"Io sono zero", uno spettacolo a metà fra realtà e finzione

Giovedì 28 febbraio, ore 10:30, al Teatro Garibaldi di San Piero in Bagno va in scena lo spettacolo Io sono zero, prodotto da Nata e Turcaret Teatro, in collaborazione con Casa Editrice Il Castoro.

La regia è di Michele Mori, che assieme agli attori Eleonora Angioletti, Giorgio Castagna e Mirco Sassoli, ha curato l’adattamento teatrale. La scenografia è realizzata da Alberto Nonnato, i video sono a cura di Mauro Verzotto.

Lo spettacolo, tratto dal libro di Luigi Ballerini “Io sono Zero”, vincitore del Premio Bancarellino 2016, affronta il delicato tema del confine tra la realtà e il mondo della finzione.

E se un giorno scoprissi che il tuo mondo non è reale e che quello vero si trova al di là di una porta? Saresti pronto a varcarla e a scoprire chi sei? Zero sta per compiere quattordici anni. Non ha mai toccato un altro essere vivente, non ha mai patito il freddo o il caldo, non sa cosa siano il vento o la neve. Zero è vissuto in un ambiente protetto dove è stato educato, allenato e addestrato a combattere attraverso droni e a raggiungere obiettivi. A suo modo, Zero è felice.

Quando un giorno il suo Mondo si spegne e diventa tutto buio, Zero pensa si tratti di una nuova grande prova. Cerca delle porte, involontariamente esce. Dal Mondo virtuale in cui è cresciuto entra nel mondo, quello reale, dove nevica e fa freddo, non si comunica attraverso schermi, non c’è nulla che lui sappia riconoscere. Inizia da qui la seconda storia di Zero che, in una fuga sempre più pericolosa da chi l’ha cresciuto, dovrà capire la ragione della sua esistenza e dovrà trovare un modo per vivere nel mondo reale, quello complicato dove dentro e fuori, sapori e odori, amore e ribellione esplodono.

E poi la scelta. Tornare indietro? O affrontare una nuova vita? A quale mondo appartiene Zero?

Ai giorni nostri è impossibile non parlare di tecnologia, siamo succubi dei cellulari e vogliamo sempre essere al passo con le ultime novità. Vogliamo più gigabyte, più memoria, più velocità, più pixel: la qualità dei videogiochi li avvicina alla realtà fino quasi a fondere le due cose, e non è raro sentire vicende di ragazzi che perdono la cognizione del tempo e dello spazio dopo ore passate a giocare davanti al computer. Lo spettacolo mescola il teatro d’attore con l’utilizzo di video, in un continuo scambio di punti di vista: quello di Zero e quelli di Luca e Stefania, le uniche due figure “adulte” che gli sono vicine. Cellulari, touchscreen, computer e iPad sono pane quotidiano per gli adolescenti di oggi: per questo i video sono parte integrante dello spettacolo e diventano il salvacondotto per entrare nel loro mondo e fargli conoscere l’incredibile storia di Zero, un ragazzo di 14 anni, che dovrà affrontare un duro scontro con se stesso per riappropriarsi di quella verità che filtra dai muri di bugie che gli hanno messo davanti agli occhi.

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