"Sisma Bonus", Confartigianato presenta un'indagine sul rischio sismico delle aree artigianali cesenati

Sarà illustrato uno studio dello stato di alcuni edifici esistenti nelle aree artigianali cesenati prospettando quelle che possono essere le tipologie d'intervento supportate dal nuovo decreto ministeriale 65 del 7 marzo scorso conosciuto come Sisma Bonus

Un'indagine sui capannoni delle aree artigianali più obsolete, quelle costruite prima degli anni ottanta, in epoca pre-leggi sismiche, sullo stato dei capannoni in merito alla tenuta in caso di terremoti. Verrà presentata nel corso del convengo “Sisma Bonus 2017 Opportunità e soluzioni per ridurre il rischio sismico”, che Confartigianato promuove mercoledì sera alle 20.30 nela sede di Confartigianato in via Alpi, 49. Sarà illustrato uno studio dello stato di alcuni edifici esistenti nelle aree artigianali cesenati prospettando quelle che possono essere le tipologie d'intervento supportate dal nuovo decreto ministeriale 65 del 7 marzo scorso conosciuto come Sisma Bonus. Prenderanno parte al convegno Eugenio Battistini, responsabile area economica e sindacale di Confartigianato Cesena; Riccardo Neri di Drn, studio tecnico d'ingegneria e Valdes Landi, responsabile della consulenza fiscale e tributaria Confartigianato Cesena.

“Il senso della nostra iniziativa - sottolinea il coordinatore del convegno Gabriele Savoia - è rendere consapevoli le imprese di poter intervenire sui loro edifici per ridurre il rischio da sisma, grazie alle opportunità offerte dal Sisma bonus. L'indagine ha analizzato lo stato di alcuni capannoni e immobili produttivi delle aree artigianali indicando gli interventi che possono essere realizzati per ridurre il rischio sismico. Si tratta di una agevolazione inserita nel testo della Legge di bilancio 2017 che prevede la possibilità di fruire di un’importante detrazione fiscale sugli interventi di adeguamento sismico non solo delle case e dei condomini, ma anche  delle attività produttive”. Fra le misure previste,a partire dal primo gennaio scorso al 31 dicembre 2021, le famiglie e le imprese, che effettuano interventi di riduzione di rischio sismico di immobili ricadenti nelle zone 1, 2 e 3, tali da determinare il passaggio ad una classe inferiore di rischio terremoto, la detrazione anziché essere del 50%, spetta al 70%. Se i lavori determinato la riduzione di 2 classi di rischio, la detrazione, invece, è pari all’80%.

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