Andrea Rossi (Borgonzoni Presidente): "Tassare la plastica affosserà tante aziende"

Il candidato al consiglio regionale con la lista civica Borgonzoni in visita alla Plastisavio di Mercato Saraceno

Il candidato al consiglio regionale con la lista civica Borgonzoni in visita alla Plastisavio di Mercato Saraceno: "Anziché mettere nuovi balzelli bisognerebbe investire nell'economia circolare, nelle strategie di riciclo e nella formazione dei cittadini".

"Mercoledì mattina, durante il mio  tour elettorale, sono stato a Mercato Saraceno dove ho fatto visita alla Plastisavio, un'eccellenza imprenditoriale del nostro territorio che, dal 1972, si occupa di riciclo e che ha acquisito un ruolo importante nel settore della laminazione per il packaging industriale e alimentare. E' un'azienda che ha sempre investito in innovazione e ricerca e che, da quasi mezzo secolo, dà lavoro a tante persone. Qui il tema Pastic Tax è chiaramente di casa: a scanso di equivoci, ogni provvedimento che va nella direzione della tutela ambientale mi trova concettualmente favorevole ma, parlando con Giancarlo Rossi, storico fondatore della Plastisavio, mi sono reso conto, come peraltro immaginavo, che questa tassa è viziata in parte da pregiudizi ideologici che non tengono minimamente conto di chi, in questi anni, ha investito risorse enormi nella politica del riciclo. Al di là degli spot elettorali, infatti, c'è tanta ignoranza in questo campo. Ad esempio, pochi sanno che alla Plastisavio uno dei core-business è proprio il riciclo della plastica e che le bottigliette d'acqua che loro lavorano, tanto per citare un dato concreto, si possono recuperare fino al 95% (materiale plastico comunemente chiamato PET).  L'errore del legislatore, in questo caso, è quello di aver scelto la strada più sbrigativa, ovvero anziché investire risorse nella ricerca e nella promozione della cosiddetta ‘economia circolare’, ha preferito considerare negativo tutto ciò che è plastica e, di conseguenza, ha voluto penalizzarla attraverso la tassazione".

"Il problema, dunque, ancora una volta, è quello dello sviluppo della conoscenza, di un ragionamento che si fondi su dati certi con una visione del futuro sostenibile e non sul solito, strumentale ambientalismo di facciata. Semmai, anziché tassare, prelevando sempre dalle tasche degli imprenditori e dei cittadini, bisognerebbe varare politiche finalizzate ad innalzare le percentuali di plastica riciclata, oggi ferme al 41%. Bisognerebbe ridurre gli imballaggi dei beni di largo consumo, snellendo i packaging della grande distribuzione. E, soprattutto, bisognerebbe investire di più nella formazione dei cittadini, facendo attecchire una cultura del riciclo che porterebbe, quella sì, a dei risultati reali a favore dell'ambiente e del benessere delle nostre città". 

"La plastica - conclude Rossi - anche per i suoi costi contenuti, è stata un'innovazione centrale nello sviluppo delle nostre società. Esiste, certo, un problema reale legato al suo smaltimento, ma renderla fuorilegge per arginarne gli effetti nocivi, mettendo in crisi realtà consolidate, è il modo più banale per affrontare il problema. Esistono strategie innovative molto più indolori e molto più efficaci. Basterebbe semplicemente avere la voglia di approfondire". 

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