Le interviste personali, Lattuca: "Fare una scelta per una Cesena del domani da lasciare ai nostri figli"

Pubblichiamo l’ultima intervista della serie “Visti da vicino” che si è proposta di curiosare tra i sette candidati sindaci da un punto di vista diverso da quello solito

Tra due giorni si vota per le Europee e per le Amministrative. Pubblichiamo l’ultima intervista della serie “Visti da vicino” che si è proposta di curiosare tra i sette candidati sindaci da un punto di vista diverso da quello solito. Non solo politica, ma tempo libero. Non solo programmi ma anche idee e sogni. A presentarsi oggi è Enzo Lattuca, candidato del Pd e sostenuto da Articolo 1, il partito Repubblicano, Cesena 2024 e i Popolari di Cesena. Anche a Lattuca abbiamo chiesto di raccontarsi con tre foto dal suo album dei ricordi.

Enzo Lattuca ci parli di lei.
"Ho 31 anni, sono nato e cresciuto nella frazione di San Giorgio e ora vivo tra la stazione e il centro di Cesena con Giorgia e i nostri due figli. Ho frequentato il liceo scientifico “A. Righi”, sono laureato in giurisprudenza con lode e nel 2017 ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca in diritto costituzionale all’Università di Bologna. Attualmente
collaboro con uno studio legale e ho un contratto con l’Università di Bologna (sede di Ravenna) come assistente per la didattica in Diritto costituzionale".

Quando è iniziata la sua passione per la politica? Cos’è per lei politica?
"Ho iniziato da ragazzo, ai tempi del liceo scientifico, dove per quattro anni sono stato rappresentante degli studenti, ma sin da bambino seguivo con grande interesse le vicende politiche. Per me il significato della parola politica è racchiuso in una frase di Don Milani “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”. Dal 2009 al 2013 sono stato consigliere comunale a Cesena, e dal 2013 al 2018 ho avuto l’onore di rappresentare la nazione come deputato".

Qual è l’uomo politico che ha ammirato di più negli ultimi 40 anni in Italia? E nel mondo?
"In Italia Enrico Berlinguer, nel mondo Obama".

Qual è il fatto storico mondiale che l’ha colpita di più negli ultimi 30 anni?
"L’attacco alle Torri Gemelle. Avevo 13 anni, erano gli ultimi giorni delle vacanze estive e, come tutti, ho assistito in diretta televisiva a quel tragico evento. In quel momento ho capito che la storia stava cambiando".

E’ un uomo più di cuore o di cervello? 
"Credo che quello che noi chiamiamo cuore non sia altro che l’emisfero destro del nostro cervello. Il mio istinto è impulsivo, ma ho imparato negli anni ad essere più riflessivo". 

Intervista a Capponcini (M5S): "I miei riferimenti sono Pertini e il Che"
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Cosa pensa del comunismo?
"Quanto è caduto il muro di Berlino avevo pochi mesi di vita. Penso che il giudizio sul comunismo realizzatosi in Unione Sovietica e in altre parti del mondo sia stato dato senza appello dalla storia. Un fallimento, caratterizzato dalla privazione delle libertà e della democrazia".

E’ religioso? Praticante?
"No, e trovo offensivo per tutti i credenti la strumentalizzazione dei simboli religiosi piegati a bandiera politica messa in atto da Salvini in questi giorni".

Come si vede tra 10 anni?
"Quarantenne con dei bambini ormai grandi e metà della vita ancora da vivere".

Quali sono le qualità che preferisce in un uomo o in una donna?
"Il coraggio e la determinazione".

C’è qualcosa di cui non può fare a meno?
"Non posso fare a meno di passare ogni giorno almeno un po’ di tempo insieme alla mia famiglia".

Se potesse decidere di vivere in un periodo storico diverso da questo quale sceglierebbe?
"Non è possibile farlo. Le rispondo citando Aldo Moro: “Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà”.

Un suo vizio e una sua virtù…
"Mi fido delle persone che incontro (è probabilmente una virtù, forse anche un vizio)".

Come trascorre il tempo libero?
"Il tempo libero è la cosa che ho sacrificato di più in questi anni. Cambiamo argomento".

Cosa fa per rilassarsi?
"Tengo in braccio i miei figli".

Come definirebbe i cesenati?
"Straordinari. Siamo gente laboriosa che non si deprime di fronte alla difficoltà".

Ha uno slogan, o una frase che l’accompagna nella vita?
"Questa, di Corrado Alvaro: “La disperazione  più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”.

E una canzone. C’è una colonna sonora della sua vita?
"Non ancora, spero di essere lontano dai titoli di coda".

Un sogno che, prima o poi, vuole realizzare?
"Avere tempo per aiutare direttamente chi è più in difficoltà impegnandomi in una delle tante realtà del volontariato cesenate. Per ora riesco solo a trovare qualche mezzora per donare il sangue".

Mi parli di tre momenti importanti della sua vita (con relative foto).
Il primo giorno di scuola e la nascita dei miei due figli. 

Perché la dovrebbero votare? 
"Perché la Cesena che abbiamo davanti ai nostri occhi è il frutto del lavoro e dell’impegno dei nostri padri e delle nostre madri, una eredità per i nostri figli, che dopo di noi se ne prenderanno cura. Per tutto questo la Cesena che abbiamo davanti, quella del futuro, di un domani che sarà meglio dell’oggi, è una nostra scelta, un nostro impegno. Un impegno importante che io voglio prendermi, diventando il Sindaco di tutti i cittadini di Cesena".

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