Uno degli ultimi maestri scalpellini: "Il fascino di pezzi unici che durano nel tempo..."

Uno degli ultimi scalpellini sul mercato territoriale. In Alto Savio resistono antichi mestieri, in cui la manualità e l'arte artigiana eccellono

Uno degli ultimi scalpellini sul mercato territoriale. In Alto Savio resistono antichi mestieri, in cui la manualità e l’arte artigiana eccellono. Confartigianato li sostiene e si sforza di valorizzarli anche culturalmente e socialmente. Recentemente li ha anche premiati alla celebrazione del 70° dell'associazione. Ad Alfero di Verghereto  responsabile di Confartigianato Valle Savio Pierluigi Battistini ha incontrato lo scalpellino Gian Luca Guccini, impresa associata.
Quando più di 20 anni fa lasciò il posto sicuro di agente municipale, Gianluca Guccini, 47 anni, maestro artigiano scalpellino, decise di cambiare vita e di fare ciò che gli piaceva veramente: dedicarsi alla sua passione, per questo tornò nella sua Alfero di Verghereto dove allestì un piccolo laboratorio. Oggi è uno dei più apprezzati artigiani del settore, non solo a livello territoriale e regionale.

Un maestro scalpellino, un'artista artigiano. Si è fatto un nome grazie al modo peculiare di lavorare la pietra serena con la lavorazione tradizionale e in particolare anticata, suo marchio di fabbrica, tecnica in cui primeggia. Ha il laboratorio abbinato alla casa nel paese di Alfero. “Realizzo caminetti, portali, fontane, colonne stemmi, pavimenti e altri elementi di arredo interno ed esterno di case, ambienti rustici, ville, giardini e parchi - dice Guccini-. L'obiettivo è sempre quello di creare pezzi unici destinati a durare nel tempo. Alle scuole medie mi piaceva modellare la creta. Lì c'è l'origine della mia vocazione. Prima di mettermi a fare l'artigiano usavo scalpello e martello per diletto. Lavoro la pietra serena e mi sono specializzato in particolare nella tecnica dell'anticato. Questo è diventato ormai un mestiere di nicchia, ma la lavorazione a mano resta il valore aggiunto delle mie produzioni rispetto alla standardizzazione delle produzioni industriali”.

Qual è il bacino della sua clientela? “I clienti sono per lo più in Toscana, Umbria e Italia centrale, anche stranieri con case in Italia. Persone che amano il bello e i pezzi di qualità. Si tratta di privati che restaurano abitazioni e ville, oppure le impreziosiscono con pezzi e arredi di qualità, ma lavoro anche con una clientela territoriale: ad esempio ho realizzato pezzi e finiture per la rocca di Bertinoro, il castello di Castrocaro, case di riposo e strutture pubbliche. Ora sto producendo manufatti in pietra serena per un ex convento trasformato in residenza in Toscana”.

Quali sono modalità e ritmi di lavoro? “Inizio la mattina molto presto e lavoro fino all'ora di pranzo, poi riprendo fino a sera. Un lavoro creativo ma faticoso. I clienti spesso mi sottopongono disegni di architetti, ma non di rado sono io stesso a suggerire soluzioni in maniera mirata, a seconda delle esigenze di ciascuno. La personalizzazione è fondamentale: ogni cliente ha la sua storia, la sua esigenza, il suo desiderio da accontentare. Io realizzo a richiesta qualsiasi elementi in pietra tradizionale o anticata”.

Le spiace che il suo mestiere sia a rischio di sopravvivenza? “Purtroppo è un segno dei tempi, ma in un'epoca di standardizzazione, c'è secondo me ancora più spazio per la qualità, per i prodotti lavorati a mano e in questo senso la pietra serena è fatta per essere lavorata a regola d'arte”. Guccini  mostra il laboratorio, le sue realizzazioni sparse anche nel piazzale, ci indica una fotografia che lo ritrae all'opera. “Mi piace il mio mestiere, anche se si lavora tra sassi e polvere. Peccato per la troppa burocrazia che toglie la voglia di fare l'imprenditore, ma quando sono di fronte alla pietra serena con lo scalpello, i brutti pensieri svaniscono”.

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