare formazione o dare la possibilità di rinnovare modo di affrontare il commercio di coloro che, in questi anni, non sono riusciti a stare al passo coi tempi". 

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Partendo dal presupposto che a Cesena non si potranno mai avere i numeri non di Firenze o Venezia, ma di Verona o Pisa, come pensate di poter rafforzare il capitolo turismo a Cesena? 

LATTUCA "Innanzitutto bisogna intendersi su cosa si intende per flussi turistici. Solitamente si parla di pernottamenti. Ecco Cesena, come del resto Forlì, non hanno una vocazione turistica paragonabile a Cesenatico o a qualsiasi altra città della Riviera o capitale d'arte d'Italia. Secondo me vanno potenziate le reti e le sinergie. Bisogna vendere la Romagna come città d'arte non solo Cesena. Abbiamo un patrimonio ambientale importante lungo l'asta del fiume Savio, collegato al termalismo e allo sport, possiamo fare meglio ma bisogna muoverci nell'ottica di far rete. Da soli possiamo fare poco. 

ROSSI "Non sono d'accordo, secondo me non siamo stati capaci di valorizzare appieno il nostro patrimonio. Vogliamo parlare del San Biagio, della casa Bufalini o della Biblioteca Malatestiana che deve diventare la locomotiva di questa città? E' scontato che bisogna lavorare meglio con le sinergie ma finora non si è fatto molto. La Biblioteca va valorizzata e aperta anche all'esterno, non usata come si fa adesso, come baby parking. Come fa Cavalli o come diceva Munari, bisogna fare per capire. I bambini devono essere accompagnati in percorsi di crescita, bisogna lavorare meglio per valorizzare il nostro patrimonio. 

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Sul tema sicurezza cosa si può fare? 

ROSSI "La polizia municipale deve fare meno multe e più presidio. E non è solo questione di percezione della sicurezza. Il problema sicurezza a Cesena esiste. Per questo non dobbiamo vergognarci di parlare di poliziotto di quartiere e di sicurezza partecipata. Non sono ronde, sono cittadini che controllano, che guardano cosa accade nella casa accanto. Magari pensionati, persone arrivate alla terza età che possono dare un contributo. Magari possiamo utilizzare anche le risorse universitarie. Abbiamo Informatica, lasciamo che lavorino per fornirci magari soluzioni informatiche nuove utili a migliorare la sicurezza sul territorio come sensori, riconoscimenti digitali... 

LATTUCA "Io per prima cosa vorrei incontrare il ministro dell'Interno Salvini, visto che tra l'altro a tanto a cuore il problema sicurezza, per chiedere di dare finalmente a Cesena più forze dell'ordine. Cesena ne ha meno in proporzione a città grandi come lei perché non è capoluogo di provincia. E finalmente si risolverebbe un problema di risorse. Poi mi fa piacere che anche il centrodestra sia uscito dalla logica delle ronde. Il progetto del rapporto di vicinato è un progetto della sinistra, da sempre, e sicuramente è anche nel mio programma. Per quanto riguarda il degrado sono d'accordo che vada combattuto anche con una maggiore illuminazione e l'apertura di locali. Guardate l'American Graffiti quanto ha fatto bene a una zona che prima era solo un anfiteatro utilizzato male e pericoloso".

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