"Co-gestione dei parchi? Perplessità sul progetto", l'interrogazione della Lega

“Uno dei nodi riguarda certamente quali soggetti potranno effettivamente co-progettare e co-gestire queste aree, alcune anche di rilevanza cittadina"

“Oltre 50 tra parchi, giardini e aree verdi potranno essere affidati in co-gestione a privati cittadini, associazioni o imprenditori per renderne gli spazi ‘attrattivi e vivibili’ e per organizzarvi iniziative di varia natura. Siamo venuti a conoscenza per caso di questo recente progetto della Giunta Lattuca, che ci sarebbe sfuggito se non avessimo ricevuto segnalazioni sul lasso di tempo troppo breve (neppure una ventina di giorni) concesso per manifestare l’interesse ad aderirvi. Ma dopo un’attenta lettura, abbiamo anche riscontrato i molti limiti del progetto”.

Lo affermano in una nota i consiglieri del Gruppo Lega, Antonella Celletti, Fabio Biguzzi, Enrico Sirotti Gaudenzi e Beatrice Baratelli, che hanno deciso di presentare un'interrogazione sul tema.

“Uno dei nodi riguarda certamente quali soggetti potranno effettivamente co-progettare e co-gestire queste aree, alcune anche di rilevanza cittadina, producendosi in maggiore manutenzione, disinfestazioni, nuovi arredi, allestimenti di impianti e infrastrutture tecnologiche, piccole manutenzioni, ecc. Il tutto senza parametri con cui misurarsi e su cui si possa elaborare una valutazione oggettiva. L’altro grosso quesito riguarda le iniziative che il co-gestore, grazie all’opera di manutenzione, potrà organizzare nelle aree in questione. Si parla genericamente di iniziative pubbliche e private, ricreative, educative, culturali o sportive. Se si comprendono i motivi dell’’utilizzo momentaneo per attività sportive, pur nella totale indeterminatezza dei termini, la perplessità riguarda l’evidente discrezionalità nella realizzazione di altre manifestazioni da parte dei soggetti co-gestori. C’è, infine, la questione dei tempi. La decisione di aderire a questo percorso da parte di privati non può che essere molto meditata. Si tratta di un consistente impegno, soprattutto in certe aree, che dovrebbe prevedere un’attività costante, anche onerosa. Stupiscono quindi la scarsa pubblicità data dall’amministrazione al progetto, che, al contrario, avrebbe dovuto avere una maggiore risonanza, e i tempi ristretti per rispondere”.

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