"E' tempo di bilanci: bocciatura sonora per l'assessorato all'ambiente"

E' tempo di bilanci. Se dovessimo dare un voto di fine legislatura ai nostri amministratori locali, in base ai risultati ottenuti, la più solenne bocciatura la riporterebbe l’Assessorato all’ambiente del Comune di Cesena.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

E' tempo di bilanci. Se dovessimo dare un voto di fine legislatura ai nostri amministratori locali, in base ai risultati ottenuti, la più solenne bocciatura la riporterebbe l’Assessorato all’ambiente del Comune di Cesena.
La mancanza di  azioni concrete indirizzate a risolvere i problemi ambientali della città e l’aggravarsi degli stessi ne costituiscono il magro bilancio  Un esempio concreto  è rappresentato dalla  drammatica escalation del l’INQUINAMENTO DELL’ARIA, a cui si è fatto fronte, con proclami di inizio stagione e  tiepide misure episodiche  legate ai comportamenti individuali, sempre opportune, se non fosse che si scontrano con lo scarso senso del bene collettivo che ci contraddistingue, e la mancanza di controlli. Per cui il risultato, in assenza di  interventi  strutturali, capaci di incidere sulla pianificazione e mobilità della città, è pressochè nullo. Il problema è   essenzialmente politico, a livello   nazionale, ma   anche locale. 

E dire che i dati sul benessere della nostra popolazione, scaduti inesorabilmente, da qualche anno, secondo i più autorevoli studi, parlano chiaro . Come pure i reports sullo stato di salute e l’incidenza  nel nostro territorio di malattie che la stessa OMS mette in correlazione con i fattori di pressione ambientale. Basterebbe prendere coscienza che nulla è stato fatto, per avvertirne tutta la responsabilità politica amministrativa e non solo. Purtroppo lo stato dell’arte nei diversi ambiti in cui avrebbe dovuto realizzarsi l’azione di politica ambientale nel nostro territorio sta a dimostrare esattamente il contrario.

RIFIUTI
Nonostante gli strombazzamenti e le periodiche autocelebrazioni sulla stampa, la realtà è che,  nonostante se ne parli da 15 anni,  il servizio di raccolta differenziata non è  ancora stato  esteso su tutto il territorio. Se pensiamo che il Consorzio Priula ha attivato con successo nel nord est tale attività più di 30 anni fa e che anche molti comuni del sud stanno facendo meglio di noi, c’è solo da vergognarci. Tanto più che la nostra non è una vera raccolta differenziata, avendo adottato il cosiddetto metodo misto che presuppone comunque la presenza dei cassonetti stradali, quando invece il metodo più efficace, ovunque riconosciuto, è quello del porta a porta integrale, a tariffa puntuale. Ci sta provando Forlì in un’eroica, sofferta, annosa battaglia per uscire dall’egida di Hera. Non noi, in totale asservimento alle politiche del gestore unico,  fino all’attuale escalation, del finto porta a porta, che, se non fossero sempre i cittadini a farne le spese, sarebbe pure esilarante con la trovata  del  mostruoso supercassonetto multiplo  itinerante, l’Ecoself. Da inseguire con intricatissime tabelle orarie e di marcia per l’intero quartiere, nella speranza, spesso vana. di poter depositare finalmente  la propria immondizia

CAMPI ELETTROMAGNETICI
Troppo poco se ne parla, il ridicolo e la vergogna ci farebbero nascondere. Ebbene si, Cesena, non ha  un regolamento in materia di installazioni telefoniche. Dopo che i comuni  di Reggio Emilia, Imola, Cento, Fermo, Padova, Belluno, Empoli, Urbino, Cervia, Macerata, L’aquila,  e perfino piccolissimi comuni come Pozzuoli, Castelnuovo Monti e Pisticci, Muggia, Tortoreto ecc, ecc, (praticamente tutta Italia), hanno adottato un Piano di Localizzazione, integrandolo  con criteri di minimizzazione e quindi di tutela della salute, Cesena anche in questo campo funge da   fanalino di coda. In verità il Consiglio Comunale di Cesena approvò nel 2006, dopo un lungo e tribolato iter, un regolamento per l'installazione delle stazioni di radiobase,  ma non fu mai applicato, così come non furono mai  attivati gli organismi di partecipazione che lo stesso regolamento istituiva. In seguito   gli organismi competenti non si presero certo la “briga” di aggiornarlo ed adeguarlo alle normative che via via si evolvevano per renderlo uno strumento efficace. Per cui la questione, svuotata della sua valenza ambientale ed affidata ad altro assessorato  per gli aspetti meramente autorizzativi, è finita nel dimenticatoio.  Nulla è valso presentare da parte di  CesenaSiamoNoi   una mozione per una presa in esame della materia, almeno sotto il profilo tecnico. Fatica sprecata

 BONIFICA DISCARICA DISMESSA RIO DELL’EREMO
Silenzio totale e totale inerzia.  Iniziati i lavori di bonifica nel 2008, ed effettuati gli interventi più urgenti del primo lotto,  da  anni sull'intera questione è caduto  il silenzio.   L’unica iniziativa pare sia stata quella relativa ad  una richiesta  di finanziamenti  ministeriali, di cui si sarebbe fatto carico l’Assessorato ai  Lavori Pubblici,  avendo il settore Ambiente delegata l’intera questione. Tranne per ricordarsene poi nel 2015, quando  nel sito contaminato della discarica di Rio Eremo furono scaricate le tonnellate di terreno provenienti  dalla frana di Montevecchio.  Un vero e proprio colpo di genio, dettato dall'esigenza di smaltire a basso costo  l’enorme quantità di  terreno franato, piuttosto che   dalla necessità di riprendere i lavori di bonifica.  Eppure così lo si è voluto giustificare, pur  avvenuto non in conformità rispetto al progetto iniziale.  Gli enti competenti ne   hanno confermato l’adeguatezza ai fini della messa in sicurezza dell’intera area? Quali sono le responsabilità? E a chi competono oggi le verifiche? E soprattutto perché l’intera opera di bonifica non è stata ancora completata ? Molti gli interrogativi che dimostrano come questa  rimanga ancora una pagina  poco edificante per la nostra pubblica amministrazione.

Tiziana Lugaresi

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