Elezioni, educazione civica al centro dei programmi: "Ma è la politica a dover dare il buon esempio"

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo). Le risposte mancanti non sono pervenute dai candidati.

DOMANDA: Si parla tanto di educazione civica. L'esempio spesso dovrebbe arrivare dagli amministratori che gestiscono la cosa pubblica. Cosa ne pensate? E sempre sul tema di educazione civica, come è possibile combattere il degrado che deriva, spesso e volentieri, da piccole azioni di “menefreghismo”?

Andrea Rossi (centro destra)

E' un tema centrale perché il degrado è intimamente connesso anche al problema della sicurezza. Dove c’è immondizia c’è una più alta probabilità di contaminazione delinquenziale. Lampioni rotti, rifiuti sui marciapiedi, arredo urbano deteriorato: questo è l’habitat ideale in cui sedimenta il virus della micro-criminalità. Ecco perché ripristinare gli angoli più degradati della città significa anche garantire ai cesenati una città più sicura.

Serve un presidio più capillare del territorio, ma anche una cultura civica più estesa. Per questo abbiamo accolto con grande entusiasmo la decisione del Governo di reinserire l'insegnamento dell'educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado. Queste iniziative educative e di sensibilizzazione, ne siamo certi, contribuiranno a formare nuove generazioni di cittadini più responsabili e consapevoli.

Luca Capacci (Fondamenta per Cesena)

“Il miglior insegnamento è l’esempio”, ci hanno sempre ripetuto i nostri genitori: noi concordiamo assolutamente con questo detto e, aggiungiamo, che la coerenza è un altro principio che vogliamo rispettare (che significa anche il sapersi mettere in discussione). In più, come recita la Costituzione all’art. 54, “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Oltre all’esempio degli amministratori, crediamo sia fondamentale rendere ogni cittadino cosciente che la città è anche sua e che, quindi, è anche suo compito prendersene cura, ciascuno come può.

Per questo lavoreremo in più direzioni: faremo crescere una coscienza collettiva sul tema e renderemo i cittadini consapevoli e partecipi della vita pubblica e delle decisioni, ad esempio realizzando laboratori urbani su alcuni temi specifici in tutta la città; faremo progetti nelle scuole di educazione civica ma anche affettiva, sessuale, ambientale, per la ricchezza delle diversità, contro le mafie e il bullismo, per formare persone pensanti da subito; redigeremo il “Regolamento dei Beni Comuni”, uno strumento già presente in numerosi altri Comuni e che applica il principio di sussidiarietà presente in Costituzione, che mira a sostenere e valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini e delle associazioni, volta al bene comune. Il Regolamento stabilirà diverse forme di collaborazione volontaria nei diversi ambiti di rigenerazione dei beni comuni urbani materiali (strade, piazze, aree verdi, ecc), immateriali (inclusione sociale, educazione, sensibilizzazione civica, ecc) e digitali (siti, app, alfabetizzazione informatica). Il Regolamento mira quindi a creare cittadini attivi e consapevoli, e a far sì che ciascuno possa prendersi cura della propria città, secondo le sue possibilità.

Sensibilizzeremo le persone al rispetto delle strade, delle piazze, dei monumenti e dei palazzi, sia antichi che moderni: il rispetto per le cose (anche degli altri) significa anche rispetto per gli altri e per noi stessi;
Installeremo un adeguato numero di cestini portarifiuti (con anche lo spazio per le cicche di sigaretta) in tutta la città e, in seguito, applicheremo i controlli adeguati e le relative sanzioni, perché ad esempio nessuno penserebbe mai di gettare un rifiuto o la cicca di sigaretta nel proprio soggiorno, allora perché farlo per strada che è anche un po’ nostra?

Davide Fabbri (Cesena in Comune)

Il tema è assai più complesso di quanto parrebbe, e le risposte non possono prescindere da un'attenta analisi sui comportamenti collettivi. I paesi in cui vi è maggiore attenzione al tema, e conseguenti risposte costruttive da parte dei cittadini, sono infatti e non casualmente gli stessi paesi nei quali la politica si rivela attenta ai problemi ma anche conseguente nei provvedimenti adottati, "in primis" verso la stessa classe dirigente che emana le leggi. Come si può pretendere che i cittadini divengano sempre più educati civilmente e responsabili quando chi legifera non lo è quasi mai? Come si può educare il popolo quando il pulpito da cui viene fatta la predica risulta spesso privo di credibilità?

Ciò vale per svariati ambiti nei quali la domanda di miglioramento dei cittadini non è associata a iniziative adeguate.
Prendiamo ad esempio un settore strategico nel quale si misurano le capacità di chi amministra una città: la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Si misura la civiltà di una collettività dalla pulizia di strade e piazze, e dall'assenza di rifiuti abbandonati sulla pubblica via o nei pressi delle stazioni ecologiche di raccolta. La città di Cesena, pur non essendo di certo all'avanguardia nel ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti, appariva fino ad un anno fa una città sufficientemente decorosa sotto questo profilo. Poi, per motivi propagandati come miglioramento della differenziazione dei rifiuti ma legati invece alla necessità di Hera spa di aumentare gli utili aziendali, l'Amministrazione comunale ha introdotto in varie zone della città nuove metodologie di raccolta del tutto inadeguate quanto irrispettose dei diritti degli utenti, i quali si trovano a dover affrontare ingiustificate difficoltà che non si accompagnano a benefici tariffari adeguati. Nel centro urbano è partita un anno e mezzo fa la raccolta porta a porta del rifiuto organico e del rifiuto indifferenziato: sono stati tolti i cassonetti e gli abitanti sono stati dotati di un kit, gratuito per gli utenti.

Questi bidoncini andrebbero tenuti all'interno delle singole proprietà, o negli spazi condominiali, e messi in strada solo in determinati giorni allorquando viene prevista la raccolta da parte di Hera. Il risultato di questa operazione è stato che è aumentato a dismisura il degrado della città in quanto tanti, non trovando più i capaci cassonetti preesistenti non hanno visto altra soluzione che abbandonare rifiuti di ogni tipo in strada laddove prima trovavano il contenitore rimosso creando montagne di rifiuti. I più virtuosi hanno tenuto duro segnalando spesso il problema ad Hera e sentendosi rispondere che lo spazzamento e la pulizia delle strade non era di loro competenza, ma di una cooperativa che sarebbe intervenuta quando possibile, spesso a distanza di diversi giorni.

Inoltre tanti cittadini, non avendo un luogo adatto per lo stoccaggio dei rifiuti, hanno iniziato a lasciare questi nuovi raccoglitori in strada senza mai ritirarli, creando così un'immagine tremenda delle vie cittadine. In centro storico invece siamo alle comiche: è stata scelta una modalità, il famigerato sistema "ecoself" attraverso il quale alcuni camion gru portano e tolgono di continuo dalle aree individuate delle isole ecologiche mobili di grandi dimensioni, alle quali il cittadino dovrebbe rivolgersi ad orari prestabiliti svolgendo egli stesso il lavoro per il quale è tenuto a pagare tariffe elevatissime. E' del tutto evidente che i sistemi adottati sono fallimentari e che si dovrà presto fare marcia indietro utilizzando i metodi di raccolta già esistenti e perfettamente funzionanti in molte città europee. Sistemi che garantiscono al cittadino di poter conferire i rifiuti quando vuole, e che premiano chi conferisce meno rifiuto indifferenziato. E' ora di abbandonare sistemi che fanno gli interessi di pochi per seguire metodi buoni per tutti.

Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi)

Siamo una lista civica e l’ educazione civica rappresenta per noi il terreno sul quale misuriamo la capacità di lavorare insieme seguendo le regole basilari del rispetto delle persone, del diritto alla parola e all’ascolto, della decisione democratica tenendo conto dell’espressione della minoranza, del condividere anche economicamente le responsabilità. Alla politica cittadina vorremmo restituire questa forma di educazione civica, perchè crediamo che il modo migliore di educare sia l’esempio, in primis delle istituzioni, che anche nelle piccole cose devono dare l’esempio di rispetto delle regole. 

 Il rispetto di regole non deve però limitarsi a gesti evidenti e sanzionabili, ma fare riferimento ad un concetto più sostanziale di rispetto della comunità, nel suo prodigarsi e contribuire ad una società equa e corretta verso tutti.  L’educazione civica per i figli ed i giovani in generale è centrale perchè possano crescere come cittadini liberi, rispettosi e consapevoli di sé e della comunità. Fondamentali sono i primi anni di vita e la capacità dei genitori di essere spontanei esempi di convivenza e prosecutori di regole essenziali alla relazione con gli altri.

Serve oggi più che mai un patto educativo tra genitori ed insegnanti, una collaborazione tra famiglia e scuola nel percorso di crescita dei figli: questo è un punto importante anche per l’educazione civica degli adultiche lasciano “liberi” spesso ragazzi e bambini di comportarsi senza regole. Il ruolo della scuola è centrale, nell’ incentivare nei giovani il senso della legalità e della convivenza civile, il senso della comunità, imparando e rispettando le regole e i diritti e doveri dell'essere cittadino.

Importante inoltre stimolare i ragazzi e adulti a formarsi opinioni, imparando a leggere i problemi sotto ogni possibile sfaccettatura, fino ad avere le idee chiare e poi a confrontarsi con gli altri. Viviamo in un tessuto sociale dove non è semplice esprimere un’opinione, salvo dietro la protezione di uno schermo. 

Claudio Capponcini (Movimento 5 Stelle)

Cos'è l'educazione civica? E' il il bon ton pubblico o è il rispetto per gli altri? Il primo non mi interessa, essendo una maschera di facciata che i pubblici amministratori indossano sempre. Il secondo è il vero problema di questo sistema politico, senza educazione civica, senza regole di comportamento civile, senza rispetto. Lo vediamo in tutte le manifestazioni della cosa pubblica; gli appalti, le convenzioni, le società partecipate, gli assetti dirigenziali, le tariffe iscali, ed altre... Educazione civica vuol dire comportarsi secondo coscienza per il bene pubblico, per lo sviluppo positivo della comunità, per il benessere e la buona convivenza dei cittadini. Niente di tutto questo vediamo nel sistema di comporatmento degli amministratori che abbiamo avuto fino ad ora; gli esempi sono innumerevoli, anzi costanti; un esempio piccolo e uno grande; il piccolo è il ritardo o la non consegna in tempi congrui dei documenti o atti richiesti (fino ad arrivare a denunciare un cittadino): i tempi sono normati per legge ma sai...le regole le facciamo noi. Il grande è, uno per tutti il quartiere Novello: nessuna utilità, nessun valore aggiunto alla "bellezza" del bene pubblico, nessun vantaggio per l'economia locale; ma potrei parlare delle multe che non vengono fatte pagare in tempo per scelta politica, o la TARI sempre in aumento nonostante la scarsa qualità del servizio, questa mai in aumento; il bon ton pubblico però riesce a giustificare tutto. I piccoli gesti di menefreghismo derivano in gran parte da questo: se il bene e l'interesse comune non sono curati da chi ne ha la responsabilità, il cittadino comune si sente libero di  fregarsene...

Antonio Barzanti (Casa Pound)

Qualche esempio di maleducazione lo abbiamo visto anche durante questa campagna elettorale, con alcune associazioni che non hanno invitato certi candidati. E persino con un candidato che a fatica ne ha salutato un altro, mal digerendo persino una civile stretta di mano. L’esempio, quello buono, è il pilastro della buona formazione. La “piccola buona azione” del prossimo sindaco dovrà essere questa: diventare sindaco di tutti, anche di quelli su posizioni politiche assai distanti dalle sue.

Partendo dal presupposto che è la famiglia ad essere centrale nella formazione degli uomini e delle donne di domani, dopodiché arriva l’operato della scuola, anche una buona amministrazione può fare la sua parte. Non solo con i piccoli esempi di vita quotidiana, ma con azioni concrete volte al rispetto della bellezza della città. Parlando di degrado, un argomento attuale e molto sentito dai cittadini, occorre tener ben presente che anche alcune scelte degradano la bellezza dei palazzi storici e dei luoghi culturali di Cesena. Non sono solamente le bottiglie rotte lungo le strade e le scritte sui muri a degradare le nostre strade. Alcune scelte dell’amministrazione uscente, per assurdo mirate a far più bella la città, otterranno il risultato contrario. Mi riferisco in particolar modo al progetto “3 piazze”, che prevede lo sfiguramento dello storico Palazzo del Ridotto attraverso l’installazione di una pensilina di acciaio smaltato, e lo snaturamento del quattrocentesco Chiostro di San Francesco con l’arrivo di decine e decine di monoliti a fungere da panchine. Anche questo è degrado. L’esempio che dovrà dare la prossima amministrazione deve essere questo: meno menefreghismo per la bellezza della nostra città, il degrado si combatte con la riscoperta della bellezza. Per farlo non servono bandi, ma amore e cultura.

Enzo Lattuca (centro-sinistra)

Da deputato sono stato tra i firmatari della proposta di legge, approvata pochi giorni fa alla Camera (e ora all'esame del Senato) che istituisce l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole. In questa proposta di legge non solo è previsto l'insegnamento ai ragazzi di elementi fondamentali di diritto, ma anche di educazione ambientale, educazione alla legalità, promozione dell'educazione stradale e del volontariato e, ancora, educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. Quest'ultimo tipo di educazione, che viene fornita ai ragazzi dalla scuola e dalle loro famiglie, non aveva certo necessità di essere istituita per legge. L'importanza di questo provvedimento sarà invece come strumento di promozione di iniziative, educative da parte delle scuole, anche in collaborazione con il Comune, come la stessa legge prevede. Sul fatto che un Sindaco – che all'atto del suo insediamento giura fedeltà alla Costituzione (il cui articolo 54, per stare in tema, recita “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”) – debba dare l'esempio con il proprio comportamento, non c'è alcun dubbio.

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