Al tavolo di Confindustria la Cesena del futuro, i candidati sindaci illustrano le loro 'ricette'

Città Romagna, infrastrutture, rifiuti e sostegno alle imprese, le aziende del territorio stimolano gli aspiranti primi cittadini

Un Tavolo stimolante e propositivo è stato messo a disposizione da Confindustria ai candidati sindaci di Cesena. Presenti tutti gli aspiranti primi cittadini tranne Luca Capacci di Fondamenta, Cambiamo Cesena dal basso. Davvero tanta la carne al fuoco, tante le tematiche e le proposte degli industriali ai candidati. Si parte con l'idea di una Città Romagna, cioè Cesena e Forlì viste come due quartieri della stessa città. Tre  minuti d'orologio per tutti con il cronometro implacabile.

Secondo Antonio Barzanti, Casapound "Sarebbe meglio una Regione Romagna, cioè l'unione tra tutte le città romagnole perché fare gruppo rende più forti". Per Vittorio Valletta, Cesena Siamo Noi "Fare rete è importante, ok a una Città Romagna se significa polo culturale condiviso, se significa polo sanitario condiviso, ok se è una fusione di Comuni e non un'Unione, perché solo così si va a semplificare". Poi è il turno di Claudio Capponcini (M5S): "Siamo così sicuri che unire Cesena e Forlì in un'unica megalopoli sia la soluzione? A me pare un qualcosa di prematuro". Secondo Andrea Rossi, candidato del centrodestra: "Trovare una sinergia tra Cesena e Forlì è la base, per andare più forti al tavolo con Ravenna e Rimini". Prosegue Enzo Lattuca, candidato del centrosinistra: "Non è vero che in questi anni non è stato fatto nulla per l'integrazione. Io sono contrario alla Regione Romagna, che vorrebbe anche la Lega, perché allontanerebbe le nostre imprese da Bologna e dall'Emilia, e toglierebbe tante opportunità". Chiude sul tema Davide Fabbri (Cesena in Comune): "E' un progetto suggestivo e auspicabile ma non appare onestamente praticabile per i tanti campanilismi in campo".

Si passa poi al tema delle infrastrutture, con gli associati di Confindustria che indicano quelle che ritengono fondamentali per il territorio. Fabbri: "Sono un'ecologista convinto, e ho molti dubbi sul fatto che la soluzione sia costruire nuove strade. E' fondamentale la messa in sicurezza idrogeologica del territorio". Secondo Lattuca: "Macfrut a Rimini è stata una scelta coraggiosa che ha offerto alle nostre aziende la migliore vetrina possibile. Per quanto riguarda le infrastrutture sono favorevole a un'E45 che diventi autostrada. La ferrovia ad alta velocità è una sfida fondamentale e il lotto zero della Secante deve essere portato avanti". Poi tocca a Andrea Rossi: "Bisogna trovare i finanziamenti per la via Emilia bis, e ancor di più per il lotto zero della Secante. Sì all'alta velocità ma mettiamoci d'accordo sulle fermate, è improbabile un'alta velocità con fermate a Cesena, Forlì e Rimini". Secondo Capponcini sembrano "obiettivi un po' troppo futuri, alcuni cantieri avrebbero un impatto ambientale devastante. Sul lotto zero della Secante il Comune può solo spingere l'Anas ad attivarsi". Valletta ha le idee chiare: "L'E45 è irrinunciabile, deve diventare autostrada. Macfrut a Rimini? Magari tra un po' andrà alla fiera di Bologna, le aziende cercano visibilità". Per il candidato di Cesena Siamo Noi non mancano le scintille con Enzo Lattuca. Chiude sul tema Barzanti: "Pensiamo innazitutto alla manutnzione delle strade. Cesena sta diventando famosa per le strade forate e piene di dossi, il Comune deve intervenire con metodi innovativi e non rattoppando le buche".

Poi si parla di green economy e raccolta dei rifuti. Ancora Barzanti, candidato di Casapound: "Ho l'impressione che sulla c.d. economia circolare e sulla raccolta dei rifiuti molte cose non si facciano perché ci sono interessi economici da preservare". Secondo Valletta (Cesena Siamo Noi): "Il Comune deve puntare sul trasporto pubblico e sulla mobilità elettrica. Raccolta rifuti? Parma in tre anni è arrivata all'80% di indifferenziata". Per il pentastellato Capponcini "E' evidente la sudditanza ad Hera, il progetto di Alea a Forlì è molto ambizioso, qui c'è un monopolio di Hera per i prossimi 15 anni. Il sistema "misto" di raccolta va rivisto, noi siamo per raccolta domiciliare con tariffa puntuale". Andrea Rossi, centrodestra, "Negli ultimi cinque anni le tariffe sono aumentate, nel sistema di raccolta dei rifiuti siamo 'vecchi' non siamo innovativi". Secondo Fabbri di Cesena in Comune "Bisogna uscire da Hera", chiude Lattuca, candidato del centrosinistra: "Siamo così sicuri che il sistema Alea a Forlì funzioni così bene, è in fase sperimentale e sta dando problemi. Una priorità di tutti deve essere la sicurezza idrogeologica del territorio".

Poi Confindustria mette sul tavolo la terza tematica. Come può il Comune incentivare l'innovazione e aiutare le imprese a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno. Secondo Fabbri: "Il Comune deve essere in grado di sostenere il ricollocamento di chi ha perso il lavoro, ma deve anche saper mettere in contatto i giovani con le imprese". Lattuca sottolinea che "A Cesena sono stati spesi 200 milioni di euro per avere l'università che fa parte dell'ateneo di Bologna, da qui escono le figure di cui le aziende hanno bisogno. Il nostro territorio è pieno di piccole imprese, bisogna sostenerle e Cesenalab è un esempio virtuoso".  Per Andrea Rossi: "A Cesena siamo vecchi nei progetti, penso al Quartiere Novello e al progetto di social housing". Capponcini sottolinea: "Noi siamo contrari al modello Cesenalab per come è strutturato, noi siamo per una Romagnalab, che supporti le idee innovaticve di Cesena e Forlì. Valletta pensa invece "A un portale che metta in collegamento aziende e ragazzi, una sorta di linkedin romagnolo". Per Barzanti: "Le imprese che rinunciano a slot machine e videolottery vanno premiate fiscalmente, bisogna supportare e incentivare le startup del territorio".

Si arriva alla fine del dibattito e gli industriali stimolano gli aspiranti sindaci sulla loro Cesena del futuro. Barzanti, candidato di Casapound vorrebbe "Una Cesena più sicura e meno degradata, il sistema di videosorveglianza è stato tanto faranoico quanto inefficace. Bisogna poi riscoprire i tesori di Cesena, non nasconderli". Valletta (Cesena Siamo Noi) pensa a una Cesena "Capitale del buon vivere, un Comune amico delle imprese, che investe nelle scuole e crea più aree di aggregazione, e che investe nella cultura". Capponcini, Movimento 5 Stelle: "Vorrei un Comune dove non si sottraggono servizi ai cittadini perché non  si è in grado di risuotere 38 milioni di insoluti". Andrea Rossi, candidato che ha riunito tutto il centrodestra pensa "Al lavoro, mettere in condizioni le eccellenze del territorio di lavorare. Noi pensiamo a figure qualificate che affianchino le imprese e le sostengano nei loro progetti". Per Lattuca, candidato del centrosinistra: "Il progetto simbolo della Cesena del futuro è il nuovo ospedale che creerà tante occasioni di lavoro e sarà un polo attrattivo di tutta la Romagna". Chiude Fabbri (Cesena in Comune): "Sono nei comitati cittadini da 30 anni, vivo la politica come un servizio alla Polis, il mio sarà un Comune che sta dalla parte dei più deboli e di chi non ha corsie preferenziali".

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