Consiglio comunale, un minuto di silenzio per Sabrina Blotti

Come di consueto, la prima parte della seduta sarò dedicata alle interpellanze e prevede la risposta all'interpellanza presentata dal consigliere Ferrini del Pri sulle autorizzazioni temporanee

Redazione 6 giugno 2012

Il consiglio comunale si riunirà giovedì alle ore 17,00. Come di consueto, la prima parte della seduta sarò dedicata alle interpellanze e prevede la risposta all’interpellanza presentata dal consigliere Ferrini del Pri sulle autorizzazioni temporanee. Fra i punti all’ordine del giorno ci sono le modifiche agli statuti della società Pieve 6 e di Technè

In scaletta anche la mozione del gruppo consiliare Pri relativa alla crisi del settore edile e quella proposta dai gruppi consiliari Pd, Idv e Sinistra per Cesena per l’adesione all’iniziativa della Cgil siciliana in ricordo di Placido Rizzotto. In apertura di seduta la Presidente Rita Ricci ricorderà Sabrina Blotti, uccisa una settimana fa, e chiederà al Consiglio di osservare un minuto di silenzio.

 Questo il testo dell'intervento di Ricci: “Poco più di un anno fa, all’apertura del Consiglio del 10 marzo 2011, abbiamo espresso sgomento ed indignazione per la tragica morte di Stefania Garattoni, una ragazza di appena 20 anni uccisa per strada, mentre stava andando a scuola, per mano di un ragazzo a cui aveva voluto bene. Oggi, a così breve distanza di tempo,  siamo sbigottiti e addolorati per l’assassinio di Sabrina Blotti, la giovane madre brutalmente uccisa giovedì scorso a colpi di pistola per strada. A premere il grilletto un uomo che conosceva e che l’ha attesa fuori casa. Il nostro pensiero, insieme ad uno stretto e caloroso abbraccio va, prima di tutto, alla famiglia, ai giovanissimi figli di Sabrina e alla loro immensa sofferenza per questa morte crudele e inaccettabile. A nome di tutto il Consiglio comunale qui riunito esprimiamo loro il nostro cordoglio.

Questa vicenda purtroppo ripropone un copione che abbiamo già visto ripetersi troppe volte: dall’inizio del 2012 in Italia 55 donne sono state uccise per mano di mariti, fidanzati, uomini che dicevano di amarle; e neppure la nostra realtà ne è immune: nel giro di poco più di un anno sono già 4 le giovani donne del nostro territorio che hanno perso la vita in questo modo. Spesso questi terribili episodi vengono indicati come ‘delitti passionali’, ma con la passione e l’amore non hanno nulla a che fare. Si tratta di inciviltà, di un modo distorto di intendere le relazioni interpersonali, in cui si guarda all’altro come a un oggetto da possedere e non come un individuo autonomo, dotato di sentimenti e libertà di pensiero e di azione.  

Il nostro sgomento e la nostra inquietudine sono tanto più grandi, perché da tempo a Cesena si lavora per diffondere nella città una cultura del rispetto e della non violenza, anche da questi banchi sono state affrontate queste tragedie, sono state avanzate proposte, approvati atti d’indirizzo che la Giunta ha attuato. Proprio il giorno prima della morte di Sabrina Blotti, mercoledì 30 maggio abbiamo incontrato in questa sala del Consiglio Comunale tanti ragazzi e ragazze delle scuole di Cesena che hanno partecipato in un progetto di approfondimento e riflessione su questi temi.

Questo nuovo tragico evento deve richiamare tutta la comunità a impegnarsi a far crescere una cultura del rispetto e del rifiuto della violenza: in questa direzione ha lavorato il Forum donne che si è riunito martedì dove Comune e Associazioni hanno condiviso la volontà di intensificare sforzi sul piano preventivo e culturale Azioni importanti che vedono protagoniste le nuove generazioni, e che devono impegnare ciascuno, a partire da noi che siamo chiamati ad essere Amministratori pro-tempore di questa città, a debellare il male oscuro, latente e silenzioso del possesso dell’altra; come scriveva in una nota il Dott. Ciotti, pubblicata qualche giorno fa sulla stampa locale: “Bisogna convincere gli uomini che, quando nel profondo della loro debolezza, sentono emergere l’idea ossessiva del dominio sull’altra, ebbene in quel preciso istante una malattia mortale sta per impadronirsi di loro, un cancro devastante che se non curato gli porterà via la vita, a loro e all’altra” A partire dalle nostre famiglie, dai luoghi di lavoro, dai luoghi di relazione e di divertimento ciascuno è chiamato responsabilmente a promuovere questa inversione di rotta, per non dover piangere più un’altra sola donna.

 

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