Lattuca chiude con Calenda: "Cesena città aperta, non la lasceremo in mano a chi la disprezza"

In centinaia al Parco per Fabio per il candidato del centrosinistra e per l'ex ministro che attacca: "Siamo governati da due persone che passano il tempo a litigare come all'asilo"

Foto Dalmo

"Un mese fa vi ho fatto una promessa, non lasceremo la città in mano a chi non l'apprezza, non la conosce, a chi semina solo odio. Domenica è il momento di far diventare questa promessa realtà". Un pomeriggio di sole nella bella cornice del Parco per Fabio. In centinaia accorrono per Enzo Lattuca e per l'ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda.

Alle 18:30 puntuale Calenda arriva, passa tra la folla, sorrisi, strette di mano e abbracci, poi sale sul palco accanto al candidato del centrosinistra. "In primis vi devo ringraziare per il voto che avete dato al Pd alle Europee e che avete dato a me. Questo è un territorio che mi è caro perché mia moglie è di Bertinoro".

VIDEO - Calenda: "Flat tax, se ci sono due euro abbassiamo le tasse agli operai, non a Berlusconi"

"In poco più di un anno l'Italia è completamente scivolata via dai grandi paesi europei, giochiamo nella serie C dell'Europa con Ungheria e Polonia", Poi parte l'attacco a Salvini: "I rosari sono cose serie, non vanno strumentalizzati. Ha detto che gli italiani sono 60 milioni di figli suoi, ma come si permette, non è pagato per dire queste fesserie". Poi l'ex ministro coinvolge anche Di Maio: "L'Italia è governata da due persone che passano il tempo a litigare, come all'asilo nido, due persone che non hanno fatto niente nella vita. L'Italia non se lo merita, siamo la settima potenza al mondo, un Paese fatto di gente che si spacca la schiena. Basta dire che i politici fanno tutti schifo". Poi Calenda illustra la sua ricetta: "Questo Paese si salva con la cultura, con l'educazione, così si combattono le fake news. Ai miei figli ho proibito di usare i videogiochi, devono leggere un buon libro, proprio io che sono un ultra-liberale...".

Sulla flat tax: "Se abbiamo due euro abbassiamo le tasse agli operai, no a Berlusconi". Poi la riflessione sul Pd: "Siamo stati arroganti tutti, non solo Renzi, tutto il governo, ma ora basta, il lutto è finito, mi sono rotto.. E' una battaglia e la  vinceremo". Poi arringa la folla che interrompe spesso per applaudirlo: "Fondate circoli, partecipate, unitevi nelle forme che preferite".

Il microfono passa a Enzo Lattuca, che racconta come ha conosciuto l'ex ministro: "Andai a trovarlo a Roma, al ministero dello sviluppo economico, per spiegargli il progetto che ha portato Macfrut a Rimini, per dare alle nostre aziende la migliore vetrina possibile. Ci capimmo al volo e lui mi disse'Benvenuto a bordo'".

Il candidato sindaco del centrosinistra ripercorre la campagna elettorale: "Abbiamo girato tutta la città, tutti i quartieri, abbiamo visto quanto è meravigliosa. Siamo stati nelle associazioni sportive che tengono viva la comunità, nelle imprese che creano occupazione di qualità. Abbiamo parlato con i lavoratori perché Cesena è la città del lavoro. Quando Salvini ha detto che qui lavorano solo i raccomandati, ha offeso tutta la comunità".

"Vogliamo rendere Cesena capoluogo della qualità della vita, puntando sul verde, sulla scuola, sulla cultura, sull'educazione: questi sono gli antitodi ai mali che affliggono la società". Poi la chiusura in grande stile: "Un mese fa vi ho fatto una promessa e voglio mantenerla. Non lasceremo la città in mano a gente che non la conosce, non l'apprezza, semina solo odio e non ha proposte. Chiuderanno la campagna elettorale col ministro Fontana, con gente che pensa che la donna deve stare a casa a fare la piadina, e che i gay devono fare una purificazione. Vogliono Cesena solo per poter dire di aver fatto un ribaltone, ma Cesena rimarrà una città aperta".

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