Biblioteca Malatestiana, organizzazione e gestionale: se n'è parlato nella terza commissione

Si è tenuto mercoledì in 3° commissione al Comune di Cesena, un incontro sulla Biblioteca Malatestiana con esperti ed esponenti politici sulla necessità di acquisire competenze organizzative e gestionali per la biblioteca.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Si è tenuto mercoledì in 3° commissione al Comune di Cesena, un incontro sulla Biblioteca Malatestiana con esperti ed esponenti politici sulla necessità di acquisire competenze organizzative e gestionali per la biblioteca. A parlare c'erano la Dott.ssa Paola Errani, in attivo da 38 anni nella gestione del complesso malatestiano, Andrea D'altri, ex presidente del comitato scientifico e Claudio Riva, storico e archivista cesenate. 
La discussione verteva su più punti: la conservazione del materiale librario in deposito esterno, la valorizzazione della struttura, le competenze e l'aspetto gestionale.


Per il primo punto é stata la dottoressa Paola Errani ha mettere in luce una situazione molto grave: non esiste sistema di conservazione del materiale librario di deposito all'altezza. La miriade di libri, codici e manoscritti, è stata spostata esternamente ma non viene spolverata da ben 17 anni. Il problema quindi non è una mancata gestione ma una cattiva gestione. 


Per assicurare la protezione delle raccolte contro gli inquinanti pulviscolari, si dovrebbe mantenere un programma regolare e intenso di pulizia, che sia gestito con cura e affidato ad un responsabile. 
La pulizia dei pavimenti dei locali adibiti a magazzino e deposito dei libri può essere affidata a personale non specializzato ma istruito a rispettare le raccolte e a non toccare il materiale librario o le scaffalature. 
La domanda che sorge spontanea è: il personale di pulizia é qualificato a riguardo?  Io non credo che ci sia mai stata pulizia in 17 anni. Quindi il punto é sicuramente una collocazione più idonea ma anche un'ottima formazione del personale. 


Secondo punto: la valorizzazione del bene culturale. Si perché la Biblioteca Malatestiana è patrimonio dell'UNESCO e come tale deve essere trattato. Ma cosa vuol dire valorizzare? Non ci sentiamo di dire che si debba indicare chissà quale strategia da attuare ma sicuramente ci si deve rivolgere a tutti i target cittadini e non puntare solamente su alcuni gruppi ( area adulti), sfruttare i dati dei tesserati per genere ed età per poter sviluppare un piano organizzativo/divulgativo che parta proprio da questo punto. 


Durante la seduta di commissione è stata presa ad esempio Ravenna, per fare questo ci vogliono soldi, ma l'assessore Verona, ha fortemente ribadito che non si possono investire troppi fondi. 
Gli obiettivi per una buona valorizzazione sono: innalzare l'esperienza della visita, che non si limiti solo alla visita di routine; stimolare le attività dirette alla conoscenza del patrimonio anche fuori dalla città. 
Punto terzo: La gestione. 


Un bene culturale deve obbligatoriamente avere un direttore, che sia esperto del settore librario ma che sia anche esperto in gestione dei beni culturali (esistono dei percorsi di studio) e che si possa occupare di tutta la promozione, valorizzazione e fruizione.


Il codice Urbani afferma che "La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura" ma come si può pensare ad uno sviluppo futuro senza preservare il passato.


M5S-Cesena

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