Bora furiosa, a Cesena una raffica da 111 chilometri orari. "Colpa anche delle temperature elevate"

E' un marzo decisamente pazzerello. Dalla t-shirt si passa alla felpa nel giro di poche ore

A Cesena la massima raffica è stata di 111.6 chilometri orari. Un dato che viene classificato in meteorologia come "fortunale" o "tempesta violenta". Il contrasto tra l'aria calda presente da giorni e il fronte freddo arrivato impetuoso nella notte ha innescato un cocktail micidiale. La perturbazione giunta dal Nord Europa in queste ore sta rapidamente lasciando la Romagna, dopo essersi manifestata con venti impetuosi, piogge e anche neve a bassa quota. A fare il punto della situazione è Pierluigi Randi, tecnico meteorologo di Emilia Romagna Meteo.

Raffiche di vento che hanno superato i 100 km/h. Quali sono le cause?
Si è manifestato il repentino arrivo di un fronte freddo, che ha comportato l’addossamento di aria fredda e densa sulle Alpi con pressione in sensibile aumento. Nel frattempo aria calda e più leggera stazionava in pianura padana, con la formazione di un minimo depressionario sottovento alle Alpi, centrato tra Mar Ligure e pianura padana in rapido spostamento verso sud. Si è così stabilito un forte gradiente di pressione tra Alpi e centro-nord Italia. Tale ha attivato forti correnti da nord-est al passaggio del fronte con vento ulteriormente accelerato dalla discesa dalle Alpi dinariche verso l’Adriatico prima e la nostra regione poi. Il fronte freddo al suolo è stato associato al passaggio di un vortice assai freddo in quota che ha reso l’atmosfera alquanto instabile contribuendo a rendere estremamente dinamica l’evoluzione.

Da dove è partito il fronte freddo?
Il fronte freddo è giunto dal mare del Nord a causa della rimonta di una vasta alta pressione su Europa occidentale con massimo chiuso su isole britanniche; quando ciò accade si attivano sempre forti correnti settentrionali sulla dorsale orientale dell’anticiclone; l’orografia alpina a poi fatto il resto.

Il caldo delle ultime giornate ha influito sulla potenza dell'evento?
Certamente le anomale ed elevate temperature degli ultimi giorni, per la presenza di aria sub-tropicale a tutte le quote, ha contribuito ad accentuate il gradiente barico tra la pianura padana ed il settore alpino, ove sui versanti esteri si è ammassata l’aria fredda in discesa dal mare del nord. Maggiore è il gradiente barico su brevi distanze, più forti saranno i venti.

Eventi sempre più violenti, manifesto del cambiamento climatico....
Premesso che avere forti episodi di Bora (vento sinottico e non dovuto a temporali e men che meno a trombe d’aria) non è così infrequente in regione (esempio 11 luglio 1990, 28 marzo 1995, 26 dicembre 1996, 24 settembre 2004, quando le raffiche furono localmente ancora superiori), c’è da specificare che l’avere temperature pre-esistenti prima dell’arrivo di fronti freddi da nord troppo elevate, può comportare una intensificazione degli effetti al suolo per un eccessivo contrasto termico. A volte si innescano temporali violenti, altre volte venti molto forti, oppure entrambi i fenomeni. Non si può imputare un singolo evento al cambiamento climatico, ma quando questi divengono più frequenti, di qualunque tipo essi siano, allora siamo in presenza di un segnale legato al climate change.

A farne le spese soprattutto gli alberi. Anche la scelta della messa a dimora delle piante dovrà esser fatta considerando gli effetti del clima ormai.....
È un problema al quale dovremo far fronte, dal momento che gli estremi meteorologici possono riguardare non soltanto le temperature o le precipitazioni, ma anche gli episodi di vento forte. Tra la serata di lunedì e la notte scorsa le raffiche massime sono oscillate in regione tra i 70 ed i 111 km/h con massimi sulla costa ravennate (dubbio il dato amatoriale di Faenza nord, meglio considerare quello dell’osservatorio Torricelli di 91 km/h), corrispondenti ad un grado Beaufort compreso tra 8 (burrasca) ed 11 (fortunale o tempesta violenta) con danni strutturali ed abbattimento o sradicamento di alberi, ovvero situazioni al limite per le nostre zone.

C'è poca cura nel seguire le allerte di Protezione Civile. Come si possono educare i cittadini?
L'allerta era stata emessa, per cui l'evento non è arrivato inaspettato, anche se forse a livello di codice c'è stata una lieve sottostima; però a prescindere dal colore delle allerte che lascia il tempo che trova, quando ci sono allerte di qualunque tipo è sempre meglio limitare al massimo le attività all'aperto e mettersi in sicurezza. Probabilmente non abbiamo ancora una sufficiente cultura della prevenzione e tendiamo a sottovalutare le allerte, che a volte prendiamo con sufficienza o con fastidio, ma con madre natura non si scherza.


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