Saldi a Cesena, prevale lo shopping rosa. Ma il piatto piange

L'Osservatorio di Confcommercio Imprese per l'Italia Cesena ha contattato 80 imprese commerciali campione per stilare un primo bilancio sull'andamento delle vendite

Ormai a un mese dall'inizio dei saldi di fine stagione l'Osservatorio di Confcommercio Imprese per l’Italia Cesena ha contattato 80 imprese commerciali campione per stilare un primo bilancio sull’andamento delle vendite. La prevalenza di acquisti è andata finora ai capi di abbigliamento, in particolare quello femminile. Spiccano tra gli articoli t-shirt, bermuda, sandali moda e costumi.

 “Ciò che emerge principalmente _ osserva il direttore Confcommercio cesenate Giorgio Piastra _ è la partenza a rilento per i saldi estivi: il 65% degli operatori contattati infatti ha giudicato negativamente l’andamento delle vendite nel periodo dei saldi rispetto allo scorso anno, il 29% circa ha definito stabile l’andamento, mentre soltanto il 6% ha parlato di un andamento positivo. Si tratta di un dato in linea con le aspettative al ribasso di una stagione all'insegna della crisi economica e dell’incertezza dei consumi. Per il 60% degli intervistati la spesa durante questi saldi è diminuita, e la motivazione è nella maggioranza dei casi la crisi economica, a cui si associa l’effetto del cambiamento dei comportamenti di acquisto evidente ormai da alcuni anni a questa parte, accanto alla concorrenza di altre formule commerciali, in particolare grande distribuzione e outlet (31% dei casi).

 “I saldi estivi arrivano dopo una stagione già difficile per i nostri commercianti – prosegue il direttore Piastra - che stanno cercando di adeguare le proprie proposte al nuovo contesto, anche garantendo l’apertura nei negozi nel mese di agosto. Dall’indagine emerge che l’attenzione alla spesa e la crisi economica inducono i consumatori a comprare, anche nei saldi, soltanto lo stretto necessario, con estrema attenzione al rapporto qualità-prezzo, senza farsi tentare da occasioni di sconti anche molto significativi, e concentrando la spesa su acquisti mirati. Le aperture serale de venerdì di luglio hanno registrato buon interesse da parte del pubblico ma nno si sono registrati picchi di acquisti. La prevalenza di acquisti è andata finora ai capi di abbigliamento, in particolare quello femminile. Tra i prodotti più venduti spiccano abiti da donna, costumi, t-shirt, bermuda e sandali moda. Per quel che è possibile stimare adesso, il valore della spesa media pro-capite per i saldi si attesta sui 77 euro”.

 
"Resta in ogni caso assodato - chiude il direttore Confcommercio Piastra - che i saldi continuano a rappresentare ancora una buona occasione per il commercio, ma il loro valore si è ridimensionato rispetto agli ultimi anni, e si attesta al di sotto del 20% del fatturato annuo per oltre il 50% degli operatori”.

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