Elezioni politiche, Liberi e Uguali fa i suoi nomi per le candidature

C'è grande fibrillazione in queste settimane in tutti i partiti e le coalizioni per mettere a punto le liste. Chi ha già raccolto in modo ufficiale una serie di nominativi

Il 4 marzo si vota per la scelta del nuovo Parlamento ed entro il 29 gennaio dovranno essere depositate le candidature dei prossimi parlamentari. C'è grande fibrillazione in queste settimane in tutti i partiti e le coalizioni per mettere a punto le liste. Chi ha già raccolto in modo ufficiale una serie di nominativi, in un elenco molto sovrabbondante rispetto a quelli che saranno poi i candidati effettivi, è Liberi e Uguali (LeU), la formazione politica che ha scelto come proprio leader politico il presidente del Senato Pietro Grasso e che vede l'unione di Mdp – Articolo 1 (i bersaniani usciti dal Pd), Sinistra Italiana e “Possibile” di Pippo Civati.

Anche i territori di Forlì e di Cesena hanno espresso le proprie preferenze, sebbene sia importante precisare che molte delle candidature saranno di mero servizio, se è vero che LeU può realisticamente incassare, secondo gli ultimi sondaggi nazionali, una forbice tra il 6% e l' 8%. A Forlì Mdp-Articolo 1 ha proposto, nel corso di una recente assemblea regionale, i nomi di Gessica Allegni, assessore al Comune di Bertinoro, Laura Borghesi, Renzo Rivalta, Giulio Marabini ed Andrea Zanfini. Per il territorio cesenate disponibili a candidarsi ci sono Maria Elena Baredi, Stefano Montalti, Giuseppe Zuccatelli, consigliere comunale in carica, e Giulia Gualtierotti. Non c'è in questo elenco Giovanni Bissoni, ex forte assessore regionale alla Sanità con Vasco Errani governatore, in quanto non avrebbe dato la disponibilità alla candidatura.

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Sinistra Italiana, altra “sensibilità” dentro LeU nel territorio di Forlì-Cesena avanza la candidatura del cesenate Ermes Zattoni, mentre “Possibile”, la formazione più piccola e meno radicata del terzetto della nuova formazione politica di sinistra, avrebbe indicato il cesenate Luca Capacci e Damiano Censi. Come detto, anche coloro che saranno scelti tra i 16 candidati romagnoli da indicare (quindi da scegliere assieme a Rimini e Ravenna), solo in pochi avranno chance di reale vittoria. Le legge elettorale prevede in Romagna, 4 collegi uninominali per la Camera e 2 collegi uninominali per il Senato. In questi seggi vince chi raggiunge il numero più alto di voti in assoluto e quindi ad appannaggio dei tre grandi partiti e coalizioni (Pd, M5S e coalizione di centro-destra). Liberi e Uguali, invece, può ottenere eletti nei collegi plurinominali dove i seggi sono distribuiti su base proporzionale, con un unico collegio della Romagna alla Camera e un grande “collegione” formato da Romagna, Bologna e Ferrara per il Senato.  

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LeU d'altra parte avrebbe già individuato le sue candidature forti per l'Emilia-Romagna e in Romagna è il territorio di Ravenna quello dove si dovrebbero concentrare i risultati migliori per questa formazione politica. Tali risultati convergeranno su Vasco Errani, espressione di Mdp, e su Giovanni Paglia, deputato uscente di Sinistra Italiana, entrambi della provincia di Ravenna. Poca possibilità di rielezione, almeno in Romagna, per Andrea Maestri, deputato uscente di 'Possibile' e anch'egli espressione del territorio ravennate. LeU che conta di ottenere circa 35-40 parlamentari, ne eleggerebbe 3-4 in Emilia-Romagna: oltre a Vasco Errani e Giovanni Paglia, la parte emiliana di 'LeU' punta tutto sulla modenese Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Mdp- Articolo 1 alla Camera e su un pezzo da novanta come Pierluigi Bersani, sebbene quest'ultimo potrebbe essere candidato in un collegio non emiliano. In base al meccanismo elettorale sono Ravenna e Modena i collegi plurinominali in cui LeU ha chance di portare propri uomini e donne in Parlamento.

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