John Hawkwood, il condottiero inglese che segnò la storia di Cesena

C’è un evento spartiacque nella storia di Cesena: è il ‘sacco dei Bretoni’, avvenuto fra il 1 e il 3 febbraio 1377; tre giorni di sangue in cui furono trucidate migliaia di persone (si parla di oltre 4000 morti, vale a dire circa i due terzi, almeno, della popolazione). A compiere la strage, per volere del cardinale Roberto di Ginevra (definito ‘macellator caesenatum”), la Compagnia dei Bretoni al suo seguito; ma accanto a loro c’erano le truppe mercenarie del capitano di ventura inglese John Hawkwood (conosciuto anche come Giovanni Acuto, secondo la versione italianizzata del suo nome).

Alla figura di questo condottiero arrivato da Oltremanica e al ruolo da lui giocato nelle vicende di casa nostra è dedicato il libro “John Hackwood in Romagna (1376-1381)” firmato dal giovane studioso marchigiano Giorgio Godi e pubblicato dalla Società di Studi Romagnoli.

Il saggio sarà presentato mercoledì 11 aprile, alle ore 17, nell’Aula Magna della Malatestiana, nell’ambito della rassegna “Offina Romagnola”, promossa dal Comitato Scientifico della Biblioteca con l’intento di dare visibilità ad autori e studi romagnoli.

Accanto all’autore ci sarà Leardo Mascanzoni, docente di Storia Medievale e di Storia dell'Emilia-Romagna nel Medio Evo dell'Università di Bologna. Interverranno il Presidente Comitato scientifico della Malatestiana Andrea Daltri e Gabriella Poma, Presidente della Società di Studi Romagnoli.

Con questo testo Godi riprende e approfondisce la materia della sua tesi di laurea magistrale in Scienze Storiche (conseguita presso l’ateneo felsineo nel 2014), arricchendo il suo lavoro con l’esame di documentazioni inedite conservate nei fondi archivistici di varie città italiane, prime fra tutte Modena e Mantova.

Un capitolo rilevante è dedicato proprio alla strage di Cesena, che rappresenta senza dubbio la pagina più nera nella carriera di Hawkwood in Italia, anche se alcune fonti cronachistiche tendono ad alleggerire le sue responsabilità nella vicenda. Lo dimostra un episodio – non si sa quanto fondato - riferito da un cronista ferrarese, secondo il quale il condottiero inglese, nel pieno del massacro, avrebbe aiutato la fuga di mille donne cesenati per sottrarle alla ferocia dei Bretoni. E forse anche questo particolare ha contribuito ad alimentare quella fama di mercenario – gentiluomo di cui Hawkwood ha goduto a lungo presso tanti autori, soprattutto britannici.

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