Elezioni, Confindustria: "Con un people mover, Cesena e Forlì sarebbero due quartieri della stessa città"

A presentare le proposte è stato tutto il vertice della Confindustria provinciale. Il documento è stato illustrato dal presidente Andrea Maremonti

Pensare ogni capoluogo romagnolo come componente di una “città Romagna” e progettare un collegamento veloce tipo “people mover” tra Forlì e Cesena, tanto da rendere i due centri urbani “due quartieri della stessa città”: sono tra le richieste di Confindustria Forlì-Cesena, che in vista delle elezioni amministrative nelle due città e negli altri comuni minori ha presentato il suo pacchetto di proposte da sottoporre ai candidati sindaci, che verranno coinvolti in incontri. Per l'elezione dei due nuovi sindaci di Forlì e di Cesena, quindi, anche gli industriali danno le loro indicazioni, come già fatto da altre organizzazioni dell'imprenditoria, dagli artigiani ai commercianti.

A presentare le proposte è stato tutto il vertice della Confindustria provinciale. Il documento è stato illustrato dal presidente Andrea Maremonti insieme al vicepresidente Comandini, al presidente del Gruppo Giovani Filippo Zamagni, al presidente del Comitato Piccola Industria Danilo Casadei, al Coordinatore del Gruppo Ricerca e Innovazione Davide Stefanelli e al Responsabile Territoriale Massimo Ferrante. Maremonti prende ad esempio la sua stessa organizzazione, impegnata in un “processo di sintesi verso Confindustria Romagna, dopo anni di analisi e situazioni anche non andate a termine, in linea con questo progetto le due amministrazioni di Forlì e di Cesena devono dialogare e integrarsi, anche con Rimini e Ravenna, per la formazione di un'area vasta Romagna che ancora non è integrata, con alcuni campanilismi che hanno impedito sinergie e complementarietà”. 

Infrastrutture e "people mover"

“I dati economici confermano che l’economia delle due città, se opportunamente coordinata e sinergica, può essere un’interessante piattaforma per la crescita, l’attrattività e la nascita di nuove attività industriali. In questo contesto Confindustria Forlì-Cesena si propone, insieme alle imprese rappresentate, come interlocutore primario e partner con proprie idee, progetti e assunzione di responsabilità”, sempre Maremonti. Il primo punto strategico posto sul tavolo sono le infrastrutture, e il collegamento insufficiente tra Forlì e Cesena. Così il presidente: “Non sono collegate in modo ideale tra loro, bus e treni non consentono contatti veloci. La via Emilia bis giace da tempo senza sviluppi, così come il lotto zero della secante. Anche le manutenzione dei tratti esistenti sono scarse, mentre un trasporto rapido tipo 'people mover' potrebbe rendere Forlì e Cesena due quartieri della stessa città”. Sul tema dei collegamenti e delle infrastrutture si propone l’adeguamento dell’asse E45-E55, il miglioramento dei collegamenti con treni ad alta velocità e delle reti viarie ordinarie, l’avanzamento delle reti digitali in montagna anche con partenariati pubblico-privato e, per la logistica, un rafforzamento del collegamento tra scalo ferroviario di Villa Selva e il porto di Ravenna. Pieno sostegno inoltre all'iniziativa privata di rilancio dell'aeroporto Ridolfi di Forlì.

"Fiere integrate e inceneritore necessario"

Criticità vengono espresse sulle fiere, Confindustria vorrebbe un unico polo fieristico integrato tra Rimini, Cesena e Forlì, capace di sfruttare la ricettività alberghiera della riviera “ma mentre Cesena sta guardando a Rimini, Forlì guarda a Parma”, si rileva da Confindustria. Gli industriali entrano poi in perimetri in cui sono meno avvezzi , per esempio su quello della gestione dei rifiuti a Forlì, per bacchettare spiegando che “in nessun'altra parte d'Italia lo smaltimento di pannolini e pannoloni è stato mai oggetto di tanta discussione”. Per gli industriali, quindi, avanti tutta con la filiera dell'economia economia circolare, ma considerando comunque la “necessità di un termovalorizzatore,perché esiste una quota di indifferenziato da gestire, e le imprese, nonostante le buone pratiche che possono mettere in pratica, hanno quote di rifiuti speciali inevitabili che in discarica o al termovalorizzatore devono andare”.  Nel documento presentato si affronta il tema  delle risorse idriche, col sostegno ai progetti di nuove opere come nuovi invasi: “La diga di Ridracoli non sarà più sufficiente in futuro, bisogna trovare ora altre soluzioni, che vanno individuate in area romagnola con una regia unica”.  

"Sicurezza, distretti presi di mira in modo strutturale"

Fra gli altri punti emergono: la valorizzazione dei centri storici e riqualificazione urbana, la sicurezza e il contrasto alla criminalità, la preservazione dei servizi pubblici, scolastici, sanitari e culturali e il welfare aziendale. Sulla sicurezza si mette in rilievo che “anche le zone industriali, non solo in quelle abitative, stanno subendo attacchi strutturati, come il calzaturiero di San Mauro Pascoli che le forze dell'ordine non riescono a contrastare nonostante la loro buona volontà”.  

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Sulla questione delle attuali trasformazioni delle modalità di interazione tra lavoro e tecnologia, ai fini di trarre vantaggio dalla nuova era digitale, Confindustria Forlì-Cesena ritiene opportuno progettare percorsi formativi innovativi e mettere al centro le competenze. Infine, tra le priorità suggerite da Confindustria Forlì-Cesena, emerge la necessità di aumentare l’attrattività di investimenti e insediamenti sul territorio tramite azioni di promozione e di forte semplificazione burocratica, la collaborazione università – imprese e la sinergia tra il mondo delle imprese con quello della ricerca e dell’istruzione.

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