"In nome di chi", la madre del jihadista italiano racconta il suo dramma

Giovedì 20 giugno alle 18.30 all’ex Macello (via Mulini, 25) è ospite Valeria Collina, madre del jihadista italiano dell’attentato a Londra del 2017, a raccontare il suo dramma nel suo libro “Nel nome di chi” (Rizzoli editore, 2017).

L’incontro fa parte della rassegna “Nel più vasto mondo” promossa dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea, dal Punto Europa di Forlì e dalla Società delle fonti Romagna Acque, con il patrocinio del Comune di Cesena e in collaborazione con l’Associazione Perledonne, Amnesty International e con il Centro di Cultura e di Studi islamici di Cesena.

A dialogare con l’autrice saranno la Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea Ines Briganti e il responsabile scientifico della rassegna Domenico Guzzo.

“Solo una madre può provare il dolore di un’altra madre – scrive Collina nel libro - So che nulla può essere sufficiente ma io sono pronta a tutto quello che può portare pace.”

Valeria Collina è la madre di Youssef Zaghba, uno dei componenti del commando che nel giugno 2017 ha ucciso otto persone nell’attentato sul London Bridge. Italiana convertita all’islam, ha vissuto per vent’anni in Marocco, dove ha studiato l’arabo e il Corano. Dopo essere tornata in Italia, nel 2015, ha assistito impotente alla radicalizzazione del figlio, dai suoi tentativi di fuga in Turchia al suo trasferimento a Londra, dove è rimasto incagliato in quella mastodontica macchina promozionale messa in piedi dagli abili comunicatori del califfato nero. Interrogandosi sulle cause della radicalizzazione di Youssef e di tutti i protagonisti dell’ultima stagione di attentati in Europa, l’autrice scrive il manifesto di una nuova battaglia, e spiega le ragioni per cui è fondamentale confrontarsi con i propri figli: “Ci sono giovani che si ubriacano di nascosto, altri che passano fuori la notte senza dirvi nulla, e altri che stanno chiusi nella propria stanza. Ragazzi modello che si presentano puntuali a condividere con voi ogni pasto. Dopo avere messo in pausa l’ultimo video di un ostaggio sgozzato o di un blindato che viene fatto saltare in aria da un attentatore suicida”.

Oggi Collina vive in provincia di Bologna. Dopo la morte di Youssef ha fondato l’associazione “Rahma – misericordia” per la promozione dell’integrazione e la lotta contro la radicalizzazione dei giovani musulmani in Italia.

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