Elezioni a Longiano: Rifondazione molla il Pd: "Programma copia incolla di 5 anni fa"

"Riteniamo che se il Partito Democratico vuole sostituire tutti i propri rappresentanti in Amministrazione, faccia pure, anche se ciò rischia di apparire come un giudizio negativo"

Nella prossima tornata elettorale per le elezioni amministrative a Longiano il Partito della Rifondazione Comunista non sarà presente fra le proposte che si contenderanno il consenso degli elettori. Non si sono, infatti, realizzate le condizioni per procedere ad un accordo politico col Pd che desse continuità all’esperienza dei precedenti cinque anni. Il candidato Ermes Battistini, infatti, ha annunciato che non confermerà la precedente giunta, tra cui appunto un assessore di Rifondazione.

Spiega in una sua nota il circolo di Longiano di Rifondazione Comunista: “Negli ultimi mesi abbiamo più volte sollecitato i nostri “ex alleati” perché si aprisse una nuova fase di confronto e, attraverso la promozione di un dibattito pubblico, si arrivasse all’elaborazione partecipata del programma elettorale. Siamo convinti, infatti, che se un Sindaco uscente si ripresenta alle elezioni, avendo già mostrato il suo modo di agire, debba affrontare a viso aperto la propria comunità, accettando sollecitazioni per il futuro e valutazioni, anche critiche, sul suo operato, mostrando, così, una chiara volontà di migliorare, se necessario. Nulla di tutto ciò è avvenuto e il programma depositato dalla lista “Insieme per Longiano” non è altro che il documento di linee guida, esteso dallo stesso Sindaco Battistini, in molti punti un “copia – incolla” di quello di cinque anni fa, che doveva costituire il punto di partenza per approfondimenti successivi da svolgersi attraverso gruppi di lavoro e assemblee pubbliche, ma a quella fase non si è mai arrivati”.

“Sindaco e Partito Democratico, alle nostre rimostranze, hanno risposto che si sarebbe poi approfittato della campagna elettorale per raccogliere idee e contributi, ma noi non siamo abituati a questi metodi: l’alleanza si fa dopo aver sottoscritto un programma, non prima. Riteniamo che siano molti i temi che meritavano di essere preventivamente discussi: le politiche urbanistiche in un’epoca in cui non possiamo più permetterci il “consumo” di suolo agricolo, le iniziative concrete che una pubblica Amministrazione può e deve assumere per tutelare la salute dei cittadini in un territorio dove imprese censite come  “attività insalubri” sorgono a ridosso delle aree abitate, il se, il come e il con chi costruire sinergie ed alleanze di  Comuni limitrofi, dal momento che l’esperienza dell’Unione pare non abbia portato ai risultati attesi… e molto altro”.

“I due incontri nella sede del PD, riservati a pochi, ai quali abbiamo partecipato non sono stati sufficienti, a nostro avviso, per arrivare in modo condiviso ad un’assunzione precisa di impegni.
Anche la formazione della lista non è stato il risultato di un lavoro condiviso, a pochi giorni dalla presentazione ci è stato comunicato che ci erano stati lasciati uno o due posti da “riempire” e ci sono state anche poste delle condizioni in merito al sesso e alle caratteristiche dei nostri possibili candidati, sollevando veti sulla riconferma della Assessora Cristina Minotti , unica fra gli Assessori dell’attuale Giunta disponibile ad essere inserita nella lista per fare giudicare agli elettori il suo lavoro”. 

"Ora noi riteniamo che, se il Partito Democratico vuole sostituire tutti i propri rappresentanti in Amministrazione, faccia pure, anche se ciò rischia di apparire come un giudizio negativo e una netta presa di distanza dal lavoro fino ad oggi compiuto, quello che troviamo inaccettabile è che si arroghi il diritto di deciderlo anche per noi dimostrando, così, un atteggiamento “padronale”, inoltre noi sappiamo che Cristina Minotti gode della meritata stima e considerazione dei cittadini longianesi per come ha svolto il suo mandato e che, quindi, la sua presenza in lista sarebbe stato un valore aggiunto, sicuramente a lei va tutta la nostra riconoscenza”.

“Siamo convinti che la rappresentanza istituzionale non sia l’unico mezzo per essere presenti nella vita politica, per noi la partecipazione all’amministrazione non è mai stata finalizzata alla ricerca di poltrone e di potere,  ma al tentativo di contribuire al benessere di una comunità alla quale sentiamo profondamente di appartenere, quindi, ci saremo ancora, faremo proposte e solleciteremo con iniziative e prese di posizione, anche durante questa campagna elettorale, chi ora si propone e poi avrà l’onere e la responsabilità di amministrare”, conclude la nota di Rifondazione.

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