Crisi del Cesena Calcio, Cesena Città Aperta: "Rischiamo di non essere nè in serie B, nè in D"

Il gruppo Cesena Città Aperta ha presentato una mozione, attraverso Leonardo Biguzzi, sulla questione Cesena Calcio

Il gruppo Cesena Città Aperta ha presentato una mozione, attraverso Leonardo Biguzzi, sulla questione Cesena Calcio. "Nella crisi che sta vivendo il Cesena Calcio, con il dilatarsi dei tempi per non lasciare nulla di intentato da parte della società, vediamo il rischio concreto per cui il prossimo anno la città non avrà una squadra nè in serie B nè in serie D - commentano dal gruppo - Se da un lato la società ha il diritto di non lasciare nulla di intentato per riuscire a risolvere la grave crisi finanziaria, dall'altro è giusto che il comune sia pronto nell'eventualità in cui questo tentativo non vada a buon fine, tutelando non solo la presenza di una squadra della città in un campionato ufficiale, ma anche la gestione degli impianti sportivi della collettività. Per questo condividiamo l'apertura di una indagine conoscitiva per individuare eventuali soggetti interessati a rappresentare la squadra della città".

"In questo percorso chiediamo però che siano presi in considerazione 3 elementi: azionariato diffuso, separazione fra management della società e sua proprietà e partecipazione dei tifosi nella società - puntualizza Biguzzi - Riteniamo infatti che la concreta operatività di una società economicamente sana, che persegua esclusivamente le finalità sportive, improntando la propria attività ai massimi criteri di trasparenza nel interesse proprio ma anche, e soprattutto, nel rispetto delle migliaia di tifosi cesenati e romagnoli potrà essere raggiunta solo attraversa la costituzione di un assetto proprietario della eventuale futura società calcistica che sia quanto più ampio e plurale possibile, ricalcando il modello delle società a proprietà diffusa. Una capillare diffusione della proprietà delle quote della società (che anziché essere possedute da un numero limitato di soci, sono invece in mano a un numero il più elevato possibile di soggetti, anche investitori cosiddetti “non istituzionali” e tra questi i tifosi) avrebbe anche la capacità di favorire una maggiore stabilità sociale, e consentirebbe la partecipazione più ampia possibile alle sorti della società attraverso la presenza di un vasto numero di soci alle assemblee societarie. Nell’attuale contesto, sarebbe auspicabile una partecipazione dei tifosi (sul modello di quanto avviene in altre realtà come le squadre del Modena, Osasuna, Amburgo e Barcellona, solo per citarne alcune) con un ruolo di minoranza e al tempo stesso di controllo sull’operato della società. Inoltre chiediamo di separare quanto più possibile il management della società dalla sua proprietà al fine di evitare insostenibili conflitti tra interessi della società sportiva ed interessi di chi deterrà le quote di maggioranza di detta società".

"Per questo proporremo alla giunta di integrare il proprio atto di indirizzo chiedendo di porre al centro della propria azione la necessità di favorire la costituzione di una società sportiva che impronti la propria attività ai criteri di massima trasparenza - concludono da Cesena Città Aperta - favorendo una compagine sociale che sia ampia, plurale e diffusa e, ove possibile, rappresentativa della tifoseria, come unico strumento che garantisca il pieno perseguimento dei meri interessi sportivi della società, della tifoseria e della città".

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