Cimice asiatica, il M5S: "Nessun risarcimento per gli agricoltori che hanno subìto dei danni"

L’assessore regionale Caselli ha risposto a un’interrogazione presentata dal consigliere del MoVimento 5 Stelle Andrea Bertani sui danni provocati dall’insetto.

Nessun risarcimento per gli agricoltori che hanno subìto dei danni dalla cimice asiatica. A comunicarlo è l’assessore Caselli nella risposta a una interrogazione del consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Bertani, che nelle scorse settimane aveva chiesto alla giunta di fare chiarezza sulle azioni messe in campo per limitare gli effetti della diffusione dell’insetto che ha colpito soprattutto le coltivazioni di pesche, kiwi e pere nelle zone di Modena, Ferrara e in buona parte della Romagna.

"La Regione non ha in programma al momento di prevedere degli indennizzi per chi ha subito dei danni alle proprie coltivazioni - spiega Andrea Bertani -. Una decisione che conferma ancora di più la nostra convinzione, ovvero che su questo tema sia fatto poco o nulla soprattutto per quel che riguarda il tema dell’informazione e della prevenzione. La Regione, infatti, ha ammesso a contributo nel marzo 2018 un bando con dotazione di 10 milioni di euro al quale solo 87 aziende sono state ammesse per un importo di 1.300.000, ovvero il 13,5%. Di queste 87 ad oggi solo 8 risultano essere in fase di pagamento. Un risultato certamente negativo che secondo l’assessore Caselli deriva da un’impostazione sbagliata tanto che si è ritenuto opportuno attendere la prima sessione di modifica del PSR per apportare le necessarie variazioni alla scheda per renderla più attraente, con più tipologie di reti di protezione e una spesa minima ammissibile più bassa".

"Quello che ci chiediamo è il perché la Regione non abbia pensato prima a fare un'indagine tra gli agricoltori, prima dello stanziamento dei fondi, per sapere come meglio impostare la domanda. Forse si sarebbe raggiunta una platea più ampia. Un errore che la Regione rischia di ripetere anche adesso visto che sui 2,7 milioni di euro annunciati qualche settimana fa dalla Regione ad oggi non c’è ancora nessun avviso pubblico, senza contare che questi soldi fanno parte sempre dei famosi 10 non utilizzati in precedenza. Ecco perché - conclude Bertani - sarebbe opportuno da parte della Regione una programmazione seria e scrupolosa visto l’emergenza che la cimice asiatica ha provocato tra gli agricoltori, valutando anche altre soluzioni rispetto alle sole reti e soprattutto alle deroghe all’utilizzo di pesticidi, come ad esempio gli insetti antagonisti, un monitoraggio più puntuale dei focolai e un’informazione più capillare". 

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