Elezioni 2019, Fabbri: "Rivedere gli indici edificatori nei quartieri Novello ed Europa"

“Il nuovo sindaco del 2019 dovrà rinegoziare e rivedere completamente le filosofie guida degli ultimi piani regolatori, rivedendo ad esempio gli indici edificatori in due aree strategiche"

“Il nuovo sindaco del 2019 dovrà rinegoziare e rivedere completamente le filosofie guida degli ultimi piani regolatori, rivedendo ad esempio gli indici edificatori in due aree strategiche della città: Quartiere Europa (zona Stazione) e Quartiere Novello (zona ex Mercato ortofrutticolo)”: lo dice Davide Fabbri, candidato sindaco per la lista “Cesena in Comune”. Per Fabbri, inoltre, “l’urbanistica, l’arte di costruire la città, si configura come una disciplina sempre più elitaria. A Cesena in questi ultimi venti anni (attraverso gli ultimi due Piani Regolatori) abbiamo assistito, grazie alla crescente rendita fondiaria, allo svilupparsi di un'economia legata all’edilizia tesa a “valorizzare” economicamente le aree, a realizzare interventi edificatori sovradimensionati rispetto agli effettivi fabbisogni, e una conseguente concentrazione del potere legata a questi interessi a poche persone (immobiliaristi, imprenditori del cemento, studi tecnici, agenzie immobiliari). La crisi nel settore immobiliare di una decina di anni fa, ha evitato la costruzione di inutili capannoni e alloggi speculativi”.

“Da tempo si è cercato di rivedere questo distruttivo modello di sviluppo: l’apporto della cultura ecologista, la coscienza del limite delle risorse, che è anche limite della città, è fondamentale nella critica allo sviluppo quantitativo. Per trasformare la realtà, non è sufficiente che una parte politica conquisti il “potere”; occorre che si trasformi la cultura, che s’invertano i rapporti di forza e di potere, per cui viene considerata prioritaria la salute rispetto alla libertà di spostamento con l’auto privata, la qualità dei rapporti rispetto al business, la difesa dell’ambiente rispetto al consumo del suolo e alla speculazione edilizia. Le ultime amministrazioni di Cesena al potere hanno profondamente deluso, poiché non hanno prodotto un cambiamento di rotta per quanto riguarda le politiche urbanistiche. Perché s’inverta la rotta, occorre formulare un progetto che sappia dialogare e prendere spunto dalle esperienze che in città cercano di comunicare un’altra idea del vivere”.

“Per ritrovare la bellezza della città, occorre allora dar corpo alla democrazia attraverso la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica del territorio; i cittadini devono essere nelle condizioni di poter, non solo dire la loro, ma incidere realmente nelle scelte, attraverso strumenti adeguati; agli abitanti deve andar riconosciuta la competenza propria di chi la città la abita e può, per questo, farsi portatore di istanze e idee importanti; occorre attivare una cittadinanza consapevole ed attiva rispetto a questa competenza”.

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