Unione Valle Savio, quasi il 40% dei contribuenti dichiara un reddito basso

I risultati dell’analisi delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti dell’Unione per il 2017

È di 1 miliardo e 900 milioni di euro il reddito imponibile dichiarato ai fini Irpef nel 2017 dagli 89.943 contribuenti dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio. Nello stesso anno il gettito complessivo dell’Irpef pagata nel territorio dell’Unione ammonta a 339 milioni e 186 mila euro, con una media per contribuente di 3.771 euro d’imposta.

Sono questi i risultati dell’analisi delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti dell’Unione per il 2017, messi a punto dall’Ufficio Statistica Associato dell’Unione Valle del Savio.

Entrando nei dettagli, si osserva che il confronto dei periodi contributivi 2016 e 2017 dell’Unione mostra diversi scostamenti: il numero dei contribuenti totali sale di 862 unità mentre il numero dei contribuenti con redditi imponibili sale di 280 unità.
Anche l’aumento del Reddito imponibile (su cui viene calcolata l’imposta) è più accentuato rispetto all’anno precedente: se nel 2016 si era registrato un aumento dell’1,23%, nel 2017 l’aumento è dell’1,50% (26 milioni e 315 mila euro) mentre l’imposta media per un “contribuente imponibile” passa da 4.706 a 4.829 euro (un aumento del 2.61% - 6 milioni e 792mila euro).

Seppur con importi medi diversi (si va dal valore minimo registrato a Cesena di 122 euro fino al massimo di 182 euro registrato a Bagno di Romagna) è in aumento l’addizionale media comunale in tutti i Comuni della vallata: secondo una media complessiva, da 127 euro del 2016 si passa a 130 del 2017, portando ad un aumento nell’ammontare, rispetto al 2016, pari a 167.960 euro (+2, 11%).
Rimane invece stabile il reddito mediano 2017 rispetto al 2016: ammonta a 18.226 euro, metà dei contribuenti dichiara meno, metà dichiara più di quella cifra.

In leggera flessione invece il reddito medio, che con una diminuzione dello 0.17%, si attesta a 21.399 euro (in Italia 20.670 euro in calo dell’1,3%).

Se si vanno ad analizzare le Classi di reddito emerge che poco più della metà dei contribuenti (51%) si colloca nella fascia di reddito 10.000-26.000 euro. Quasi il 40% dei contribuenti dichiara un basso reddito, (meno di 15.000 euro), contro il 45% a livello nazionale. Infine, solo un cittadino su 4 dichiara un reddito inferiore a 10.000 euro. Secondo lo stesso studio emerge che il 75% circa dei contribuenti ha redditi medio-bassi (inferiori a 26.000 euro) e produce oltre il 48% dei redditi dell’Unione, mentre il 4,3% dei contribuenti ha redditi elevati (oltre 55 mila euro) e produce oltre il 20% della ricchezza dell’Unione.

Il 2, 3% dei contribuenti più redditizi dell’Unione (oltre 75.000 euro), pari a 2.046 soggetti, produce il 15% dei redditi dell’Unione (oltre 269 milioni di euro), mentre i contribuenti a basso reddito (fino a 15.000 euro), pari a 35.063 soggetti, produce il 39.4% della ricchezza.
Per quanto riguarda l’Analisi della tipologia di reddito emerge che fra le tipologie di reddito dei contribuenti, la fetta più grossa è rappresentata dai lavoratori dipendenti, pari a 47.748, con un ammontare di 988 milioni e 718 mila euro e un reddito medio pro-capite di 20.694 euro.

Numeri per i quali si deve tenere presente che anche nel 2017 hanno concorso alla formazione del reddito i premi di produttività, ovvero il TFR liquidato mensilmente (per chi ha scelto tale opzione) e il bonus di 80 euro riconosciuto ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 26 mila euro. In generale, nell’Unione dei Comuni della Valle del Savio quasi il 53% del reddito deriva da lavoro dipendente e per oltre il 30% da pensioni.

Da sottolineare che, rispetto al 2018, per il lavoro dipendente il numero dei contribuenti è aumentato di 1504 unità: per questa categoria, aumenta anche il reddito complessivo di 27 milioni e 248 mila euro.
Seguono i percettori di pensioni (-112 rispetto al 2016) con un importo di 559 milioni e 873mila euro: in questo caso si registra un incremento del reddito complessivo (+8.809.501 euro). Il reddito medio pro-capite dei pensionati nel 2017 si attesta a 16.753 euro.
La somma dei redditi queste due categorie (lavoro dipendente e percettori di pensioni) rappresenta l’83,7% di tutti i redditi dichiarati nel territorio dell’Unione, per un valore di 1.548 milioni di euro.

Con un aumento di 3.127.414 euro, è il reddito da lavoro autonomo (72.324.077 pari al 3,9%) a registrare nel 2017 il valore medio pro-capite più elevato, con 45.118 euro.

Nell’analizzare lo scostamento del reddito da fabbricati, occorre ricordare che è sempre più frequente il ricorso alla tassazione sostitutiva (cedolare secca), tassazione opzionale da applicare ai redditi da fabbricati ad uso abitativo dati in locazione che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali. Nell’Unione, a fronte di un aumento di 157 contribuenti tra il 2016 e il 2017, il reddito da fabbricati scende per 415 mila euro (-0,74%).

Nonostante il calo del numero dei pensionati (-112) continua a crescere la quota del reddito da pensione, l’1,57% rispetto al 2016, pari a 8 milioni e 809 mila euro.

Aumenta il reddito dal lavoro dipendente, ma va tenuto conto che nel 2017 hanno concorso alla formazione del reddito i premi di produttività (TFR liquidato mensilmente e il bonus di 80 euro), di cui hanno beneficiato 27.823 contribuenti dell’Unione.
Si registra un aumento per il lavoro autonomo: l’ammontare del reddito aumenta del 4,32% rispetto al 2016, per un importo di 3.127.414 euro. In questa categoria si nota un leggero calo nelle frequenze: sono 20 in meno i lavoratori autonomi nel 2017 con un calo dell’1,23%.
 

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