Ricerca di idrocarburi, il M5S contesta. La Regione: "Tutto da valutare"

Andrea Bertani, consigliere del Movimento 5 stelle, non ha dubbi e li esprime in Aula presentando un'interrogazione a risposta immediata sull'argomento a cui ha replicato l'assessore Palma Costi

"Il permesso di ricerca a Torre del Moro è inutile e dannoso". Andrea Bertani, consigliere del Movimento 5 stelle, non ha dubbi e li esprime in Aula presentando un'interrogazione a risposta immediata sull'argomento a cui ha replicato l'assessore Palma Costi. "Quello che è stato concesso non è un semplice programma di ricerca - ha rimarcato Bertani- ma è un programma di studi in cui il richiedente, Po Valley Energy, ha ottenuto un permesso di estrazione. Quindi se le ricerche dovessero andare a buon fine la società inizierebbe con un pozzo esplorativo che è molto più invasivo delle semplici attività di carattere geofisico spiegate dall'assessore". In Aula l'assessore Costi aveva spiegato che il permesso in favore della società "è ancora soggetto a valutazioni e vincoli. Il permesso di ricerca comporta attività di carattere geofisico non invasive e da eseguirsi secondo precise prescrizioni e vincoli definiti dalla valutazione di impatto ambientale (Via) già effettuata. Nonostante questo le attività non possono partire se non esplicitamente autorizzate dal Mise (Ministero sviluppo, ndr) previa intesa con la Regione, che come prassi coinvolgerà tutte le amministrazioni".

Durante la presentazione dell'atto ispettivo Bertani ha affermato che "considerando il Piano energetico (Per), che ha come obiettivo la decarbonizzazione, non è opportuno continuare a cercare nel sottosuolo, anzi sarebbe meglio cambiare la politica delle concessioni". Poi ha fornito dei dati: "L'Emilia-Romagna è la prima regione in Italia per numero di concessioni di coltivazione in terra ferma, 36, è la prima per numero di permessi di ricerca di idrocarburi liquidi, 31, seconda per concessioni di stoccaggio nel sottosuolo". Per questo il consigliere del Movimento 5 stelle ha chiesto "di interrompere all'origine la ricerca esplorativa e mandare un messaggio al ministero: le intese non le concediamo più". Considerazioni e richieste cui l'assessore ha ribattuto spiegando che "le attività di ricerca sono perfettamente in linea con il Per, perché il metano è il combustibile di transizione per arrivare alla totale decarbonizzazione". Poi tornando alla concessione di ricerca a Torre del Moro Costi ha evidenziato: "Per le eventuali fasi successive alla ricerca, di esplorazione prima e di coltivazione poi, sono previsti due procedimenti di rigorosa valutazione ambientale in cui è garantita l'attenta valutazione della sostenibilità degli impianti, con uno specifico riferimento alla subsidenza e alla sismicità". 

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