Tari, Confcommercio: "Tariffari ingiustificati e fortemente disomogenei"

er il versamento dovrà essere utilizzato esclusivamente il relativo modello F24 che il Comune di Cesena ha provveduto a spedire a casa di tutti i contribuenti nello scorso mese di maggio insieme ai moduli delle altre due rate, già scadute

Il 30 novembre scade la terza rata della Tari, la tariffa rifiuti, una delle più onerose per il sistema delle imprese. Per il versamento  dovrà essere utilizzato esclusivamente il relativo modello F24 che il Comune di Cesena ha provveduto a spedire a casa di tutti i contribuenti nello scorso mese di maggio insieme ai moduli delle altre due rate, già scadute. Nel frattempo si attende da Atersir regionale la fissazione delle nuove tariffe per il 2018. Confcommercio cesenate ha chiesto che le tariffe sui rifiuti vengano abbassati.

"Un problema molto avvertito dalle imprese cesenati - informa il direttore Confcommercio Giorgio Piastra - è  l’attribuzione di importi da pagare in bolletta con errori rispetto ai dati delle metrature e degli altri coefficienti che determinano l’ammontare delle tariffa. Per cercare di ovviare a errori e  incongruenze che si riflettono in cifre più alte da pagare, Confcommercio cesenate ha  istituito lo sportello Tari, in cui sono fornite consulenze e verifiche sulla superficie soggetta a tassazione, in vista di una eventuale  operazione di revisione di superficie tassabile. Per informazioni e ci si può rivolgere al responsabile dello sportello Massimo Montanari al numero 0547-6398589".

"Confcommercio Cesenate - osserva il presidente Corrado Augusto Patrignani -  da anni è impegnata in un’azione di tutela delle imprese e di richiesta agli enti decisori di definire tariffe puntuali che rispecchino e rispettino l’entità dei rifiuti effettivamente erogati e smalti. nello specifico alcune categorie pagano bollette di varie migliaia di euro che vengono recepite come inique e vessatorie. Lo spostamento dell’ente decisore a Atersir regionale, al posto di Ato provinciale, ha allontanato i centri decisionali e molte imprese sono sottoposte a una tassazione non commisurata all’effettiva prestazione resa dal servizio pubblico locale, in termini di quantità di rifiuti urbani avviata allo smaltimento".

"Tra i vari tributi, la tassa sulla gestione dei rifiuti è quella che ha registrato i maggiori aumenti che  nell'ultimo quinquennio, hanno superato i 2,5 miliardi di euro a livello nazionale e anche a livello territoriale l’escalation è stata inarrestabile - conclude -. Gli aumenti si sono riflessi in livelli tariffari ingiustificati e fortemente disomogenei, tra territori e territorio. In troppi casi, infine, la spesa per la gestione dei rifiuti, per la stessa tipologia di servizio, evidenzia rilevanti scostamenti e tra Comuni limitrofi nel comprensorio cesenate, che vanno eliminati con un intervento di razionalizzazione e semplificazione normativa, livellato verso il basso". 

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