Banchetto di Forza Italia in Corso Mazzini: si parlerà anche di Ius Soli

L’iniziativa è promossa dall’avvocato cesenate Enrico Sirotti Gaudenzi, membro del coordinamento regionale di Forza Italia Emilia Romagna e Responsabile del Dipartimento Giustizia

Sabato mattima, dalla 8,30 alle 14,30, Forza Italia sarà in Corso Mazzini con un banchetto. L’iniziativa, promossa dall’avvocato cesenate Enrico Sirotti Gaudenzi, membro del coordinamento regionale di Forza Italia Emilia Romagna e Responsabile del Dipartimento Giustizia, nasce "dal desiderio di incontrare tutte le persone interessate a confrontarsi sulle tematiche più dibattute, quali possono essere, per citarne alcune, Ius Soli, Biotestamento, Legge Elettorale, Banche, Sicurezza". Saranno presenti esponenti del movimento politico che si renderanno disponibili a rispondere alle domande di tutti gli interessati ed a raccogliere opinioni sulle problematiche locali. A chi si intratterrà verrà regalato “il mini panettone azzurro” (fino a esaurimento scorte).

Commenta Gaudenzi in merito allo Ius Soli: "Attorno al disegno di legge vi sono troppe ipocrisie: bisogna, infatti, prevedere e considerare quali possano essere tutti gli effetti che un simile cambiamento potrà causare. È necessario ricordare che la cittadinanza, una volta concessa non può essere tolta, se non in casi particolarmente eccezionali e che l’Italia ha già concesso molto agli immigrati. Oltretutto tale proposta potrebbe andare a modificare la demografia storica del nostro Paese (per essere cittadini italiani si devono infatti abbracciare tutti i principi generali della nostra Costituzione). I dati sull’immigrazione sono preoccupanti (si ricorda che l’Italia ha già speso circa 12 miliardi di euro negli ultimi tre anni in ambito di immigrazione) e l’approvazione dello “ius soli” sarebbe un incentivo all’aumento dei flussi migratori verso il nostro territorio che potrebbero avere un effetto pari ad un proprio tsunami umano. Purtroppo l’incidenza della popolazione straniera su quella italiana è cresciuta enormemente negli ultimi anni: nel 1990 gli stranieri erano appena lo 0.8% della popolazione; nel 2000 il 2,5% e nel 2006 ha superato, addirittura, il 5% (le regioni più interessate da tale fenomeno sono l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Lazio, l’Umbria e la Toscana)".

"L’Italia, inoltre, è un territorio densamente abitato ed ampliare l’attribuzione della cittadinanza è veramente preoccupante, in considerazione del fattore economico, del fattore relativo alla sicurezza e dell’alto tasso di disoccupazione giovanile (si stima che a beneficiare della riforma sullo “ius soli” sarebbero circa 800mila minori che diventerebbero nel breve tempo cittadini italiani; a seguire, negli anni successivi, si aggiungeranno circa ulteriori 100mila nuovi cittadini) - continua -. Concludendo, ritengo che, mentre l’Italia assiste ogni anno ai numerosi sbarchi di clandestini e mentre il modello di integrazione si è mostrato inadeguato in tutti i paesi europei a causa dell’intolleranza islamica e degli atti di terrorismo, proporre una strada agevolata per ottenere la cittadinanza agli stranieri è veramente inaccettabile alla luce, peraltro, della situazione di criticità alla quale è costretta la popolazione italiana che vive, o meglio sopravvive, nel nostro Paese".

"Non dimentichiamo inoltre che questa proposta di legge, presentata dalla sinistra per motivi politici (ottenere probabilmente più voti alle prossime elezioni politiche) sta creando malumori all’interno del popolo italiano, che è sempre stato solidale coi bisognosi e accogliente coi migranti. Ora però bisogna capire che si stanno gettando i semi per future ribellioni: gli italiani sono stanchi di vedere offrire aiuti molto sostanziosi a chi viene da fuori, mentre per la propria sopravvivenza c’è ben poco - conclude -. Osserviamo le notizie che quotidianamente ci riporta la cronaca. Si sta profilando una guerra tra i poveri: vedi i disordini che nascono anche in seguito alle assegnazioni di case popolari, che spesso vengono date ai migranti, scavalcando così i nostri italiani che nella loro vecchiaia, si vedono privati del minimo necessario per vivere. Per il momento la discussione al Senato del disegno di legge è stata rinviata. Forse il buon senso avrà la meglio anche sui sostenitori di questo disegno di legge". 

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